mercoledì, Luglio 28

Schengen, Germania e Italia dicono no alla sospensione

0
1 2


In Europa non si fa altro che parlare del caso Schengen. Secondo le ultime notizie lunedì, alla riunione dei ministri dell’Interno Ue ad Amsterdam, la Commissione informerà che per Austria e Germania l’unica possibilità per continuare ad effettuare i controlli alle frontiere interne sarà, da maggio, il ricorso all’articolo 26, che prevede la reintroduzione dei controlli fino a due anni. Visto però che si tratterà di una riunione informale, nessuna decisione sarà presa in merito. La Commissione, in questa occasione, spiegherà che per arrivare all’attivazione dell’articolo 26 ci sono due passaggi propedeutici: il primo la valutazione della situazione alle frontiere esterne; il secondo, in caso di reali difficoltà, la richiesta della UE al Paese di come questo voglia far fronte ai problemi riscontrati indicando anche le modalità che dovranno essere applicate entro tre mesi. Nel caso in cui il Paese interessato non avrà ottemperato nei tre mesi alle richieste, allora la Commissione Ue, in base all’articolo 26, potrà proporre al Consiglio la reintroduzione dei controlli interni per uno o più Paesi, fino ad un massimo di due anni.

A dire di no alla messa in discussione del trattato Italia e Germania. Il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, intervenuto a RTL 102.5, ha detto: «Dobbiamo essere i più forti a richiamare il valore dell’Unione Europea, non si bloccano i terroristi sospendendo Schengen. Noi siamo per rafforzare i controlli, ma senza sospendere l’accordo di libera circolazione. Se avverrà, trarremo le nostre conseguenze. Il fatto che, in un momento in cui l’Europa sta vivendo una fase di crisi profonda, in cui si mette in discussione Schengen e si assiste allo spappolamento dell’ideale europeo, si dedichi attenzione al dibattito provocato dal vice capo di gabinetto del presidente, a vere o presunte polemiche e al fatto che l’Italia chiede sconti in termini di flessibilità, è segno che dobbiamo innalzare la qualità del dibattito sul sistema europeo. Si sta mettendo in discussione un simbolo. Chi dice ‘Chiudiamo Schengen’ lo dice perché ha paura, noi dobbiamo essere capaci di avere una politica di immigrazione vera, non zigzagante, si salvano le vite e si lavora con la cooperazione internazionale». Dello stesso avviso il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble: «Se il sistema Schengen viene distrutto, l’Europa è drammaticamente in pericolo, dal punto di vista politico ed economico». A ribadirlo anche il presidente del parlamento europeo Martin Schulz in una intervista al ‘Passauer Neue Presse’: «A me sembra che molti di quelli che in questi giorni invocano la chiusura dei confini, portando così Schengen nella tomba, non possono o non vogliono vedere che gli effetti sarebbero catastrofici». Dello stesso avviso l’Alto rappresentante europeo per la politica estera e la sicurezza, Federica Mogherini, che parla di costi enormi da sostenere in caso di stop a Schengen. Proprio su questa sintonia Germania-Italia ecco arrivare la conferma dell’incontro di venerdì prossimo, 29 gennaio, tra la cancelliera Angela Merkel ed il premier Matteo Renzi. Il presidente del consiglio sarà ricevuto alle 12.30 e alle 13.30, è prevista una conferenza stampa congiunta. «E’ bene che la Merkel e Renzi possano confrontarsi l’uno con l’altro sui punti sui quali non c’è accordo», il commento della portavoce della cancelliera, Christiane Wirtz.

Angela Merkel invece spinge sugli interventi: «Bisogna realizzare gli hotspot in Grecia e in Italia, e quello che è stato concordato sulla Turchia deve essere messo in pratica. A questo presterò forte attenzione», il suo commento dopo un incontro con il premier turco Ahmet Davutoglu. La cancelliera tedesca ha parlato di Schengen anche con il presidente USA Barack Obama nel corso di una telefonata, nella quale il numero uno della Casa Bianca ha confermato gli aiuti per i migranti. Nel pomeriggio poi l’appello del segretario di stato americano John Kerry, che ha chiesto ‘nuovi e significativi impegni’ per rafforzare la risposta alla crisi globale dei rifugiati, in particolare un aumento del 30% delle risorse stanziate dall’Onu per gli aiuti umanitari. Il primo ministro francese Manuel Valls invece punta sull’urgenza di attuare «misure urgenti per controllare le sue frontiere esterne. Se l’Europa non è in grado di proteggere i propri confini, è l’idea stessa di Europa, che sarà messa in discussione». E se il Belgio parla di un problema di frontiere esterne, l’Austria afferma: «La nostra iniziativa nazionale è soprattutto una sveglia a Bruxelles. Sul lungo termine questa è una soluzione europea. Ma fino a che non sarà raggiunta, dobbiamo proteggerci. Adesso crescerà la pressione per trovare una soluzione comune»Mentre in mare continuano le tragedie. Almeno 45 persone, tra i quali 20 bambini e 17 donne, sono morte in alcuni naufragi al largo delle isole greche di Farmakonissi, Kalolimnos e Dydyma nel mar Egeo. Ma all’appello mancano ancora decine di persone.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->