giovedì, Maggio 6

Scioperi in Serbia, più piccoli ma numerosi field_506ffbaa4a8d4

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In meno di due mesi proteste e scioperi sono stati messi in atto da parte di poliziotti, avvocati, insegnanti, dottori, giornalisti e studenti  in Serbia. Gli impiegati nel settore della difesa hanno anche annunciato che smetteranno di lavorare. Alcuni di loro fanno parte dei sistemi che danno impiego alla maggior parte delle persone nel Paese. Insoddisfatti delle leggi, delle condizioni di lavoro, dei tagli ai salari o della censura dei media, hanno provato ad attirare l’attenzione delle autorità serbe sugli scottanti problemi  relativi alla loro professione . Non ricevendo dei messaggi promettenti da parte dello Stato, hanno continuato a esprimere la loro insoddisfazione ma sono disuniti: non agiscono insieme. Per tale ragione, i numerosi scioperi e proteste messi in atto non sono sufficientemente forti  da indurre il governo a soddisfare tutte le loro richieste. A questa insoddisfazione si aggiunge il continuo peggioramento della situazione economica serba (i prezzi dei generi di base sono aumentati,  il valore della valuta serba  è in declino rispetto all’euro, e il tasso di disoccupazione è ancora alto).

Tale situazione ha avuto inizio a settembre di quest’anno con lo sciopero dei poliziotti in concomitanza con la Pride Parade a Belgrado. Dal momento che si considera l’evento a più alto rischio di sicurezza, fino all’ultimo ci sono stati dei dubbi sulla sua realizzazione.
La polizia è stata accusata di voler sabotare l’evento quando in realtà stava solo protestando per ottenere il pagamento dei sussidi giornalieri, nuove strumentazioni e migliori condizioni lavorative. Alla fine, tuttavia, si è raggiunto un accordo con le autorità.

Gli avvocati stanno scioperando da due mesi e il sistema giudiziario è fermo. La categoria è insoddisfatta delle disposizioni di legge nonché dell’incremento delle tasse sui guadagni. Nonostante gli svariati tentativi di trovare un accordo con le autorità, questo non è stato ancora raggiunto e gli avvocati sono tra i pochi a persistere nelle loro richieste.

Le due principali categorie lavorative pubbliche–  dottori e  insegnantihanno protestato contro le misure di austerità, introdotte  recentemente  dal governo serbo, volte a ridurre le pensioni e i salari nel settore pubblico del 10 %.  Anche gli operai dell’industria bellica hanno annunciato lo sciopero per le stesse motivazioni. I medici non hanno lavorato per un giorno e non si esclude che ciò possa accadere ancora.

A scuola le lezioni dureranno 30 minuti invece di 45 mentre le trattative sono ancora in corso tra e il Ministro in carica e  i dipendenti del settore della difesa, i quali minacciano di sospendere la propria attività se non si comprenderanno le loro esigenze. Tuttavia i salari non rappresentano l’unico problema. La richiesta comune di tutti i lavoratori riguarda il cambiamento di alcune leggi e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Ad autunno, in Serbia, hanno protestato anche gli studenti, i quali non sono soddisfatti dell’importo delle rette e del sistema scolastico.  Anche i giornalisti hanno fatto sentire la propria voce.  La pressione politica sui media  e i casi di censura  sono stati oggetto di critica da parte della Commissione europea nel rapporto annuale sui progressi compiuti dalla Serbia nel cammino verso l’Unione europea. Questi sono gli stessi motivi che hanno spinto giornalisti,  rappresentanti dei media, accademici e ONG a incontrarsi. Un elevato numero di giornalisti si è riunito per protestare di fronte la stazione televisiva privata B92 e la sede del canale televisivo Studio B, in seguito alla cancellazione permanente di alcuni programmi televisivi politici ben noti.

