sabato, Maggio 8

Sanremo: Vi racconto l'arrangiatore dei Pooh Biagio Puma racconta Danilo Ballo, "uno dei più grandi musicisti e arrangiatori contemporanei"

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Quali sono stati i primi grandi artisti italiani su cui avete lavorato insieme?

Da quel sodalizio non ci siamo più fermati. Finito il militare, cominciammo subito a tirar su il primo nucleo di quello che sarà poi lo storico ‘Charisma Studio’. Lavorammo fianco a fianco per oltre dieci anni, su tantissimi progetti di comunicazione, realizzando spot pubblicitari per radio e tv nazionali per noti brand quali ‘Saclà’, ‘Yomo’, ‘Mandriot’, ‘Foppa Pedretti’, ‘De Agostini’, ‘Paglieri Profumi’, e tanti altri. Nonchè progetti discografici sia per amatori che professionisti, come il duo Nitti & Agnello (protagonisti di Sanremo nel 2000), Franco Tozzi, Piero Chiambretti, Rita Pavone, Teddy Reno, tanto per citarne alcuni.

 

Come avvenne l’incontro fra Danilo Ballo e i Pooh?

A un certo punto, nel nostro percorso insieme, abbiamo avuto l’occasione di lavorare come arrangiatore il bravo Emanuele Ruffinengo. Che, tra gli anni ’80 e ’90 andava per la maggiore nella musica italiana. Era l’uomo di punta dei dischi dei Pooh. Fu infatti proprio lui a orchestrare ‘Uomini soli’: canzone che travolse letteralmente il Festival nel 1990. Da lì, Ruffinengo si rese conto del notevole estro creativo di Danilo Ballo, e quello fu il ponte di collegamento che traghettò il musicista torinese nell’Olimpo del quartetto più amato d’Italia. Gli sono sinceramente grato, anche perché Danilo non perde mai occasione per ricordare la nostra amicizia, insieme alla sua esperienza al ‘Charisma Studio’ di Torino: che, artisticamente, lo tenne a battesimo.

 

Biagio Puma, lei è balzato nuovamente agli onori delle cronache musicali per aver prodotto il nuovo album di Franco Tozzi, mito del pop italiano targato anni ’60 e ’70…

Con Franco siamo legati da una forte amicizia personale che ci lega da quasi trent’anni. Ironia della sorte, ci conoscemmo proprio nel 1986, lo stesso anno di Danilo Ballo. Quando si dice il destino! Dopo tante esperienze fatte con lui, in occasione del felice traguardo dei 50 anni di carriera, l’ho spinto a rientrare in studio e fare ciò che da sempre gli riesce bene: cioè, cantare. Nasce così ‘cinquanta’, disco pubblicato dalla Capogiro Music Publishing, la mia etichetta discografica, in cui gli arrangiamenti e la parte di studio sono curati da Vanessa Lucca, una bravissima polistrumentista e ingegnere del suono. Un talento puro, uscito dalla APM – Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, in provincia di Cuneo: un’istituzione in materia.

 

Che ricordi conserva di Rita Pavone e Teddy Reno?

La professionalità di entrambi, in primis, e la straordinaria capacità vocale di Rita, che mi ha lasciato davvero stupefatto. Ho avuto poi il piacere di essere ospite a casa sua, a Lattecaldo, in Svizzera, e da lì sono nate in seguito altre fortunate collaborazioni.

 

Sappiamo che ha incontrato, nel corso della sua carriera, anche con Mario Lavezzi: uno che, di canzoni, se ne intende davvero.

Lo conobbi in occasione della promozione di ‘Voci’, uno dei suoi album migliori, nel 1991: venne al ‘Charisma Studio’ a registrare un’intervista radiofonica per lanciare l’ellepi. Persona garbata, musicista vero.

 

E Piero Chiambretti, invece?

Correvano gli anni 2010. Venne da noi per registrare l’audio di una campagna promozionale no-profit a favore di un’associazione umanitaria di cui era testimonial. Con spontaneità e simpatia conquistò tutto lo studio. Difficile trovare persona più affabile e gioiosa.

 

Sanremo 2016 visto con gli occhi di un professionista a 360° della musica, come Lei. Quale il suo pensiero in merito?

Trovo drammaticamente finte, combinate e costruite l’80% delle canzoni che sono lì…Non per meriti, ma per lo più per via di accordi diversi. Grazie al cielo, comunque, si distinguono voci storiche e giovani talenti. Salvo Enrico Ruggeri, gli Stadio, Giovanni Caccamo con Deborah Iurato e Dolcenera. Tra i giovani, constato invece, per mia parte, uno spietato livellamento.

 

Con la ‘Capogiro Music Publishing’, invece, è sempre a caccia di nuovi talenti. Come fare, per contattarLa?

Fortunatamente, siamo letteralmente invasi da proposte, e artisti che hanno piacere di confrontarsi con noi. Ascoltiamo tutto, con rispetto e serietà. E a ciascuno viene sempre data una risposta, perché prima di tutto, al di là della musica, esistono i rapporti umani e l’attenzione alle persone: che, in settori difficili come lo spettacolo, sono sempre più rare. E’ così che abbiamo scoperto Martina Roasio: un giovane talento, sul quale attualmente stiamo focalizzando il nostro lavoro. Ma c’è posto anche per gli altri. A patto, però, che siano umili, capaci e meritevoli.

 

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