lunedì, Settembre 20

Sarabanda Elena B.B., la donna che per prima scoprì il seno - Capitolo 15

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Un rispettabile agente di borsa diede i numeri, che per una volta risultarono vincenti, del resto ‘rispettabile’ accanto ad ‘agente di borsa’ sta come ‘innocuo’ accanto al ‘canaro della Magliana’, che in ogni caso aveva le sue ragioni, le avrà certamente avute, ognuno le ha, però non è stato bello quello che ha fatto, ma così si impara a stare più attenti a come si trattano le persone, ad umiliare i deboli ed i poveretti che poi si ribellano e diventano a loro volta sanguinari assassini. Comunque era bravo a fare pelo e contropelo in quella tremenda, furibonda notte dei cristalli, cristalli liquidi ed associazioni mentali, fatti di mescalina, con il Dio Mescal, che nel fungo vive e si rivela, che viene a trovarti, e di Adrenalina, e qui quale Dio ci sia non si sa, ma di certo è ancor più potente.

Di Elena mai, o ben raramente, ci fu anima più pura, e corpo conseguentemente, qualsiasi cosa ne avesse fatto, ne facesse, ne faccia. Per questo, così, guardava, governava, conduceva. Poi si fermò, batté le mani. Stettero. “Signori. Signore. Vi ho condotti in questo viaggio, ma siccome nulla è più potente di quanto è dentro di noi, non avete preso nulla, non vi ho dato nulla che muti la vostra natura. Nessuna sostanza, naturale o chimica vi ha condotto o vi condurrà, solo ciò che è dentro di voi. Ricordatevene e fatene buon uso, per l’ora e per il poi, per sempre. Ché ciò che cerchiamo è dentro noi stessi, e basta solo cercarlo, all’interno dell’uomo abita la verità, inutile cercarla fuori. E c’è, c’è sempre, nel peggiore e più disperato di noi, ché peggior crimine non v’è più che perdere la speranza, e solo questo può condurci alle peggiori atrocità verso l’altro e gli altri, che altrimenti uno sguardo buono lo illumina e lo fa comprendere. Comprehendere. E allora ringraziate solo voi stessi se ci sia da ringraziare, se no declinate, ché le arance erano arance, solo arance, e l’acqua acqua, solo acqua, e nient’altro vi ho fatto prendere, né, comunque, vi avrei mai fatto prendere, per condurvi in questa fantastica sarabanda che, se volete, potete continuare da soli. Ogni giorno. Da soli, ma assieme, che è il miracolo dell’amore e della compagnia”.

Ciò detto li lasciò, artisti sotto la tenda del circo della vita, perplessi, salutandoli accarezzando le guance a ciascuno, sfiorandole una ad una, ed andò. Sarabande ed hellzapoppin’, feste e confusioni gioiose, Paolo Conte al pianoforte e la moglie che scuote, ammaliante, i ricci capelli corvini, uomini benigni e forti, e donne ancor più forti. Elena va, continuando a vendere fantasia nelle giostre, partendo dalla sua grande, casalinga Biblioteca, contenitrice di tutti i saperi. Ragazza, e giovane donna, che racconta di gabbiani reali, qualcuno irreale, di un bianco screziato, in volo ad ali dispiegate. Così come di Amelia Earhart, aviatrice ed esploratrice, anche lei ad ali spiegate. E di un ermo colle, oltre il quale si dispiega tutto. Forse il Tutto.

Elena va, per il suo viaggio straordinario che continua, seducente e concreto.

 

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