lunedì, ottobre 15

Scandalo Facebook-Cambridge Analytica: coinvolti quasi 215mila utenti italiani Lavrov: 'La Gran Bretagna non potrà ignorare le legittime domande della Russia sul caso Skripal

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Sono 214.134 gli utenti italiani potenzialmente coinvolti nella vicenda Facebook-Cambridge Analytica. A dirlo il social media di Mark Zuckerberg. Il dato si ricava sommando il numero le persone che hanno istallato l’app  gli amici potenzialmente impattati.

Intanto un portavoce del’esecutivo europeo fa sapere: «La Commissione europea indagherà sul caso dei dati personali condivisi da Facebook, che consideriamo inaccettabile. I dati resi noti dal colosso americano confermano infatti che utenti europei sono stati coinvolti». E precisa che la commissaria Ue alla giustizia Jourova «ha scritto una lettera a Facebook la scorsa settimana chiedendo ulteriori spiegazioni entro due settimane e Facebook ha già detto di essere disponibile a chiarimenti».

La Gran Bretagna «non potrà ignorare le legittime domande» della Russia sul caso Skripal: lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov intervenendo alla Conferenza di Mosca sulla sicurezza internazionale. «Vogliamo trovare la verità, insistiamo su un’indagine concreta e responsabile conforme alla Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche», ha affermato Lavrov.

Intanto i diplomatici americani espulsi dalla Russia per il caso dell’ex spia russa hanno lasciato l’edificio che ospita la missione diplomatica Usa a Mosca.

Passiamo alla Siria, perché sono 100.000 i civili rientrati a Raqqa, l’ex ‘capitale’ dell’Isis riconquistata lo scorso ottobre dalle forze curdo-arabe. Secondo l’Onu però il 70% degli edifici sono stati distrutti. La missione è stata effettuata domenica scorsa da un gruppo di 25 osservatori delle Nazioni Unite.

In Francia, il Emmanuel Macron è stato bersaglio di fischi e grida di disapprovazione questa mattina, in occasione di una visita all’ospedale di Rouen nel quadro del quarto piano nazionale contro i sintomi precoci dell’autismo. Circa 150-200 manifestanti di avvicinarsi al reparto pediatria all’interno del quale si trovava il presidente accompagnato dalla moglie Brigitte e dalla ministra della Salute Agnès Buzyn.

Andiamo a Gaza, perché è ancora tensione. Un palestinese è stato ucciso stamane, presumibilmente dal fuoco di militari israeliani, mentre era in prossimità del confine. Domani intanto una ‘Marcia del Ritorno’ di massa, in prossimità del confine con Israele. L’ospedale Shifa sta svuotando la corsie nel timore che domani debba accogliere numerosi feriti.

L’ex presidente brasiliano Lula Da Silva ha detto che la sconfitta subita ieri al Supremo Tribunale Federale, che ha rifiutato di concedergli un habeas corpus che avrebbe garantito la sua libertà, almeno per il momento, fa parte della stessa strategia golpista che ha portato all’impeachment di Dilma Rousseff due anni fa. «Non avrebbero fatto un golpe per poi lasciarmi essere candidato», ha detto Lula ai suoi collaboratori, secondo cui la decisione ha segnato «una giornata tragica per la democrazia e per il Brasile, perché la nostra Costituzione è stata violata».

Negli Usa, la polizia di New York ha sparato ad un afroamericano con problemi psichici uccidendolo, in una strada di Brooklyn, dopo che questi aveva brandito e puntato un oggetto che gli agenti hanno ritenuto fosse una pistola, e che è invece risultato essere solo un tubo di metallo ricurvo. Ed è di nuovo polemica.

Chiudiamo con la Spagna, dove l’ex capo della polizia catalana dei Mossos, Josep Lluis Trapero, è stato incriminato per ‘sedizione’ e ‘organizzazione criminale’ e rinviato a giudizio a Madrid per il referendum di indipendenza e le manifestazioni del 20 settembre scorso. Con Trapero sono stati rinviati a giudizio l’ex direttore dei Mossos Pere Soler e l’ex segretario generale agli interni della Generalità Cesar Puig. Intanto Carles Puigdemont ha riproposto in una lettera dal carcere tedesco in cui è detenuto da due settimane la candidatura del leader indipendentista Jordi Sanchez alla presidenza della Generalità.

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