mercoledì, Giugno 23

Scambi Italia-Messico: +85% in dieci anni

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I dati di ProMéxico, un organismo messicano che cerca di attirare investimenti stranieri e fa parte della Segreteria economica, hanno fornito ulteriori dettagli mostrando che l’Italia, nel 2014, ha registrato un surplus di oltre 3 miliardi e 500 milioni di dollari nella bilancia commerciale con il Messico. Inoltre, i principali prodotti inviati dal Paese europeo verso il Messico sono, tra gli altri, componenti di veicoli, medicinali, apparecchi per il trattamento di materiali, lavastoviglie, macchine per il lavaggio di bottiglie e articoli per tubature. D’altro canto l’Italia riceve dal mercato messicano soprattutto minerali di piombo e suoi concentrati, computer e loro componenti, oltre a diversi articoli di manifattura.
In entrambi i mercati non c’è una crescita esponenziale del commercio, a causa del fatto che non c’è nemmeno una grande integrazione nei prodotti, e ciò ne rende difficile lo scambio. A 15 anni dalla firma del TLC tra Messico e UE non esiste una diversificazione dei prodotti, ad esempio, in altri paesi l’industria automobilistica o quella farmaceutica hanno dato impulso al flusso commerciale, ma con l’Italia la prospettiva a medio raggio non punta verso un cambio radicale dei prodotti commercializzati“, ha affermato José Ignacio Martínez Cortés, coordinatore del Laboratorio di analisi di commercio estero del Centro di relazioni internazionali dell’Università autonoma del Messico (UNAM).
Le aziende italiane più grandi in Messico sono la Ferrero, nel campo dell’industria dolciaria; Ternium appartenente al settore siderurgico; Enel Green Power ed Eni, all’interno dell’industria energetica e Fiat nel settore automobilistico. Le principali compagnie messicane in Italia sono Gruma, con un impianto di produzione di farine preparate e mais macinato per snack; Mexichem, attraverso Wavin, che si dedica alla manifattura di plastica con un impianto in Europa e il Gruppo Kaltex, all’interno del settore tessile, che possiede stabilimenti nelle città di Napoli e Padova.
Gli specialisti concordano sulla necessità di creare consapevolezza circa i vantaggi generati dalla tecnologia dell’informazione per migliorare la comunicazione tra Europa e America Latina, oltre ai vantaggi offerti dagli accordi e dai trattati commerciali che consentono uno scambio commerciale più dinamico. La sfida, hanno affermato, consisterà nel modificare la tendenza di entrambe le Nazioni a servirsi dei mercati vicini alle loro rispettive economie e nel tentare di diversificarsi per sfruttare i vantaggi offerti da altri mercati, che hanno senza dubbio un potenziale importante.
Traduzione di Roberta Cotroneo

 

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