lunedì, Settembre 20

Santa Madre Teresa, piccola matita di Dio Gino Battaglia, direttore della collana Confini e Intersezioni, riflette sull'opera di Madre Teresa

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Madre Teresa di Calcutta, morta nel 1997, fu beatificata in tempi record, nell’ottobre 2003, da Papa Giovanni Paolo II. Mentre la Chiesa mostra ad un’umanità ferita il suo volto materno, mentre la misericordia divina continua a ritmare il cammino giubilare, ecco l’annuncio: la piccola matita di Dio sarà proclamata santa domenica 4 settembre. La guarigione, straordinaria e immediata, avvenuta nel 2008, di un brasiliano in fin di vita per un tumore al cervello è il miracolo necessario per la sua canonizzazione: Bergoglio lo approva proprio il giorno del suo compleanno. Durante il viaggio in terra albanese, Papa Francesco aveva confidato all’interprete, come rivelerà, in occasione della conferenza stampa a Tirana, padre Federico Lombardi,  che la religiosa non si lasciava mai impressionare, «diceva sempre quello che voleva dire»; ricordando le circostanze dell’incontro con Madre Teresa, Papa Bergoglio aveva detto che «era seduta proprio dietro di me durante i lavori. Ho ammirato la sua forza, la decisione dei suoi interventi, senza lasciarsi impressionare dall’assemblea dei vescovi». Francesco aveva anche aggiunto, sorridendo: «avrei avuto paura se fosse stata la mia superiora!». Una figura quella di Madre Teresa, Nobel per la Pace nel 1979, solenne e insieme familiare: della sua opera ne parliamo con Gino Battaglia, da molti anni impegnato nel dialogo ecumenico e interreligioso, scrittore, saggista, studioso dell’India, direttore della collana Confini e Intersezioni della Guida Editori, dedicata alle religioni nel terzo millennio.

Oltre a sottolineare la portata universale della sua opera, di quali significati si carica la canonizzazione di Madre Teresa proprio durante questo Anno Santo ?

Questo Giubileo Straordinario è dedicato alla Misericordia. Il Papa stesso ha legato l’’indizione di questo Anno Santo alla domanda su come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di testimone della misericordia divina. Ebbene, Madre Teresa di Calcutta ha dedicato gran parte della sua vita alla cura dei più poveri tra i poveri, a coloro che avevano fame e sete, a quelli che erano malati, malati delle più gravi malattie, nudi, privi di tutto, ai morenti, cioè a quelli che vivevano la povertà più grande: perdere la vita. Ha ripercorso cioè quasi letteralmente le opere della misericordia come le nomina Gesù stesso nel vangelo di Matteo al capitolo 25. Non sorprende allora che questa canonizzazione avvenga a coronamento del Giubileo, che deve testimoniare al mondo proprio la centralità della misericordia nella missione della Chiesa.

Che aspetto rivela della storia del cristianesimo in India la vita di Madre Teresa?

La vicenda del cristianesimo in India è molto complessa. È anche una storia lunga, anche se le comunità cristiane sono state sempre minoritarie. La misericordia – ancora – è però l’aspetto che più caratterizza il cristianesimo. Il pensiero indiano è cioè sfidato dalla sensibilità cristiana per i dolori dell’uomo. È una questione cruciale: la realtà indiana è mistica e profonda, ma disinteressata, – sembra,– a migliorare il mondo; gli occidentali appaiono poco pensosi e perfino poco spirituali, ma agiscono per migliorare il mondo. Ecco allora che una figura come quella di Madre Teresa offre una sintesi spirituale e sociale straordinaria: la sua è una mistica dell’’azione misericordiosa nel mondo. Non dimentichiamo che tutto il suo impegno nasce dalla contemplazione del Crocifisso e dalla meditazione della parola di Gesù sulla croce:«Ho sete»”. Madre Teresa serve il Cristo negli assetati di questo mondo e così testimonia all’’India la spiritualità del servizio.

Quanto è stato importante per la missione di Madre Teresa il pontificato di Giovanni Paolo II?

Moltissimo. Madre Teresa incontra Giovanni Paolo II negli anni Ottanta, seguono incontri e scambi di visite. Grazie all’’appoggio del Papa apre case fuori dall’’India, in particolare a Roma. Sono gli anni della crescita e dell’’autonomia della congregazione. Le Missionarie della carità diventano migliaia. Madre Teresa incontra il Papa anche alla vigilia della sua morte. E ancora Giovanni Paolo II all’’origine della decisione di avviare il processo di beatificazione appena a due anni dalla morte di Madre Teresa, con una procedura anomala. Giovanni Paolo II vedeva in lei una figura esemplare e un riferimento spirituale. Una luce, nel corpo di una piccola suora, avvolta in un poverissimo sari bianco.

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