giovedì, Maggio 13

Sei takeaway per i politici dalla risposta dell’Italia a Covid-19 Il ‘modello italiano’ alla gestione del coronavirus sottoposto ai politici europei da Antonino Vaccaro, professore ordinario alla IESE di Barcellona, e Mario Caligiuri, Presidente della Società italiana di intelligence

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Antonino Vaccaro, professore ordinario alla IESE Business School di Barcellona e direttore accademico del Center for Business in Society, e Mario Caligiuri, professore ordinario all’Università della Calabria e Presidente della Società italiana di intelligence, hanno analizzato, per ‘Forbes’, le politiche e gli approcci italiani al coronavirus Covid-19, che «hanno funzionato e dovrebbero essere ulteriormente replicati», sostenendo che «la risposta dell’Italia può fornire alcune lezioni utili e indicare una serie di migliori pratiche per i responsabili politici a questo proposito».

Ripubblichiamo di seguito il testo, tradotto e riadattato dalla Redazione.

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Mentre il mondo continua la sua battaglia contro la diffusione del Coronavirus, i politici a livello globale farebbero bene a verificarecome i paesi più colpiti finora hanno risposto a questa crisi. Non solo per individuare quali potenziali insidie ​​dovrebbero evitare, ma anche per vedere quali politiche e approcci hanno funzionato e dovrebbero essere ulteriormente replicati. Sosteniamo che, in particolare, la risposta dell’Italia può fornire alcune lezioni utili e indicare una serie di migliori pratiche per i responsabili politici a questo proposito.

In linea con questo, un articolo di Gary P. Pisano, Raffaella Sadun e Michele Zanini su ‘Lezioni dalla risposta italiana al coronavirus’ è stato recentemente pubblicato da Harvard Business Review. Sebbene siamo d’accordo con la maggior parte delle considerazioni espresse da questi autori qualificati, crediamo che la risposta dell’Italia al Coronavirus possa anche mettere in evidenza alcune pratiche per i politici che stanno attualmente combattendo contro questa crisi globale senza precedenti. Ciò è particolarmente rilevante considerando il fatto che troppi Paesi europei hanno già ritardato le loro risposte a questa pandemia.

Un’analisi critica della reazione italiana all’infezione da COVID-19 potrebbe fornire almeno sei takeaway degni di attenzione.

1. Dare priorità alla salute e al benessere dei cittadini

Il primo punto riguarda la priorità assegnata dal governo italiano e dalle istituzioni italiane alla salute e al benessere dei cittadini. Mentre alcuni Paesi, come ad esempio il Regno Unito, hanno assunto le prime decisioni privilegiando considerazioni finanziarie ed economiche, l’Italia si è concentrata prima sul fondamentalediritto alla vita e al benessere di ciascun cittadino.

Non c’è dubbio che il governo abbia commesso alcuni gravissimi errori e abbia ritardato l’adozione di importanti decisioni drastiche, ma non ha mai smarrito attenzione per la salute e il benessere dei cittadini, a cominciare dalla tempestiva dichiarazione dello stato di emergenza del 31 gennaio 2020, alla quale però sono poi seguiti provvedimenti incerti e ritardati.

I responsabili politici non dovrebbero mai dimenticare che l’approccio del ‘business as usual’, guidato da considerazioni finanziarie ed economiche, rischia di disumanizzare la società e dare centralità al profitto piuttosto che al benessere delle persone. Parafrasando il titolo di un famoso articolo scientifico, non dovremmo mai dimenticare che il ‘business del business è la persona umana’.

2. Enfatizzare la comunicazione trasparente

Il secondo punto riguarda la strategia di comunicazione dell’Italia e la sua lotta contro la disinformazione. Mentre alcuni leader mondiali e alcuni paesi hanno fornito informazioni scientificamente non supportate e problematiche secondo molti esperti e dati frammentari, ritardati e incompleti, il governo italiano ha scelto la strada della completezza dei dati, con il rischio anche di incertezza, ma legate alla estrema trasparenza.

In questo contesto, le istituzioni italiane hanno anche svolto un lavoro ulteriore per controllare e neutralizzare la diffusione di informazioni false, che si diffondono sui social media accentuando una situazione già molto difficile.

