martedì, Novembre 30

Sanremo: perchè la tradizione è la tradizione field_506ffbaa4a8d4

0

Il Festival della Canzone italiana, o più semplicemente Festival di Sanremo, vede la luce nel 1951 dopo svariati tentativi nei vent’anni precedenti andati a vuoto anche a causa della difficile situazione politica.
Di fatto è la manifestazione mediatica che, da sempre, da la visibilità maggiore ai cantanti che partecipano e non solo…negli anni ha creato delle icone.

La ‘scaladi Sanremo tutti gli artisti l’hanno sempre sognata, scendere quella scala ha un significato sacro. Significa il traguardo  di una vita di sacrifici e l’inizio di una vita nuova che si chiamerà carriera…questo era il significato di quella scala.

Altra icona sono diventati alcuni tra i conduttori: Nunzio Filogamo, suoi i primi anni, le prime discese dalle scale, l’inizio di un’epoca nuova per i cantanti italiani, poi l’intramontabile ed indimenticabile Mike Bongiorno…ogni commento superfluo, arriva nel ’68 Pippo Baudo e diventa immediatamente il volto di Sanremo.

Si pensa al Festival ed inevitabilmente la mente visualizza Pippo, in tutta la sua statura e tutta la sua durezza.
Durezza che ha sempre corrisposto ad una enorme professionalità, una grandissima conoscenza della musica, della canzone e di tutto ciò che vi ruota attorno.
Con lui si sono toccati i momenti più belli ed emotivi di tutti i Festival, dalla conduzione elegante diventata simbolo per chiunque volesse intraprendere la carriera di conduttore.
Mike era diverso, più dolce, meno severo, ma non per questo meno professionale…direi due superpotenze alla conduzione dell’evento canoro più importante d’Italia da sempre seguito in tutta Europa.

Alla direzione artistica abbiamo visto figure come Gianni Ravera e Vittorio Salvetti, colossi pure loro dell’imprenditoria musicale e profondissimi conoscitori della musica.

Nonostante le difficoltà presentatesi nei vari anni Sanremo, come le Piramidi di Gyza, resisteva a tutto, ma non solo, riusciva a stupire sempre, pilotato da quelle scintille come Vianello e Bonolis, così diversi dallo stile diventato oramai classico, ma così solari da dare al Festival un grandissimo respiro.

Ma arrivarono gli anni bui anche per Sanremo, dal 2010 inizia lo smantellamento di tutte le tradizioni Sanremesi, dalla pubblicazione di regolamenti che arrivavano addirittura al nepotismo, sino allo scempio più totale di privare il Festival prima della Scala, poi addirittura della musica… arrivando a far sfilare cavalli, attori e personaggi che nulla avevano a che vedere con la musica… addirittura si inventarono di far cantare gli attori delle allora seguite fiction… forse si erano dimenticati di essere a Sanremo e non a Cannes.

Finalmente, come per magia, ecco che nel 2015 le cose riprendono il loro posto, riappare la scala e tutto torna come prima…. addirittura ci accorgiamo che c’è un conduttore colto, elegante e professionale …no…non è tornato Baudo, è semplicemente arrivato Carlo Conti …i numeri di ascolto e share, sino al 2014, erano spaventosamente bassi… nel 2014 il Festival fu il meno seguito di sempre… lontanissimo da quel 68% di share degli anni ’80… ma nel 2015 ecco che riparte… tutto torna com’era.

Interpreto questo fatto come un segnale molto importante: le tradizioni ed i valori caratteristici di un popolo rimangono sempre nel DNA… non si possono abbattere, non si possono sradicare, torneranno sempre a farsi sentire e vinceranno.

Di tutto ciò bisogna ringraziare il bravissimo Carlo Conti, preciso, meticoloso ed attento a tradizione e qualità, ponendosi a pieno diritto tra le grandi icone del Festival.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->