sabato, Luglio 2

‘Scoop’: il 16 gennaio si vota a Roma! La difficile corsa di Cecilia D'Elia nel voto semiclandestino di domenica per il successore di Gualtieri al cruciale Collegio Roma 1 della Camera. Nel marzo 2020 andò a votare il 17% (diciassette per cento, non è un errore!) questa volta...

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Riveliamo oggi e qui, su ‘L’Indro’, una notizia praticamente inedita. Domenica 16 gennaio (2022 mica 2023, 2024, 2025…) si vota a Roma. Elezioni suppletive per il Collegio Roma 1 della Camera dei Deputati. Centro storico e dintorni. Il voto cruciale eppure semiclandestino riguarda la scelta del successore di Roberto Gualtieri divenuto Sindaco di Roma e a sua volta successore di Paolo Gentiloni nominato Commissario Europeo. Tutti esponenti del centrosinistra, e di evidente gran peso. E la zona in questione è storicamente a fortissimo radicamento progressista. Con qualche dirazzamento in trascorse epoche di trionfi berlusconiani. Quindi la candidata del centrosinistra, Cecilia D’Elia, forte di un forte radicamento territoriale e di un solido curriculum fatto di responsabilità su Cultura, Pari opportunità e Politiche sociali a Comune, Provincia e Regione, da Veltroni a Zingaretti, non dovrebbe avere particolari problemi. Non dovrebbe, ché in realtà…

Nel marzo 2020, elezione di Gualtieri appunto, andò a votare il 17% degli aventi diritto. Diciassette per cento, non è un nostro errore. Questa volta potrebbe andare pure peggio. Si spera di no, per il bene della democrazia rappresentativa. Si teme, fortemente, di sì.

Dire che la campagna è ‘semiclandestina’ come abbiamo fatto, è in realtà quasi ottimistico. Al di là dell’assiduo impegno personale della D’Elia ed organizzativo del Partito Democratico cui appartiene, oltreché delle altre forze che la sostengono. Al di là dell’ingente, molto ingente, sforzo economico e di mobilitazione di meloniani e salviniani capitolini per la propria candidata Simonetta Matone (berlusconiani e postberlusconiani scarsamente pervenuti). Al di là della solita candidatura di disturbo dell’ormai quasi (quasi?) abbandonato centrosinistra da parte del bizzarro Matteo Renzi, quella di Valerio Casini sostenuto anche da calendiani e boniniani. Al di là dello sforzo della generosa, e un po’ velleitaria, esponente di Potere al Popolo, Beatrice Bergamini. Al di là della promettente lista civica di Lorenzo Vanni, titolare dell’omonimo e conosciutissimo Caffè in zona Prati-Rai (slogan ‘Più Happy Hour’ per tutti?). Al di là di tutto e il contrario di tutto quasi nessuno, ma davvero quasi nessuno neppure nel Collegio in questione, sa che domenica 16 gennaio 2021si vota per eleggere un Deputato. O Deputata che dir si voglia, viste le due forti candidature femminili. In ogni caso: non si sa proprio.

Dal canto suo la Matone è brava persona e già valente Magistrato minorile passata dalle bianche poltrone del salotto televisivo di Bruno Vespa ai rossi scranni del Campidoglio via candidatura come capolista della Lega Salvini Premier. La Lega di Salvini, sissignori! Nonché Vice in pectore dello sciagurato Avvocato Michetti, pescato dal nulla nonsisabenecomeeperché da Giorgia mamma e cristiana (boh…) e candidato Sindaco. Rapidamente tornato al nulla da cui proveniva, oltroché poco dignitosamente subito dimessosi da Consigliere comunale. Adesso la Matone si arrabatta tra proprie dignitose idee e pochissimo dignitosi, anzi generalmente indegni, discorsi e comportamenti dei suoi danti causa tra cui, oltretutto, un atteggiamento a dir poco, ma proprio a dir poco, ambiguo sulle modalità di contrasto del Covid19. Certo è che quando si accetta che il fine giustifichi i mezzi, si sa dove si comincia e non si sa dove si finisce. Anzi, ancor peggio, si sa ma si fa finta di non saperlo.

E dunque è D’Elia vs Matone. Centrosinistra romano contro sovranisti de’ noartri. Secondo i giornalisti della Cronaca di Roma de la Repubblica, che qualcosa e più di qualcosa ne capiscono, il voto è in bilico. Anzi il centrodestra che propone la Matone, più destra che centro, potrebbe addirittura farcela stante una eventuale molto bassa affluenza alle urne. La D’Elia di suo conta oltre a tutto il resto anche sul proprio consolidato radicamento nel mondo femminile e sulle storiche iniziative per parità salariale e autodeterminazione. Sostiene una Roma, e una società, ‘Più inclusiva, più giusta, più aperta’. Domenica sera sarà interessante scoprire se sono valori ancora in corso.

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