3. Concentrarsi sulla flessibilità e adottare un approccio integrato

Un altro aspetto importante riguarda le capacità e la flessibilità di integrazione italiana, che pur con incertezze, si riscontra in alcuni settori in modo accentuato. Le organizzazioni che generalmente lavorano in contesti molto distanti tra loro, hanno integrato le loro capacità operative per fornire strumenti e macchine importanti per combattere COVID-19.

Ad esempio, l’italiano Siare Engineering International Group, una delle quattro società al mondo produttrici di ventilatori polmonari, ha subito integrato nella sua organizzazione un team di ingegneri militari al fine di garantire la produzione in 24 ore. Esistono centinaia di altri esempi simili nel paese, tra cui l’integrazione operativa tra il Dipartimento della Protezione civile italiana e le tante e generose associazioni di volontari locali, nonché i casi di piccole fabbriche che producono maschere di protezione e forze di polizia che le distribuiscono. Un altro esempio degno di nota è il settore della moda italiano. Aziende come Valentino, Calzedonia, Geox e Prada sono passate rapidamente alla produzione di maschere e altro materiale utile per aiutare i professionisti sanitari e la popolazione in generale.

È interessante notare che la reazione italiana non è stata né dall’alto né dal basso. Ha invece dimostrato di essere uno sforzo di collaborazione spontanea e reciproca tra attori di qualsiasi tipo e livello, disposti a collaborare in modi innovativi.

4. Il rapido sviluppo di un efficace sistema logistico di emergenza

L’Italia ha sviluppato rapidamente infrastrutture (ad esempio individuando ‘ospedali COVID’ ad hoc in tutto il Paese) e sistemi di trasporto di emergenza che stanno salvando migliaia di vite.

Questo complesso sforzo implica anche il coordinamento tra istituzioni militari e civili, in particolare per il trasporto di persone in situazioni estreme. Vale la pena ricordare che la configurazione geografica dell’Italia, che è estremamente estesa da nord a sud, rende questo sforzo ancora più complesso. Pertanto, le istituzioni italiane si stanno integrando con successo sul trasporto terrestre (ad es. Ambulanze) e aereo (ad es. Elicotteri). I risultati ovviamente non sono perfetti, ma sono ammirevoli.

5. Enfasi alla responsabilità professionale

Vale la pena sottolineare anche l’estrema importanza attribuita nella cultura italiana alla responsabilità professionale. Una cultura sistemica della responsabilità professionale nelle professioni critiche come infermieri, medici, funzionari pubblici ha permesso al sistema italiano di aumentare il numero di professionisti che combattono contro COVID-19.

Proprio di recente, la Protezione Civile italiana ha lanciato un bando per chiedere l’aiuto di 500 infermieri volontari. In meno di 48 ore, ha ricevuto oltre 9500 domande. Non possiamo anche dimenticare, tra molti casi eccezionali, quello di Gianpiero Giron, un medico in pensione di 85 anni, che ha deciso di tornare al servizio perché non ha mai dimenticato il giuramento che ha fatto nel 1960 ‘per salvare l’umanità’. Dobbiamo anche ricordare che in questi giorni, un numero innumerevole di persone dei Carabinieri, della Polizia, della Guardia di finanza e delle forze armate italiane, funzionari pubblici e cittadini normali hanno deciso di rischiare la vita, ben oltre i loro doveri normali, a causa di questo senso unico di responsabilità professionale e civile .

6. Chiedere una risposta internazionale coordinata

Una crisi globale come questa ha bisogno di una risposta globale. L’Italia lo ha capito presto, come dimostrato dai suoi tentativi di coinvolgere tutti i paesi europei nella lotta contro COVID-19.

Durante la prima e la seconda settimana di febbraio, l’Italia halavorato per organizzare la prima assemblea straordinaria tra tutti i ministri della sanità dell’Unione europea. Durante l’incontro di Bruxelles del 13 febbraio, il governo italiano ha espresso la necessità per tutti i paesi europei di affrontare la crisi COVID-19 in modo integrato e di prendere in seria considerazione anche la situazione africana. Sfortunatamente, la voce del governo italiano non è stata ascoltata.

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