domenica, Maggio 22

Sanremo e Mattarella, tra Prima e Seconda Serata, tra primo e secondo mandato Aspettando il Sabato del villaggio (globale)

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Sospesi tra Prima e Seconda Serata di Sanremo, e tra primo e secondo mandato di Mattarella evento di una qualche seppur inferiore rilevanza, cerchiamo di capire cosa ci aspetta. In primo luogo se vincerà Achille Lauro o Gianni Morandi, accettansi comunque altre subordinate, poi che ne sarà del Governo, del Pnrr, del nostro ruolo internazionale e dei nostri leader politici. (Beh, no, questo no. Va bene essere disposti a farsi carico di qualsiasi preoccupazione, ma ogni limite ha una pazienza).

In somma parziale, aspettando il Sabato apoteòtico della conclusione dei ludi Sanremesi (maiuscole d’obbligo), come nel più modesto sabato del villaggio (globale) ci godiamo l’attesa. Paventando la realizzazione. Certo, ci sarebbero anche Economia, Lavoro, Sanità… E quella sciocchezzuola della crisi Ucraina. Come scritto ieri in ‘Riparliamo dell’elefante. Il dopo Presidente sulle orme di Longanesi e Montanelli‘. Però meglio aggiornarsi al dopo Proclamazione del vincitore. Stigmatizzando anche che domani pomeriggio, giovedì 3 febbraio 2022, avvenga l’insediamento, meglio il reinsediamento, di Mattarella come Presidente della Repubblica. Ma non si poteva più decorosamente rinviare, per motivi di forza maggiore, Signora mia? Mai avvenuta prima una simile sovrapposizione, e ci sarà pure un motivo. Che da ben altro sarebbe stato bene continuassero ad essere occupati i Canali della Rai. E che dirà Amadeus…

Oggi, 2 febbraio 2022, è invece l’anniversario dellachiamataal Colle di Mario Draghi. Sergio Mattarella lo fece divenire ‘Presidente del Consiglio incaricato’. Lui accettò con riserva ma già era chiaro che sarebbe stato quanto prima ‘caricato’. Era l’inizio ufficiale dell’Era del Draghi bianco. Qualcuno spera che ritorni presto a private occupazioni, altri che continui indefinitamente. Magari sul Colle restandoci. Presto per tirare un bilancio. Ma anche no.

Ci sarebbe anche il Movimento Cinque Stelle e la faida finale (forse) tra il nuovo ed il precedente Capo Politico, tra l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il confermato Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Grande è il disordine sotto il cielo grillino, la situazione quindi è pessima. Con, sullo sfondo, la questione delle questioni. Beppe Grillo. E la eterogenesi dei fini, volendo la eterofine delle genesi, di un movimento, anzi un MoVimento, rivoluzionario e rivoluzionante, che nel volgere di tempo dalla sua fondazione ai suoi due trionfali successi elettorali alle Politiche 2013 e 2018, dall’ingresso al Governo, anzi ai tre successi Governi di questa legislatura, ad oggi, è radicalmente mutato. In meglio o in peggio è soggettivo, ed eventuale oggetto di ampia ed appassionata discussione. Certamente però è divenuto un’altra cosa da quanto pensato e voluto alle origini. Conte, eccellente Bipresidente del Consiglio, è accorto leader di Partito‘. Ma lui stesso ha più volte chiamato in questo modo la forza politica affidata alle sue cure. Facendo rizzare certamente, e con qualche fondamento, le orecchie in testa agli antichi militanti e dirigenti, ma soprattutto a Grillo stesso che, con Gianroberto Casaleggio, aveva immaginato tutt’altro percorso di radicale riforma del sistema politico italiano, e delle forze politiche che ne costituiscono l’ossatura. Di Maio ha dimostrato come qualunque fantaccino possa legittimamente conservare nello zaino il bastone di Maresciallo. Ed è divenuto riconosciutamente capace Ministro degli Esteri, cosa mica facile, e nel suo caso niente affatto scontata. Ma in una logica che non ha nulla di innovativo rispetto ai precedenti, ed ai predecessori. E quindi…

In somma finale, attendiamo di vedere la Seconda Serata di Sanremo ed il secondo mandato di Mattarella, in attesa della nostra festa. Ch’anco tardi a venir, temiamo grave.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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