mercoledì, Aprile 14

Se … l’Italia non è il Paese che fa per noi Parafrasando Joseph Rudyard Kipling …

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Parafrasando Joseph Rudyard Kipling

Se vuoi che in Italia tutti rispettino le leggi, e che chi lavora in una qualunque funzione pubblica le rispetti con particolare disciplina, e onore.
Se pretendi che tutti paghino le tasse, e chi guadagna di più le paghi in proporzione maggiore di chi guadagna meno; che tutti paghino la giusta tassa di successione, perché quella fortuna toccata a qualcuno senza particolari meriti sia meno ingiusta possibile.
Se ritieni opportuno che tutti quelli che lavorano armati  -Esercito, Polizia, Carabinieri, Finanza, servizi: tutti-  siano fedeli solo alla sovranità popolare.
Se speri che tutti abbiano il piacere, oltre che l’interesse, di occuparsi della vita politica; e che se serve si uniscano in associazioni, movimenti, partiti, per raggiungere i propri scopi politici.
Se auspichi che tutti vadano a votare, perché i partiti in lizza sono effettivamente l’espressione del piacere e dell’interesse di cui sopra.
Se vuoi tutti i lavoratori partecipino in qualche modo alla gestione delle proprie aziende, private o pubbliche. Che lo Stato produca una quantità di beni e servizi, specie i beni e i servizi di utilità generale; e che nessuno di quelli che fanno impresa privata lo faccia recando danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana – e sennò, semplicemente che lo Stato gli tolga l’impresa.
Se desideri che tutti i lavoratori abbiano una coscienza sindacale e nessuna azienda li discrimini per la collocazione ideologica di quella coscienza, qualunque sia.
Se pensi doveroso che tutti quelli che non possono lavorare siano assistiti e mantenuti dallo Stato; così quelli che hanno un infortunio o una malattia, così quelli che hanno già lavorato abbastanza.
Se per te è sano che tutti lavorino un numero di ore al giorno, un numero di giorni a settimana, un numero di settimane all’anno e un numero di anni nella vita, tali che ci sia lavoro per tutti e la vita sia bella.
Se vuoi che tutti guadagnino il giusto. Che le donne guadagnino quanto gli uomini, a parità di lavoro, e abbiano le stesse prospettive di carriera, a parità di talento; e anzi, che le donne abbiano dei vantaggi di reddito e delle tutele di carriera in più degli uomini, se oltre che del lavoro devono occuparsi di famiglia e casa. E che gli stranieri guadagnino quanto gli italiani, a parità di lavoro, e abbiano le stesse prospettive di carriera, a parità di talento.
Se credi profondamente che i ragazzini non debbano lavorare, ma studino e giochino tutti; che la scuola pubblica di ogni ordine e grado sia davvero ben fatta, pienamente accessibile e frequentata con profitto diffusissimo. E che l’Arte, la Storia e la Scienza in particolare siano studiate e insegnate con grande cura.
Se per te è fondamentale che tutti siano curati come si deve, e nessuno sia curato contro voglia; nemmeno contro la sua propria voglia: che chi vuole smettere di esser curato contro ogni speranza e dignità, lo si lasci in pace.
Se sogni che quelli che stanno in prigione ci stiano in spazi e modi di rispetto, di riabilitazione, di umanità.
Se vuoi che tutti abbiano le informazioni per dire ciò che pensano sugli argomenti che riguardano la vita di tutti; e la possibilità di farlo: di dirlo, scriverlo e diffonderlo.
Se per te è il minimo che tutti  -che abbiano fede in qualche dio, qualsiasi, o in nessuno-  possano nutrirsi di spiritualità, se lo vogliono. E che nessuno, nemmeno con la scusa del terrorismo  -religioso o laico-, sia intaccato nei propri diritti di libertà, espressione e riservatezza.
Se non transigi sul fatto che l’Italia non dia mai nessun contributo, di nessun modo  -nemmeno camuffato-, all’impiego delle armi per la gestione delle controversie tra Popoli e tra Stati. E che però sostenga sempre, pacificamente, in tutti i modi possibili, quei Popoli che si difendono dalle armi degli Stati o del proprio Stato stesso.
Se combatti perché tutti gli stranieri che chiedono di entrare in Italia  -o che ci provano, anche senza chiederlo-  perché nel loro Paese la vita è impossibile, siano accolti qui come fossero italiani.
Se vuoi che la cultura, la ricerca scientifica e tecnica, il patrimonio storico e artistico, il paesaggio, l’ecosistema  –che tutto questo sia un valore per tutti; e che ci si spendano tanti soldi pubblici perché questo valore sia una ricchezza in costante aumento.
Se vuoi che lavorino tutti; tranne quelli che non possono. E che il lavoro di ciascuno sia sempre di quelli che fanno bene al lavoratore, alla collettività e al Paese.
Se vuoi che tutti siano uguali davanti alla legge; e che se c’è qualcuno che in partenza è svantaggiato rispetto agli altri per un motivo qualsiasi, quanto a possibilità materiali o immateriali, lo Stato faccia in modo che lo svantaggio venga colmato il prima possibile.
Se vuoi che tutti i diritti umani e civili siano riconosciuti ed esercitati; e che se la collettività capisce che è venuto il tempo di un nuovo diritto umano o civile, per via di partecipazione e azione politica diventi legge anche quella novità.
Se ogni mattina ti svegli con l’inconfessato progetto che l’Italia sia un bel Paese, e che il Popolo ne sia il sovrano secondo Costituzione…

Ebbene, se è così, sappi che ci sono tante donne e tanti uomini in questo momento in Italia che vogliono esattamente ciò che vuoi tu; perché ciò che vuoi, che volete, che vogliamo, discende direttamente dal fatto che abbiamo preso sul serio quel che dice la nostra Costituzione. Ed è perfino banale comprendere che sarebbe molto più facile ottenere ciò che si vuole unendosi a chi vuole lo stesso, piuttosto che restando isolati, ed agendo con coraggio, intelligenza e lealtà  -ognuno mettendo a disposizione degli altri ciò che sa fare, ciò che sa pensare, ciò che sa sperare; ma ciò ci è reso di fatto impossibile- ci abbiamo provato in ogni modo, ma per quanti e quante siamo siamo sempre troppo pochi per riuscirci. E rifiutiamo a priori l’opzione violenta per far sì che il nostro progetto di minoranza, benché luminoso, forzi la nera volontà contraria o la buia indifferenza della maggioranza.

Quindi se hai, avete, abbiamo capito tutto questo  -ma soprattutto se hai, avete, abbiamo lealtà, intelligenza e coraggio da offrire a un lavoro di umanità, civiltà e giustizia-, ebbene semplicemente l’Italia non è il Paese che fa per noi.
Malgrado la sua splendida Costituzione; nonostante la nostra meravigliosa Costituzione. E anche se ci batte il Sole.

Il problema è che questo Paese è pieno di italiani, figlio mio.

 

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