mercoledì, Settembre 22

Sanremo, Tozzi: dal '66 non ti conosco

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A fine anni ’60, inizi anni ‘70, l’uscita di scena per decenni. Come e perché? e cosa ha fatto in questi anni?

In questi anni ho lavorato, come tutte le persone che lavorano [ride]. In questi ultimi anni ho fatto ‘Una rotonda sul mare’, però ho fatto il mio lavoro normale, ho portato avanti una famiglia. Grazie ad un amico che vendeva materie prime per pasticcerie e panificazione, ho cominciato a fare il rappresentante di queste materie prime. Quando andavo da questi clienti, mi riconoscevano e mi dicevano “cantami una canzone“. Poi hanno scoperto che ero bravo anche a insegnare loro come dovevano fare i panettoni, i croissant, che non li facevano col lievito naturale e gliel’ho fatto vedere io come si faceva. Pensa te. Per il resto, ho vissuto benissimo. Ho vissuto con una persona che è ancora qui con me, da 40 anni, non siamo sposati, abbiamo portato avanti tre figli, uno mio e due suoi. E quindi ho vissuto finalmente con una famiglia e non ho pensato a nient’altro. Poi, dopo, ho cominciato a ripensarci. Volevo uscire con una cosa bella, e se la Sugar ha accettato di farla è perchè è davvero bella. E’ piaciuto il progetto e l’abbiamo fatto. Adesso mi sto organizzando  per questa primavera, farò un tour, un piccolo tour, io non posso fare i grandi stadi.
Come si esce dai meccanismi delle case discografiche e della popolarità?

Ci si riesce facendo un passo indietro. Io non rinnego niente di quello che ho fatto, ma dovevo comunque imparare qualcos’altro. Quindi ho scelto di fare così. Anche se poi, devo dire,  ho sempre fatto delle serate, ho fatto delle cose nelle piazze d’Italia, però era un po’ il mio secondo lavoro, non era quello che mi interessava; in qualunque posto andassi si aspettavano facessi anche canzoni di Umberto, quindi le facevo. Io sono contento per la sua carriera, di come è andata;  credo sia  l’artista italiano più conosciuto all’estero insieme a Domenico Modugno. Scommetto che lo conoscono anche al Polo Nord.. [ride]

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