martedì, Settembre 21

Scuola, è polemica in Ungheria

0
1 2


Sulla necessità di una riforma del sistema in vigore fino al 2013 nessuno avanza dubbi.  I risultati dei rilevamenti europei PISA sul rendimento scolastico per gli anni 2011 e 2012 erano stati per l’Ungheria tutt’altro che lusinghieri. La polemica potrebbe perciò restringersi sul grado di centralizzazione che il nuovo sistema ha comportato. E’inevitabile però che un tema come l’amministrazione scolastica diventi facilmente una questione politica. Non solo in Ungheria ma anche all’estero gli osservatori attendono di capire se, dopo sei anni di vasto consenso democratico e due elezioni generali vinte, di cui l’ultima con una maggioranza di due terzi, la popolarità del primo ministro Orbán possa venire almeno scalfita da una serie di proteste provenienti dal basso e sulle quali i partiti d’opposizione cercano ora di mettere, per dir così, il cappello.

In effetti una centralizzazione, sia pure in parte oggettivamente necessaria, comporta sempre per un governo qualche tentazione. Nel corso del dibattito parlamentare richiesto con urgenza dal Partito socialista il 2 marzo, il portavoce del governo ha confermato che la creazione del Klik ha due obiettivi: l’istruzione di qualità e l’educazione nazionale. Se sul primo obiettivo non può esserci discussione, sul secondo è più difficile creare unanimità, visto che l’educazione nazionale può avere molte gradazioni. Ora il governo non ha più a che fare con una autonomia comunale che rende strutturalmente impossibile un controllo unitario su programmi e corpo docente e se questo controllo fosse davvero nei suoi desideri, sarebbe ora più agevole realizzarlo avendo di fronte un unico ente, i cui vertici sono in gran parte designati su sua indicazione.

Queste però sono processi alle intenzioni e il governo Orbán, essendo dichiaratamente di destra, è abituato a vedersi attribuire dai grandi media internazionali, per un semplice riflesso condizionato, intenzioni liberticide.

Resta il fatto che Orbán sta da qualche tempo in qua giocando un ruolo sulla scena internazionale quasi sproporzionata rispetto alle dimensioni dell’Ungheria: dalla questione degli immigrati ai rapporti dell’Unione europea con la Russia. Ciò gli è possibile perché anche i suoi avversari sanno quanto sia forte il suo consenso all’interno del paese. Se le polemiche sul sistema scolastico lo indeboliranno, cosa che al momento pare poco probabile, allora se ne avvertiranno i contraccolpi anche sul piano esterno. Cosa che non spiacerebbe nei corridoi degli uffici di Bruxelles.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->