venerdì, Aprile 16

Schettino, scenda dalla cattedra, ca@@o! Ad un master di Criminologia a “La Sapienza” discetta di gestione del panico

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Arriverò buon’ultima, purtroppo.  E ci sarebbe da parlare di una cosa ben più grave, la conclamata recessione della nostra economia, da ieri ufficiale. Quest’emergenza, però, è passata sottotraccia. L’attenzione di media e opinione pubblica l’ha attratta un fatterello ignominioso che ora vi racconterò e che ho già annunciato col rullo di tamburi sulla mia pagina FB. Non voglio esimermi dal vituperare la colpevole superficialità – diciamo così, io userei ben altri termini – di un docente della Cattedra di Psicopatologia forense dell’Università ‘La Sapienza’ che, incurante di spammare d’ignominia il suo Ateneo, per meri motivi markettari rispetto al Master in Criminologia da lui ideato, ha inserito fra i testimonial anche Francesco Schettino, il famigerato Comandante della ‘Costa Concordia

L’evento è venuto alla luce solo ieri, a un mese dalla fatidica ‘lezione’, e ha generato un polverone non da poco sui media e sui social. Siamo rimasti tutti basiti di come si possa immolare l’onorabilità e la dignità di un’istituzione universitaria, seguendo una logica da ‘Porta a Porta’ e coltivando la morbosa curiosità come magnete di attrazione.

Certo, il professor Vincenzo Maria Mastronardi è da sempre generoso di sé, quando si tratta di partecipare a qualche programma televisivo ove si ricostruiscono i grandi delitti ed è di quelli facenti parte della compagnia di giro in video, in particolare RAI, dove il racconto del sangue scorre a fiumi e i plastici abbondano. Lui precisa che, sul tema della gestione del panico, Schettino ha parlato 10 minuti – e cosa avrà mai detto di fondamentale in un tempo così breve su un tema su cui ci sono fior di coach togati a poter svolgere lezioni di almeno due ore, per essere efficaci – e la sua dichiarazione (la vedo su ADN Kronos) mi pare una toppa peggiore del buco. Un silenzio sarebbe stato più dignitoso.

Anche perché fa il difensore d’ufficio di un personaggio che, contravvenendo a tutte le leggi della marineria, è scappato di bordo ben prima che sia passeggeri sia equipaggio fossero stati evacuati e salvati.  

Mi chiedo, però, visto che il programma del Master ed i suoi docenti o relatori avrebbero dovuto essere stati pubblicati in anticipo, come mai non si sia operato un controllo preventivo e si sia aspettato solo un mese (Schettino dovrebbe essere intervenuto il 5 luglio, persino prima della festa White Dress di Ischia dove si era fatto fotografare con ilari damazze e si era beccato un altro spernacchiamento fustigante dell’intero web) per far scoppiare la bomba.

 Dov’era il Preside della I° Facoltà di Medicina, da cui Mastronardi dipende? E il capo del Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina psicologica? Mastronardi credo che non abbia fatto tutto da solo e ci siano altri che siano passibili di culpa in vigilando.

Ora il Rettore Luigi Frati mette una misericordiosa foglia di fico sulla questione. Lo fa con un comunicato stampa durissimo, che vi riporto per intero, giacché un gentile e bravissimo amico docente me l’ha inviato per potermi ‘addottorare’ al riguardo.

Ecco il testo:  «In merito alla notizia comparsa oggi sulla stampa che il sig. Francesco Schettino – attualmente a giudizio presso il Tribunale di Grosseto per il grave disastro della Costa Concordia nel quale sono decedute 32 persone – è intervenuto in un seminario all’interno del Master in Scienze criminologico-forensi “Dalla scena del crimine al profiling”, la Sapienza indignata per il fatto prende le distanze dall’iniziativa del Direttore del Master prof. Mastronardi».

«Tutti ricordano il dialogo da Livorno tra il Comandante dell’area-Tirreno e lo Schettino, con l’ordine perentorio di ritornare sulla nave, che nel mezzo del disastro era stata abbandonata dallo Schettino con i passeggeri in grave pericolo».

«Basterebbe questo per bollare l’iniziativa del direttore del Master prof. Mastronardi come deviante rispetto alle finalità di un qualsiasi evento accademico. Alle patetiche scuse del Prof. Mastronardi, immediatamente chiamato telefonicamente dal rettore,  fa riscontro il programma, ora acquisito, di “Sabato 5 luglio 2014, Circolo Aeronautica, Casa dell’Aviatore, … ore 11.00-12.30 – Ricostruzione dell’evento critico della Costa Concordia con l’aiuto della grafica in 3D… commenterà il COMANDANTE FRANCESCO SCHETTINO” (sic!!!)».

