venerdì, Maggio 14

Secolarizzazione in Europa: a causa di chi? 40

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Rimini «La secolarizzazione è avvenuta grazie ai cristiani». Così Brad S. Gregory, professore di storia all’Università americana di Notre Dame apre il convegno ‘Chi ha secolarizzato l’Europa?‘ , uno dei temi della quarta giornata del Meeting di Rimini, organizzato dal movimento di Comunione e Liberazione. Al contrario di quello affermato dal docente americano, potremmo pensare che sia uno degli aspetti della modernizzazione, la perdita di rilevanza dell’aspetto ‘sacro’ sulla società. Invece esiste un paradosso:«i loro sforzi per rendere la società più cristiana hanno sortito l’effetto opposto», continua Gregory, «aprire la strada al rifiuto delle idee e delle pratiche cristiane e allo sviluppo di processi alternativi» che si associano, appunto con la secolarizzazione. L’analisi parte, naturalmente, da radici storiche, con attenzione ad aspetti sociali ed economici.

La riforma protestante è il momento di rottura tra la Chiesa tardo-medievale e i protestanti che contestavano l’autorità della Chiesa cattolica romana. «I problemi non erano dovuti semplicemente ad un’incapacità di rispettare gli insegnamenti della Chiesa» spiega Gregory«quanto piuttosto erano legati agli insegnamenti stessi, nel senso che erano errati e questo» secondo i protestanti «spiegava perché così tante persone laiche e molti rappresentanti del clero non riuscivano a vivere una vita cristiana». In questo preciso momento storico si devono aggiungere, oltre alle divisioni dottrinali, fenomeni moderni come il consumismo e il capitalismo, antitetici agli insegnamenti cristiani, Papa Francesco ha detto che «gli effetti del capitalismo globale sono estremamente negativi». Individualista e relativista, due concetti ben distanti dalla fede.

Assume, invece, un approccio dubitativo Adrian Pabst, docente di politica alla Kent University di Canterbury. Considera la secolarizzazione un fenomeno relativamente recente e un processo non necessario, «allora a questo punto sosterrò che può essere messa in discussione, penso che potremmo trasformare l’Europa facendola andare in una direzione diversa». Introduce, poi, il concetto di secolarismo. Ne esistono due tipi, «uno ovvio, quello di tipo procedurale, ma c’è anche un secolarismo di tipo programmatico, ossia la creazione di uno spazio neutro, che di fatto non lo è, nel quale si distruggono le prassi religiose tradizionali» . Il risultato può essere la nascita del naturalismo o ateismo, tipico della scienza, o paradossalmente può assumere la forma di fondamentalismo religioso. Nell’era moderna si arriva ad  un dualismo tra sacro e profano, «la modernità ridefinisce l’idea di santità, in quanto le cose importanti della vita diventano il potere e il denaro, giungendo così alla profanazione del sacro e alla sacralizzazione del profano» . 

La provocazione di Gregory è stata, poi, ripresa da Mauro Magatti, professore di Sociologia all’Università cattolica di Milano. La causa della secolarizzazione è da imputare al Cristianesimo. Esiste un rapporto complesso tra l’uomo e Dio, si cerca di non «sovrapporre adesivamente l’esperienza religiosa a quella profana”, altrimenti ne andrebbe meno la libertà umana, la libera scelta. «Se tutto l’orizzonte fosse stato riempito dalla sacralità e dalla religiosità, non ci sarebbe stato lo spazio per la nostra libertà» . La secolarizzazione può essere intesa a due modi, come processo di autonomia dell’uomo, che non ha bisogno della trascendenza, «noi viviamo una stagione vertiginosa di questa vicenda. Come contemporanei dobbiamo essere ben consapevoli che siamo arrivati, dopo alcuni secoli, nel processo di secolarizzazione con le sue equivalenze, a questo punto» .  Ma anche come sforzo continuo di un rapporto tra l’uomo e Dio. Quando usiamo questo termine non deve per forza assumere un’accezione negativa, «c’è anche, invece, lo sforzo di arrivare ad un rapporto più avanzato» .

Magatti vede l’uomo moderno come il Figliol Prodigo‘. Però l’indipendenza fa parte della natura umana, e anche in questo caso, non si deve vedere negativamente. «Noi come moderni siamo tutti là fuori storicamente, siamo contemporanei dell’uomo che ha preteso la sua eredità, ma questo non vuol dire essere del mondo, significa essere nel mondo» continua  «Non siamo al riparo dai venti distruttivi che questo processo si porta dietro. I Cristiani chi sono? Sono quella voce della coscienza che parla al figlio che se ne è andato da casa, ma ha memoria e nostalgia della casa del Padre, e che testimonia l’esistenza di una libertà consapevole e scelta» 

 

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