lunedì, Maggio 17

Se si matura a 18 field_506ffb1d3dbe2

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La notte prima degli esami arriverà più in fretta se diventerà riforma la sperimentazione della maturità a 18 anni, in corso in alcuni istituti statali e paritari in questo anno scolastico. Un’iniziativa che «è stata preparata da uno studio accurato e sarà seguita dall’analisi attenta dei rendimenti e dei risultati», spiegò a dicembre la ministra dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza in risposta a un’interrogazione parlamentare, aggiungendo di aver autorizzato le sperimentazioni «perché ritengo valide le ragioni che le hanno ispirate, legate all’esigenza di adeguare la durata degli studi agli standard europei, consentendo agli studenti un ingresso anticipato nel mercato del lavoro, ovviamente senza escludere la prosecuzione degli studi». Delle ragioni e degli effetti della maturità anticipata nel nostro Paese abbiamo chiesto a Mario Giacomo Dutto, membro del Comitato scientifico del Centro Studi e Ricerche sulle Politiche della Formazione (CeRiForm) dell’Università Cattolica di Milano, già Direttore generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica al Ministero dell’Istruzione, e fra i partecipanti al seminario sul diploma a 18 anni tenutosi il 24 gennaio alla Camera.

 

Dottor Dutto, è in sperimentazione la maturità anticipata da 19 a 18 anni, come deciso dalla ministra dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. Questo percorso per noi più breve quanto è diffuso in Europa? Possiamo trarre indicazioni dalle esperienze degli altri Paesi europei?

Il percorso a 18 anni, equivalente a 12 anni di scolarità, è un modello diffuso in Europa: in Francia, in Olanda, in Austria e nel Regno Unito la scuola secondaria termina a 18 anni. Anche in Germania, tradizionalmente restìa a grandi riforme scolastiche, è in corso la riduzione del Ginnasio da 9 a 8 anni con tempi e scadenze diverse a seconda del Land. La trasformazione deriva all’esigenza di allineare, a livello internazionale, i tempi di uscita dal sistema scolastico e, sul piano interno, di rendere omogenea la durata del percorso di studio su tutto il territorio nazionale. In Germania la discussione, tuttavia, è ancora in corso nonostante le decisioni già assunte; sono state varate misure specifiche per rendere possibile l’implementazione del cambiamento soprattutto per gestire l”onda anomala’, cioè il raddoppiamento per alcune annualità del numero di studenti (nelle stesso anno avviene, infatti, che si trovino a concludere il percorso sia gli studenti con 9 di studio sia quelli con 8 anni) con le implicazioni operative per la gestione dell’esame di Stato finale e l’immatricolazione nelle università. Non dobbiamo dimenticare che anche i licei italiani all’estero hanno una durata quadriennale: l’esperienza non ha presentato controindicazioni, anzi ne ha reso possibile l’esistenza. Peraltro anche nell’ordinamento attuale della scuola italiana è prevista la possibilità, a determinate condizioni di merito e di riuscita scolastica, di sostenere l’esame di Stato al termine del quarto anno della scuola superiore. Per la verità questa opportunità non è stata, fino ad oggi, adeguatamente utilizzata.

L’anticipazione fa risparmiare un anno. Come lo si potrebbe far impiegare ai ragazzi? Con attività di raccordo con l’università o il mondo del lavoro, ad esempio? Possiamo guardare al resto d’Europa anche per questo?

È importante, anzitutto, raggiungere traguardi chiari e definiti al termine del percorso. L’anno ‘risparmiato’ può essere anche un periodo flessibile per recuperare criticità nella preparazione, per esperienze significative come il servizio civile o l’impegno nel volontariato prima dell’ingresso nell’università o nel mondo lavoro, e per perfezionare le proprie competenze specifiche, ad esempio nella lingue straniere. Per la maggior parte degli studenti potrebbe, tuttavia, essere un ingresso diretto negli studi universitari o nelle professioni. Questo renderebbe possibile mettere a prova talenti, creatività e competenze. Già oggi molti studenti si cimentano al termine del quarto anno di scuola superiore con i test di ammissione all’università, vedi l’esperienza del Politecnico di Milano.

Quali sono i benefici attesi da chi appoggia la maturità anticipata? E quali sarebbero i suoi effetti ipotizzabili, una volta introdotta?

I benefici attesi derivano dal dover ripensare il percorso con scansioni diverse, ridiscutendo l’impianto curricolare, sviluppando metodologie più efficaci; senza rinnovare i modelli di apprendimento la maturità anticipata potrebbe risolversi in un impoverimento. Al contrario rivisitando metodologie e soluzioni didattiche si può lavorare per un rilancio della scuola secondaria. Una condizione importante per la riuscita dell’ipotesi è l’assunzione di responsabilità da parte degli studenti stessi: viene loro offerta una straordinaria chance, mettere in campo le proprie capacità, costruire un progetto di crescita e di sviluppo, ‘sfruttare’ pienamente il tempo della scuola, senza dissipazione di risorse e di opportunità. La progettazione e la messa in opera della maturità anticipata possono diventare un banco di prova per l’autonomia delle scuole: è fuori di dubbio che la riuscita dipende in gran parte da come le scuole nel loro insieme fanno propria l’innovazione e ne colgono le potenzialità. È da ricordare, inoltre, che sempre più gli studenti si muovono in un contesto globale e le diverse età in cui si affacciano nel mondo del lavoro e delle professioni possono generare storture e impedire il pieno sviluppo di talenti.

Quale potrebbe essere l’impatto della riforma sulle finanze dello Stato? E sul numero dei docenti?

Un mero calcolo finanziario potrebbe far pensare a un sensibile risparmio per le finanze dello Stato. In realtà è l’occasione per investire nella scuola e rendere possibile il raggiungimento di obiettivi di pregio quali la personalizzazione dei percorsi formativi e l’accompagnamento di ogni singolo studente sulla base dei bisogni e delle necessità. In un momento di restrizioni finanziarie e di assenza di ragionevoli prospettive per nuove risorse per la scuola la strada di un miglior utilizzo delle disponibilità attuali appare ragionevole e motivata. In merito al numero dei docenti si potrebbe arrivare a mantenere lo stesso ma diversificando la loro attività; da questo punto di vista il cambiamento richiede una convinta adesione da parte di tutta la professione docente.

Affinché la maturità anticipata funzioni al meglio sarebbe necessario rivedere il resto del percorso scolastico?

Una buona partenza per tutti nel primo ciclo di istruzione è la conditio sine qua non per un percorso di scuola secondaria proficuo e regolare. Non è facile recuperare carenze di base negli anni successivi; spesso è impossibile, nella maggior parte dei casi, inoltre, è gravoso. L’abbandono scolastico, peraltro, genera costi sociali elevati. Solamente una solida preparazione di base rende possibile una scelta, non indotta da stereotipi o condizionata da gerarchie implicite, tra i percorsi liceali, quelli tecnici e quelli professionali; allo stesso tempo permette a tutti, a prescindere dai tracciati scelti, di raggiungere livelli elevati di competenze culturali e tecniche.

 

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