«Proprio il programma accentua la gravità dell’episodio per le sedi (Università e Aeronautica militare), per l’assenza di contraddittorio (sarebbe stato interessante la presenza di qualcuno dei passeggeri o di chi ha avuto un parente deceduto), per non esservi stata una doverosa astensione essendovi un procedimento giudiziario penale in corso (con l’aggravante di dare strumentalmente allo Schettino una platea universitaria)»

«La libertà accademica di cui godono i docenti universitari per dettato costituzionale impone anche di essere responsabile, proprio perché si è in una comunità educante. La Sapienza prende le distanze dal così grave episodio, lo condanna fermamente, e deferisce immediatamente il prof. Mastronardi al Comitato Etico, perché ne valuti i profili, anche ai fini disciplinari».

Da capo ufficio stampa di professione, farei sommessamente notare che, sulla scia dell’ira, il Rettore ha dettato un comunicato stampa sì lavico, ma dove le virgole sono naufragate e la precisione pure… ad esempio, manca il nome del Comandante della Capitaneria di Livorno, Gregorio De Falco

E questo è semplicemente un ricamino di contorno, tanto per dire. Non posso, peraltro, tacere che anche la Ministro Giannini si è fatta sentire su questo tema, sempre nello stile ‘stalla chiusa dopo che i buoi sono scappati’.

E, altro particolare sbalorditivo, gli studenti presenti non hanno battuto ciglio, nessuno si è ribellato a quella scomoda e inquietante presenza. Anzi, fra un po’ scopriremo che qualcuno si è pure scattato un selfie in compagnia dell’ ‘illustre’ relatore.

 La vera questione è come possa essere stata inserita una simile presenza ‘ferale’ in un Master universitario, dove certamente, per lui, sarà stato previsto un compenso. In giro ce ne sono molti, in tante Università, in materia criminologica, visto che NCIS e compagnia cantante hanno fatto scoppiare in tutti la vocazione da detective. 

I Master sono i cavalli di Troia che le Università seminano per fare fundraising, rastrellando nuovi introiti, dando qualche ulteriore parcheggio in vista di una potenziale professionalizzazione alla fiumana di laureati sfornati. Strutturandoli, si miscelano docenze prestigiose – anche dell’Ateneo, così si risparmia o si danno gettoni meno doviziosi – con altre improbabili, in fumus baronale (figli di…, nuore di… ed anche qualche chere amie, tanto per gradire) -; per tutti, un gettone, il che non guasta, e la glassa di un insegnamento in ambiente parauniversitario da inserire nel curriculum di ciascuno.

In questo caso, il magnete del Master era Schettino ed è stato lo stesso Rettore, nel comunicato, a sconfessare Mastronardi che si era difeso sostenendo la presenza della ‘pietra dello scandalo’ per i mitici dieci minuti.

Direi: dieci minuti di troppo… Facciamo un ragionamento: o un minuto o novanta, come da programma, era Schettino a non doverci essere. E lui stesso, che rivendica onore e senso del dovere (sic!), avrebbe dovuto porsi il problema della opportunità della propria presenza.

Cos’aveva da guadagnarci? Uno strano meccanismo mediatico ha ormai instaurato una sorta di lavatrice delle colpe: più sei presente sui media, più i morti – loro malgrado non in condizione di testimoniare e farsi ricordare – diventano evanescenti nella memoria dell’opinione pubblica.

Un altro risvolto del fatto non è stato scandagliato (termini marittimi…): a ottobre ci sarà la battaglia per la sostituzione di Luigi Frati al timone dell’Università ‘La Sapienza’. Spero che quest’episodio non getti discredito sull’Ateneo, allontanando i potenziali iscritti: che diminuiscono anche per ragioni di patologia sociale, apparendo lo studio sempre più un’arma spuntata nella battaglia per la sopravvivenza.

Io, intanto, con la mia intervista su L’Indro al professor Luca Serianni incasso quasi 900 condivisioni, spesso da ex allievi che si sdilinquiscono in toccanti riconoscimenti ad un tal didatta. Evviva la ‘Sapienza’ (di nome e di fatto) rappresentata da Serianni; abbasso quei dieci o 90 minuti di troppo di Schettino!

 

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