mercoledì, Settembre 22

Sanremo, Tozzi: dal '66 non ti conosco

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Che ricordo ha delle sue partecipazioni al Festival di Sanremo?

Il primo Festival che ho fatto? Sono stato il primo nella storia del Festival a cantare in playback  [ride]. Ti racconto. Presentava Mike Buongiorno, la canzone era ‘Non a caso il destino c’ha fatto incontrare’ . L’orchestra era sotto il palco… Io inizio a cantare e: l’orchestra suonava e la mia voce non si sentiva. Me ne sono accorto io. Ad un certo punto mi sono fermato, perché non si sentiva proprio niente, mentre l’orchestra continuava andare avanti. Non si sentiva nulla della mia voce in tutta Italia! Si vedeva solo che io cantavo come in playback, già allora [ride]! Finalmente anche i tecnici se ne sono accorti. Così ci siamo fermati. E si è ripreso tutto da capo. Non mi sono emozionato, ho ricominciato a cantare, il pubblico ha applaudito, e la mia soddisfazione della serata è stata quella. Avevo vent’anni eh…

Poi ho fatto di nuovo il Festival nel ’66, poi ho fatto tutto ciò che era da fare a Canzonissima, tutte le trasmissioni di Mike Buongiorno, ho fatto delle cose con Corrado, poi ho cominciato a fare delle tournée in Italia col mio gruppo, dove cominciava a suonare mio fratello, perché aveva 17 anni e mio padre anche lì non voleva che suonasse e gli ho detto “senti guarda papà, allora, devo pagare un musicista per suonare la chitarra… Umberto è bravo, lo prendo io” e lui prendeva più o meno nel ’68 250 mila lire, al mese! Ed era il primo che me li chiedeva, quando arrivava la fine del mese! [ride] Poi con lui abbiamo fatto insieme questo gruppo che era ‘Franco Tozzi off Sound’, dove lui cominciava a scrivere canzoni e le abbiamo fatte insieme. Poi siamo andati insieme in Corsica, girato abbiamo girato, in Francia.. Io sono andato poi in Israele, e ho conosciuto un bel po’ di mondo. E poi ad un certo punto lui ha cominciato ad andare a Milano ed è entrato un po’ nel giro, c’era Battisti, questa gente qui insomma, ha cominciato a suonare.. e poi dopo ognuno è andato per la sua strada. Non ho bisogno davvero di illustrare tutta la sua carriera perché lo conosciamo tutti. E io ho continuato per conto mio, per diversi anni, poi ho fatto altro e sono arrivato alla mia veneranda età di… ‘anta’ [ride]…

 

E nel frattempo?

… nel frattempo ho avuto un’esperienza anche molto interessante: ho lavorato in Francia per una produzione dove c’erano diverse canzoni di Francis Lay. Questo 25 anni fa. E ci siamo trovati molto bene insieme. In uno di quei giorni in cui lavoravamo, gli ho chiesto se per caso voleva fare una canzone.. E lui (…sai non tutti quelli che passano da Francis Lay riescono a farci una canzone…) mi ha detto “Sai, io lo posso anche fare, ma ho bisogno che ci sia qualcuno che mi scriva un pezzo in italiano.. Conosco solo Vito Pallavicini” … guarda caso poi quello che ha fatto ‘Azzurro‘. E allora gli ho detto “Senti, io vado giù a Milano, incontro Pallavicini e ti faccio telefonare“. E così abbiamo fatto: sono andato a Milano, mi sono trovato con Pallavicini, si sono telefonati e due giorni dopo io avevo questa canzone che si chiama ‘Le donne sole’. Ho portato il testo a Parigi, l’ho dato a Francis e lui due giorni dopo mi ha detto di andare a casa sua che voleva farmi sentire il pezzo. E lui mi ha fatto sentire a casa, a Trocadero… Mi ha fatto ascoltare la canzone, mi ha dato una cassetta che ho portato in Italia, l’abbiamo fatta sentire alla produzione, ma è rimasta sempre lì, dimenticata. Quando ho deciso di riprendere, a Biagio Puma   -il mio manager- ho ricordato che c’era questa canzone ferma, lì. Dopo 25 anni ho richiamato Francis, ci siamo sentiti,  gli ho ricordato che avevamo lasciato lì questa canzone,  lui mi ha risposto che non si devono lasciar lì a morire le canzoni … gli ho detto che adesso l’avrei potuta cantare. Mi ha dato il suo consenso e siamo andati in studio di registrazione, abbiamo fatto questa canzone, e ho anche rifatto ‘I tuoi occhi verdi‘ in una versione nuova, con una nuova parte musicale in concessione dalla Sugar della Caselli, che sono i proprietari di questa canzone. Una versione pù moderna, diversa. Abbiamo cambiato anche delle parole.

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