sabato, Maggio 15

Sanzioni, la Russia chiama l'Italia

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Nel tentativo di ripristinare i legami tra la Russia e l’Italia, feriti dalle sanzioni dell’Unione Europea  contro il governo di Mosca, legislatori, uomini d’affari e pubblici attivisti hanno tenuto una conferenza per offrire soluzioni a riguardo. Il convegno “Italia-Russia: per salvare la fiducia e la collaborazione” è stato ospitato dalla commissione parlamentare russa per le politiche economiche e l’innovazione. L‘Italia, oggi, è il quarto partner commerciale della Russia poiché, lo scorso anno ha investito circa 44 miliardi di euro nel commercio bilaterale. La Russia è un importante fornitore di petrolio e gas naturale per l’Italia e un primo importatore di prodotti industriali, chimici e di alimenti italiani.

Attualmente, l’investimento italiano accumulato in Russia è di circa 1 miliardo di dollari e i russi hanno investito circa  500 milioni di dollari in Italia. La cooperazione russo-italiana , quest’anno, ha sofferto a causa  delle diverse sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di Mosca, imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea a causa dell’annessione da parte della Russia della  penisola di Crimea  una parte dell’Ucraina che affaccia sul Mar Nero e  per il sostegno  ai ribelli filo-russi in Ucraina orientale.

Le sanzioni tagliano le principali banche statali russe da mercati occidentali e riducono fortemente la cooperazione nel settore dell’energia e nel campo tecnico-militare. Molte altre aziende e banche russe, ufficialmente non sanzionate, hanno lamentato la difficoltà di stringere affari con i partners occidentali poiché sono diventati diffidenti e hanno timore di incorrere in difficoltà. La Russia ha risposto alle sanzioni arrestando la maggior parte di importazioni di prodotti alimentari provenienti dall’Occidente. La maggior parte dei partecipanti alla conferenza di Mosca ha deplorato le sanzioni occidentali ma, in particolare, l’incontro ha messo in evidenza la consapevolezza di quanto sia poca la speranza di alleviare la crisi attuale.

 

DANNI RECIPROCI

Il presidente russo Vladimir Putin ha sostenuto che imponendo sanzioni contro la Russia, l’Occidente si sia dato la zappa sui piedi, tagliando un mercato redditizio e aprendo la strada a concorrenti extraeuropei. Putin ha riconosciuto che la Russia stia soffrendo a causa delle sanzioni, queste hanno aumentato la richiesta di prestiti più costosi e hanno contribuito ai problemi economici della nazione. Il leader russo ha anche ammesso che il divieto di importare cibo occidentale abbia causato danni ai  consumatori e abbia alimentato l’inflazione. Egli ha espresso la speranza che le sanzioni possano essere  abolite al più presto.

I funzionari dell’UE hanno dichiarato che le sanzioni potrebbero essere invertite qualora la Russia aiuti l’allentamento delle tensioni in Ucraina orientale, dove i combattimenti tra le forze governative e i ribelli continua nonostante la tregua di settembre. L’Occidente ha anche chiesto che la Russia aiuti a ristabilire i controlli alle frontiere ucraine e a fermare il flusso di armi e di soldati attraverso la frontiera.

 

PARTNERS TRADIZIONALI

Mentre le repubbliche baltiche ex sovietiche e alcune ex nazioni dell’ex blocco sovietico, come la Polonia, hanno subito approvato la punizione imposta dall’Unione europea contro Mosca per il suo ruolo in Ucraina, il Cremlino sperava che i vecchi membri dell’UE, tra cui la Germania, l’Italia e la Francia potessero giocare un ruolo più costruttivo nei negoziati.

Putin ha sbagliato i calcoli poiché, la Cancelliera Angela Merkel ha fortemente voluto sanzioni dure contro Mosca nonostante, le proteste da parte di alcuni rappresentanti della comunità imprenditoriale tedesca. La Francia, desiderosa di salvare l’accordo per la fornitura di due navi della marina per la Russia e altri lucrosi accordi commerciali, è stata più conciliante ma, finora, ha seguito il consiglio di Washington e si è attenuta alle direttive su Mosca. L’Italia ha ospitato Putin nel mese di ottobre, quando ha partecipato ad un vertice Europa-Asia e ha tenuto una serie di colloqui incentrati sulla crisi ucraina. Mentre gli ambienti economici europei sono rimasti fortemente critici sulle sanzioni, le speranze di Putin di una spaccatura all’interno dell’UE non si sono materializzate e pochi si aspettano che le sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia possano decadere presto.

 

CERCANDO DI CONTENERE IL DANNO

Igor Rudensky, il presidente della commissione parlamentare per le politiche economiche e l’innovazione della camera bassa del parlamento ha detto, durante la conferenza di Mosca, che si dovrebbe contribuire a consolidare il sostegno e bisognerebbe mantenere i legami Russia-Italia ben saldi, specialmente, tra il mondo imprenditoriale e gli esperti. La Russia rappresenta una quota significativa di mercato per i fornitori di prodotti DOP italiani, come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma, che sono state le imprese italiane che hanno subito di più per le sanzioni russe. Qualora la situazione dovesse continuare si troverebbero ad affrontare la prospettiva di perdere del tutto i rapporti con il redditizio mercato russo. Case di moda italiane e produttori di mobili hanno subito danni significativi.

Un danno complessivo annuo per un’azienda italiana è stato stimato prudenzialmente per circa 1 miliardo di euro e potrebbe significativamente salire. I relatori della conferenza di questa settimana, incluso il leader della Lega Nord Matteo Salvini, hanno accusato l’Occidente per le attuali tensioni e hanno sollecitato una rapida conclusione delle sanzioni occidentali contro la Russia. Salvini ha detto che anche le aziende non direttamente interessate dalle sanzioni, soffrono a causa dell’impatto globale negativo sul settore economico. Salvini che ha incontrato Putin durante la sua visita a Milano nel mese di ottobre, ha anche criticato l’UE per la sua opposizione al progetto South Stream il gasdotto russo che doveva essere costruito sotto il Mar Nero per portare il gas russo verso l’Europa meridionale.

Putin ha dichiarato, all’inizio di questo mese che la Russia ha deciso di abbandonare il South Stream a causa del duro rifiuto dell’UE di approvarlo. In una recente visita in Turchia, ha proposto di costruire invece un nuovo oleodotto in Turchia dove, potrebbe essere creato un collegamento di gas per l’Europa meridionale

Salvini ha sostenuto che la leadership dell’UE a Bruxelles, abbia ignorato i danni subiti dalle imprese italiane e degli altri paesi membri dell’UE a causa delle sanzioni su ordine di Washington. Salvini ha anche affermato che gli Stati Uniti abbiano fomentato le tensioni nel tentativo di spingere gli europei a firmare un accordo commerciale USA-UE, il Transantlantic, un partenariato per gli investimenti. Il TTIP è stato al centro di accese discussioni in questi ultimi anni.

Anche Marisa Florio, il direttore della Camera di Commercio Russo-Italiana, ha deplorato le sanzioni, dicendo che sono state approvate in contrasto con gli interessi delle comunità imprenditoriali dei due Paesi. Il direttore della camera di commercio ha affermato che le imprese russe e italiane dovrebbero lavorare di più su progetti industriali congiunti. La Florio ha indicato, come esempi di cooperazione, una fabbrica di lavorazione della carne nella città russa di Orenburg negli Urali meridionali, una fabbrica di attrezzature di riparazione su strada in Kaluga e un potenziale accordo sulla creazione di un parco industriale nella città di Chelyabinsk.

 

Traduzione di Marzia Quitadamo

 

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