sabato, Aprile 17

Se la partita si gioca tra donne field_506ffb1d3dbe2

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Le stilettate non sono mancate.

D’altronde, un dibattito politico che si rispetti ne prevede di numerose e Dilma (PT), Marina(PSB)  e Aecio (PSDB), candidati alla Presidenza del Brasile, nel confronto televisivo pre -elettorale di lunedì scorso non hanno deluso le aspettative. A stupire di più è stato l’attuale capo di Stato che, per la prima volta dall’inizio del suo mandato politico, ha scelto di puntare sulle difficoltà socio-economiche che il Brasile e quindi anche il governo stesso stanno affrontando. Un colpo di scena vero e proprio se si pensa che fino ad oggi la Roussef ha preferito sempre evitare di trattare i temi più complessi e problematici delPaese e puntare invece su ciò che di buono il governo è riuscito a fare.

Così mentre Marina Silva ha scelto di mescolare retorica e ambizioni per conquistare gli elettori, Dilma Roussef ha preferito difendersi a colpi di realismo. Strano per una come Dilma, ma soprattutto inedito per il suo partito e le tradizionali campagne elettorali al Palazzo del Planalto. Lo staff del Presidente ha fatto sapere che la necessità di adottare una strategia “realistica” è nata dalla volontà di contrapporsi fortemente alla campagna politica di Marina, ritenuta troppo utopica e generalista.

A tenere banco durante il dibattito e’ stato soprattutto il tema dell’economia e le sfide cui va incontro il Brasile. Nessuno dei 3, a dire il vero, è stato in grado di fornire una ricetta risolutiva ben definita per affrontare e risolvere le criticità economico/finanziarie del Paese: Aecio si e’ detto l’unico capace di instaurare un sistema economico solido ed efficiente e Marina si è limitata a promettere “scelte ponderate e corrette”.

Eppure, secondo una minoranza influente nel mercato finanziario, la Borsa si muove in maniera direttamente proporzionale alle intenzioni di voto relative alla Silva: sale se le percentuali a lei favorevoli si alzano e scende se le intenzioni calano. Forse è per questo che Dilma sembra temere Marina molto più che Neves.

Poco è stato detto sugli errori commessi dal governo, fatta eccezione per la cattiva gestione dell’azienda petrolifera Petrobras che pure non basta a giustificare la crisi attuale dell’economia e la vertiginosa ascesa del’inflazione. Marina Silva ha accusato il governo di non aver ammesso le proprie responsabilità per la crisi economica che il Paese sta affrontando e la Roussef non se l’è  fatto ripetere due volte: il Presidente ha abbandonato la difesa per giocare in attacco e demolire l’avversaria.

«Non è possibile governare un Paese con belle parole e buone intenzioni» ha detto la Roussef riferendosi alla Silva «Senza l’appoggio del Congresso e senza negoziazioni non si governa. Il più grande rischio che si corre è quello di non compromettersi mai con niente e nessuno e avere solo frasi ad effetto da sfoggiare».

Un tiro in porta contro la squadra di Marina che, dopo aver assunto la presidenza del Psb per la morte di Eduardo Campos, ha promosso quella che lei stessa definisce “nuova politica”, ovvero un modo di fare politica lontano e diverso da quello del PT e delle sue tradizionali alleanze.

Stando alle statistiche elaborate da Datafolha le due donne candidate arriveranno insieme al secondo turno, poi Dilma supererà’ Marina di 10 punti. Sono state proprio queste proiezioni a convincere lo staff del Presidente a cambiare strategia: se prima la campagna di Dilma puntava a punzecchiare e demolire politicamente l’avversario Aecio Neves, oggi la musica e’ cambiata e Marina è il nemico numero uno.

Temi del dibattito anche la salute pubblica, l’educazione e i trasporti: numerosi gli interventi e le stilettate vicendevoli fra Dilma e Marina, più sporadiche le dichiarazioni di Aecio. Neves ha interagito poco e quando lo ha fatto ha preferito attaccare l’attuale Presidente anziché chiarire i punti del suo programma politico.

«Ti piacerebbe sedere al mio posto, vero Aecio?» è stata la risposta di Dilma alle critiche dell’avversario, «peccato che non succederà».

 

 

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