lunedì, Agosto 2

Schengen, 'serie carenze' alle frontiere in Grecia

0
1 2


La riunione dei commissari Ue ha approvato il rapporto sullo stato delle frontiere esterne in Grecia. E a lanciare l’allarme è il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, che parla di ‘serie carenze’ e di una Grecia che sta ‘seriamente trascurando i suoi obblighi’. La valutazione è stata effettuata dopo visite inattese degli esperti in Grecia: «Da novembre ci sono stati dei progressi, ma resta ancora da fare. Ci sono carenze nel processo di identificazione, registrazione e controlli sulla base del Sistema di informazione Schengen (Sis), ma anche negli standard di accoglienza e sui rimpatri».

Si tratta del primo dei quattro passaggi del procedimento di preparazione verso un’eventuale attivazione dell’articolo 26 del codice Schengen, che prevede l’estensione dei controlli alle frontiere interne per uno o più Paesi, per un massimo di due anni. Solo nei prossimi giorni il documento sarà preso in esame dal Comitato di valutazione Schengen per l’approvazione definitiva. Poi la procedura prevede che la Commissione europea proponga al Paese (in questo caso la Grecia) un piano di azioni con raccomandazioni. Da quel momento il Paese avrà tempo tre mesi per apportare i correttivi: in caso di mancata esecuzione, la Commissione può proporre al Consiglio Ue di attivare l’articolo 26.

In Francia invece è stata la giornata delle dimissioni della ministra della Giustizia, Christiane Taubira. La decisione in segno di protesta contro la proposta, sostenuta dal governo, di revocare la cittadinanza ai terroristi se hanno una doppia nazionalità. Al suo posto, Hollande ha nominato Jean-Jacques Urvoas, attuale presidente della Commissione parlamentare legislativa. L’Eliseo, in una nota ufficiale, ha sostenuto che la Taubira, di concerto con il presidente Francois Hollande, ha ritenuto necessario «mettere fine alle sue funzioni nel momento in cui il dibattito sulla revisione costituzionale si apre all’Assemblea nazionale nella Commissione legislativa». «Sono fiera. La giustizia ha guadagnato in solidità e vitalità, come chi si consacra ad essa ogni giorno, la sogno imbattuta», il tweet dell’ex ministra dopo le dimissioni. Ma nel Paese è stato anche il giorno della condanna da parte di un tribunale di Parigi della società Uber France, che sarà costretta a versare 1,2 milioni di euro di risarcimento all’Unt, l’associazione nazionale dei tassisti francesi, per un difetto di comunicazione riguardante i suoi conducenti. In pratica è stata punita per aver aggirato la regola che impedisce agli autisti iscritti al servizio di trasporto alternativo a raccogliere passeggeri paganti direttamente in strada, contravvenendo alla solita procedura di prenotazione online attraverso l’app Uber. Nonostante questo però, per il secondo giorno consecutivo, in Francia sono continuati i blocchi alla circolazione e le interruzioni del traffico dei tassisti, con presidi che rimangono davanti al Ministero delle Finanze e alla Porte Maillot. Il premier Manuel Valls ha parlato di violenze ‘inammissibili’, ma ha parlato con i rappresentanti dei tassisti e annunciato ulteriori controlli per «garantire le condizioni di una concorrenza leale».

Finito il viaggio in Italia, il presidente iraniano Hassan Rouhani è arrivato in Francia per il suo tour europeo. Peccato però che nel Belpaese abbia lasciato una scia infinita di polemiche. Al centro del dibattito la decisione di coprire con pannelli bianchi le statue di marmo raffiguranti corpi nudi durante la conferenza stampa del presidente iraniano con il premier Matteo Renzi ai Musei Capitolini. Rouhani, in una conferenza stampa prima di partire alla volta di Parigi, ha detto: «E’ una questione giornalistica. Non ci sono stati contatti a questo proposito. Posso dire solo che gli italiani sono molto ospitali, cercano di fare di tutto per mettere a proprio agio gli ospiti, e li ringrazio per questo». Ma a dare il via al valzer delle polemiche è stato il ministro della Cultura Dario Franceschini: «Io penso che ci sarebbero stati facilmente altri modi per non andare contro la sensibilità di un ospite straniero così importante senza questa incomprensibile scelta di coprire le statue. Né il sottoscritto né il presidente del Consiglio erano stati informati di quella scelta».

 

Il segretario generale di Palazzo Chigi, Paolo Aquilanti, ha avviato un’indagine interna per poter accertare le responsabilità, ma poi ecco arrivare l’indiscrezione, riportata da ‘La Repubblica’: la decisione di oscurare i marmi è stata presa dalla consigliera Ilva Sapora, dopo una serie di sopralluoghi. Nel mirino era finita anche la statua di Marco Aurelio, con la delegazione iraniana a premere affinchè il premier italiano e il capo di Stato iraniano parlassero stando di fianco all’opera, e non davanti. E Palazzo Chigi parla di un eccesso di zelo. Mentre la Sovrintendenza capitolina ai beni culturali comunica: «La misura non è stata decisa da noi, è stata un’organizzazione di Palazzo Chigi non nostra». Insomma un rimbalzo di accuse dove tutti si accapigliano ma nessuno è colpevole. E nel mondo la notizia ha fatto parlare eccome. Coprire quelle statue ‘è come dire ai propri consanguinei: io non vi conosco’, il commento della testata tedesca ‘Bild’. Mentre divampa la polemica interna, con Forza Italia, Lega Nord, M5S sugli scudi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->