San Pietroburgo: terrorismo islamico o interno?

14 morti e circa 40 feriti. E’ il bilancio provvisorio dell’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo che ha sconvolto oggi la Russia.
L’attentato si è verificato su un treno in corsa tra le stazioni di Sennaya Ploshad e Teknologhicheskij Institut. La bomba, secondo i dati preliminari, è stata lasciata su un vagone.
Un secondo ordigno è stato ritrovato più tardi in un’altra stazione della metropolitana: Ploshchad Vosstania.
Le telecamere di sorveglianza della metropolitana di San Pietroburgo hanno registrato le immagini del presunto organizzatore dell’esplosione.
L’Ufficio del Procuratore generale russo ha definito l’esplosione alla metropolitana un «attacco terroristico». Lo ha detto il portavoce del Procuratore generale, Alexander Kurennoj.
In precedenza, il Presidente russo Vladimir Putin aveva detto che l’indagine prenderà in considerazione tutte le possibili versioni di ciò che è accaduto. Il comitato investigativo ha aperto un’indagine penale sull’esplosione, senza specificare su quali articoli sta lavorando.

Se è molto probabile la natura terroristica, resta da capire se si tratta di terrorismo interno oppure di matrice islamica   –come farebbe propendere il quasi contemporaneo attacco all’Ambasciata russa in Siria.   Il comitato degli inquirenti (una sorta di Fbi russa) che sta seguendo le indagini sull’attentato, ha evitato di attribuire una matrice, vi è molta cautela da parte delle Autorità russe, non ultimo perché non vi è ancora alcuna rivendicazione. Si potrebbe trattare dei ribelli ceceni o del Daghestan o anche Isis che potrebbe aver tentato di compiere un attacco nel cuore della Russia.
Se così fosse sarebbe un colpo grosso perchè altamente simbolico: avviane nel giorno in cui è nella ‘sua’ città il Presidente Vladimir Putin, che dal 30 settembre 2015 ha schierato le sue truppe in Siria al fianco di quelle del regime di Damasco sovvertendo l’esito del conflitto, che Isis sul terreno sta perdendo anche se la sua capacità di colpire all’estero non risulta indebolita in alcun modo.

Di questo e dello scenario politico nel quale si contestualizza l’attacco ne parliamo con la nostra analista militare, Denise Serangelo.