mercoledì, Ottobre 20

Sanremo: Caccamo e Iurato 'Via da qui'!

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La cosa più bella del Festival di Sanremo al nastro di partenza? La gioia di aver visto scorrere le immagini degli unici Big in gara: quelli che il Festival non solo l’hanno vinto, ma l’hanno anche fatto veramente, in quasi settantanni. E, tra questi, ricordo volentieri Anna Oxa, Giorgia, Massimo Ranieri, i Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina, Domenico Modugno, Luca Barbarossa, Elisa, gli Avion Travel, i Jalisse (bravissima la cantante, Alessandra Drusian), i Matia Bazar di Antonella Ruggiero e Silvia Mezzanotte -due voci stratosferiche entrambe, onore e gloria a Giancarlo Golzi (che nessuno tra Carlo Conti & Soci ha ricordato, al contrario di David Bowie: una vergogna!) per averle valorizzate con successi memorabili -, i Pooh di ‘Uomini Soli‘ ed Enrico Ruggeri: sia da solo, che in trio con Gianni Morandi e Umberto Tozzi.
Mi è dispiaciuto invece -nelle sequenze del medesimo montaggio rvm- aver rivisto gli immeritati Valerio Scanu, Marco Carta, Arisa (quest’anno canzone gradevole), Emma Marrone: la quale, insieme a Giovanni Caccamo, a livello di cognome fanno davvero un ‘bel’ paio.
E Caccamo, invece, almeno nel testo della canzone, è sincero: tenta di gridare, lui che di voce non ha, la frase che -se fosse una formula magica perfetta- la adotterei subito per farlo scomparire in dissolvenza dallo schermo: ‘Via da qui‘.
E a strillarla con lui, c’è la perfetta sconosciuta Deborah Iurato, vestita come una bimba sfortunata la notte di Halloween. Questa sarebbe la grande, attesa novità discografica sanremese targata Sugar & Caterina Caselli? Alla faccia dell’originalità! Aleandro Baldi e Francesca Alotta, al confronto, sembrano due marziani: con ‘Non amarmi‘, più di vent’anni fa orsono erano classe allo stato puro. Almeno, questi ultimi due cantavano di brutto, sia lei che lui, eccome.
Caccamo e Iurato, invece, sono la provamusicale‘ e ‘canora di come l’Italietta della canzone sia ormai giunta ben oltre la frutta: qui siamo al mal di pancia conclamato. Se questi due vincono, io sono la figlia segreta di Moana Pozzi!
Mi auguro che le giurie popolari, demoscopiche -chiamatele un po’ come volete- non si facciano letteralmente prendere per i fondelli dagli artisti del nulla.
Tra i quali annovero anche Lorenzo Fragola, reo di aver scritto e mugugnato l’inno della mediocrità. Speriamo almeno soltanto di non dovercelo sentire ‘Infinite volte‘. Con evidenti, fra l’altro, errori di tipo sintattico. Probabilmente, nel testo, hanno sbagliato i congiuntivi proprio perchè -chissà, improvvisamente- saranno stati colti tutti da allucinazione collettiva o congiuntivite fulminante: «Brucia tutto nella testa/Gela il sangue nelle vene»… e poi? Arriva di brutto lo scivolone, con tanto di coccige fratturato e dolente: «Sento come se hai paura»: io, personalmente, l’unica paura -fondatissimissima- che ho è che Lorenzo Fragola debba tornare sui banchi di scuola a studiare italiano come il peggiore dei somari. E con lui, per giunta in castigo, chi ha avuto la malaugurata idea di non correggergli il testo! Neanche una banale rilettura -manco quella- hanno fatto, questi autentici terroristi dell’idioma nazionale! E guai al primo che mi viene fuori con la solita, terribile, cazzata della ‘licenza poetica’. Guai al primo che tenti in alcun modo di giustificarli!
Poche balle, siamo sinceri una volta tanto. Se Dante Alighieri li incontra per la strada   -scusatemi, dimenticavo, ‘li incontrasse’! per la strada-, li schiaffeggerebbe senza pietà tutti indistintamente alla ‘Amici miei‘, come nella divertentissima scena alla stazione con il treno in partenza! Farebbe solo bene. Est modus in rebus!

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