venerdì, dicembre 14

Salvini, Renzi, Di Maio: la diplomazia delle chiacchiere e del cinismo Salvini usa i migranti per distogliere l’attenzione dalla manovra e guadagnare voti; Renzi usa il PD e lo fa crepare lentamente per avere tempo di organizzare il suo partito; tutti e tutto in nome del Paese

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Non so se sia vera. Ma la frase simbolo, a mio parere, della giornata di ieri è quella attribuita a un certo Matteo Renzi: «non faccio il burattinaio». La frase fa perfettamente pendant (noi radical chic usiamo spesso il francese, pendant=corrispondente, simmetrico, da non confondere con ‘pendantif’, che è solo chic, perché richiede molti soldi) con quella di Giggino (al secolo Luigi Di Maio): «devo pensare al Paese» e di Giuseppe Conte (Conte chi?): «ho le idee chiare». Invero ci sarebbe anche Matteo Salvini che dice dolcemente che o Sophia cambia come dice lui o l’Italia si tira fuori e tiene chiusi i suoi porti … qui però, a ben vedere, siamo sul terreno della finezza diplomatica.

Anzi, è da qui che parto. Perché è un fatto certo come il sole che abbiamo un problema grosso come una casa con le Istituzioni europee, cioè, con le nostre istituzioni: è sempre bene ricordarlo a certi smemorati di Collegno del nostro Governo, che ne parlano come se fosse il mago di Oz. Il problema consiste nel farci approvare (con la fiducia!) un bilancio assurdo neinumerie incomprensibile nei contenuti e, infine, ambiguo nella presentazione. Ebbene che si fa in questi casi? Si negozia, si tratta, si fanno sorrisini alle segretarie, si mandano fiori alle signore. Noi no, noi siamo duri e pelosi, tutti di un pezzo (se solo si sapesse quale!) decisi e non disposti al compromesso e meno che mai alla trattativa, e quindi in un momento delicato che più delicato non si può, che facciamo? Spariamo a palle incatenate contro l’UE, che così si spaventano e trattano con noi. Per carità, lungi da me l’idea di potere anche supporre di avere lo stesso superiore senso diplomatico di Salvini-el-bruto, ma il dubbio vago che questo comportamento non sia esattamente il massimo per trattare col sorriso sulle labbra su cose delicate come poche, e che non sono i migranti. Ciò che, non si offenderanno spero Salvini e Giggino-il-.puro-a-spese-altrui, ciò che infatti, dico, non sembrano capire costoro è che dei migranti, in realtà, non importa nulla a nessuno. Il margine di trattativa in merito è minimo, perché siccome i migranti o arrivano da Ungheria e Bulgaria o da Italia e Grecia, se questi glieli bloccano, gli altri Paesi sono tutti contenti.