Il principale problema è rappresentato dal fatto che tutti questi scioperi e proteste risultano inefficaci  poichè le categorie lavorative hanno manifestato la propria insoddisfazione individualmente e non in uno sforzo congiunto. Quindi in Serbia sono mancate le proteste di massa. Una spiegazione a questo fenomeno è data dal, già menzionato, controllo da parte dei media. Questi mettono ai margini le vere problematiche del paese, inoltre non vengono sufficientemente trattate le motivazioni degli scioperi. A causa della mancanza di informazione sull’argomento nei media, coloro che lavorano in una categoria non conoscono i problemi cui fanno fronte le altre professioni e per questo motivo non si uniscono per raggiungere degli obiettivi comuni.

“Gli scioperi sono numerosi ma individuali e riflettono la mancanza di unità dello scenario sindacale in Serbia. Sembra quasi che la gente si metta d’accordo per non scioperare e protestare nelle strade allo stesso tempo. Si potrebbe, quindi, cinicamente  affermare che tutte le proteste siano state organizzate dallo stesso governo serbo. I lavoratori chiedono semplicemente che I loro salari non diminuiscano e non avanzano altre pretese, vogliono essere esenti dalla misure di austerità adottate dallo Stato e finché si limitano a questa richiesta per il governo va benissimo”, ha spiegato a “L’Indro” il Sociologo Srecko Mihailovic.

Il quale ha affermato inoltre che non ci si aspetta un grande effetto da questi scioperi, tuttavia il fatto che i lavoratori di ogni categoria professionale siano riusciti a trovare un accordo  è già positivo.  Mihailovic  ha constatato che ci potrebbero essere proteste più grandi se ci sarà un ulteriore deterioramento delle condizioni lavorative: “ Se ciò dovesse accadere possiamo aspettarci delle proteste simili a quelle avvenute in Sud America, con la gente che esce spontaneamente per le strade in modo disordinato e  si accalca per tutta la città. Non credo che ciò avverrà presto dato chi é al potere dal ’90  alza i salari occasionalmente e da bonus ai lavoratori come tattica per  dissuaderli dal protestare insieme.”

L’analista economico Miroslav Prokopijević ha affermato che la situazione economica e sociale in Serbia peggiorerà ulteriormente il prossimo anno causando numerosi e persistenti scioperi. “ Non so se gli scioperi cambieranno la situazione politica del paese ma è certo che provocheranno il calo della popolarità di coloro che sono al potere”, ha dichiato Prokopijević  a “L’Indro”.

I rappresentanti delle autorità serbe hanno comunicato che le misure di austerità saranno molto pesanti e che probabilmente ciò causerà malcontento tra la gente. Tuttavia hanno affermato che le misure serviranno a migliorare presto la situazione del paese e che per questo debbano essere accettate. Il membro del Parlamento e del partito serbo progressista al potere  Zoran Babic nelle dichiarazioni rilasciate a “L’Indro” ha affermato che gli scioperi sono legali e legittimi e che tutti i paesi in Europa sono passati attraverso la situazione in cui si trova la Serbia quando hanno attuato le riforme.

“All’attuazione delle misure di riforma e di austerità nei paesi europei hanno fatto seguito l’insoddisfazione di alcuni gruppi. E’ nostro dovere spiegare ai cittadini che abbiamo gravi problemi di finanza pubblica, problemi causati dalla politica irresponsabile portata avanti dal precedente regime. Lo sciopero è un diritto democratico, ma è compito dello stato attuare riforme che non possono essere realizzate dall’oggi al domani.” Ha affermato  Zoran Babic.

Secondo il Membro del parlamento, le misure di austerità servono alla ripresa della situazione economica del paese. Come ha sottolineato, le misure introdotte dal Governo serbo sono sostenute dalle istituzioni ufficiali dell’Unione Europea e dal Fondo monetario internazionale. Inoltre, se le misure d’austerità fossero state introdotte alcuni anni fa avrebbero già dato buoni risultati e, adesso, per raccogliere I frutti delle riforme introdotte dall’attuale governo serbo si dovrà aspettare la fine del 2015 e l’inizio del 2016.

 

Traduzione a cura di Emanuela Turano Campello

 

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