Cosa credono Salvini & co., che l’indifferenza ai diritti dell’uomo sia solo una caratteristica loro? Si sbagliano, e di grosso anche. Se noi gli togliamo le castagne dal fuoco, tanto meglio; e per di più se ne lasciamo affogare un po’, meglio ancora: potranno pure dire che siamo dei selvaggi! Possibile che dei politici raffinati come Salvini-el-bruto e Giggino-il-.puro-a-spese-altrui, per non parlare di Grillo e Casaleggio (con o senza associati!) non capiscano che a parole tutti si stracciano le vesti per i ‘poveri’ migranti abbandonati, purché alle parole non seguano i fatti. Andargli a dire ‘se non accettate di prendervi un po’ di migranti noi non ne facciamo sbarcare più manco uno’ (= ne facciamo affogare a centinaia) li invita a nozze: faranno isantarellinia spese nostre, i selvaggi. La miopia incredibile di certi razzisti così rozzi (non che esistano dei razzisti non rozzi) è di non capire che a soffiare sul fuoco dell’odio verso i migranti (e poi verso i gay, e i mussulmani, e gli ortodossi, e gli ebrei, e i palestinesi, ecc.) si finisce per essere incoraggiati a fare i razzisti, dopo avere diffuso una paura assurda verso i migranti. Se perfino la civilissima Danimarca si comporta come certi nazistelli di altri tempi, come ci si aspetta che accettino di negoziare con Salvini di prendersi i suoi (cioè i nostri) migranti? Anzi, plaudono a lui, perché (scusatemi la brutalità, ma a me pare che sia venuto il momento di diventare maggiorenni e maturi in questo Paese!) più ne lascia affogare meno ne arrivano a Copenhagen se poi, in via transattiva, invece di farli proprio affogare, sempre Salvini (a spese nostre), li manda a farsi torturare e poi alla lunga ammazzare in Libia, meglio ancora: migranti non ne arrivano e sono i libici che li ammazzano. Magari, invece che Fayez al Sarraj, se ne occupa Khalifa Haftar, da oggi nella bambagia offertagli da Conte, che oltre ad essere quel baciatore di mani che abbiamo visto, si rivela un cavallerizzo esperto anche nel cambio al volo … di cavalcatura!
Ma come si fa a non capire che questa è la realtà? che serve ad un solo scopo: permettere alleforzetroglodite dei vari Salvini, Le Pen, ecc., di avere voti e di avvicinarsi al potere? I migranti sono uno strumento politico: né più né meno. Propaganda, come quella contro il giudice Armando Spataro cui Salvini ‘rovina’ l’inchiesta e lo invita ad andare in pensione, ma per fortuna sulla questione interviene tempestivo il solito Raffaele Cantone … gira gira, i nomi sono sempre quelli!

E Renzi, direte voi, che c’entra? A parte che anche lui i suoi giochetti con i migranti li ha fatti, con il suo comportamento finalmente scoperto, oggi, mostra evidente tutto il cinismo becero della sua persona. Lui non vuole condizionare il Congresso del PD, ma che generoso!; anzi non vuole fare il burattinaio -è così privo di arroganza da pensare anche questo, che gli si voglia dare il bilancino del burattinaio! Lui si occupa dei problemi del Paese, con la ‘P’ maiuscola, mica di Marco Minniti. Che evidentemente non ha capito nulla (diversamente dalla maggior parte degli italiani) se davvero, come sembra o almeno dice, si aspettava l’appoggio di Renzi, del quale era, lo dice Renzi, la mancata marionetta. Pensateci: è così, esattamente così. Renzi è riuscito (per totale insipienza o peggio del resto del Partito, Katia, inclusa, come ho scritto ieri) a tenere bloccato il partito a cincischiare senza controllo, senza linea, senza dirigenza, per avere il tempo di organizzarsi il proprio, di partito, smantellando l’altro. E ora, scopre le carte, tanto il ‘congresso’, cioè la buffoneria delle primarie, si farà a marzo e nel frattempo lui distrugge quel poco che resta.
Esagero? Sì, se non ci fosse la premessa di cui sopra: il cinismo. Di fare un nuovo partito di centro (insomma una nuova DC dalla quale proviene, no?) Renzi ha idea da anni, da quando ha ‘preso’ la segreteria e poi ha ‘scippato’ la Presidenza del Consiglio a Enrico Letta (identico a lui, solo giusto un tantinello meno cinico, ma poco eh, non credete, la razza è buona!), ha idea, dico, di fare un partito non di sinistra, ma di centro: della Nazione o quel che sia. E da Segretario e Presidente ha smantellato l’organizzazione di base, e iquadri’, i militanti, trovando invece appoggi nella classe dominante, e ora che è formalmente fuori, non ha più motivo di nascondere quello che ha intenzione di fare: tanto ha tempo fino a marzo. Ma siccome quanto ad arroganza non è secondo a nessuno, te lo sbatte pure in faccia ora; ora, quando ormai non c’è più tempo per reagire, il partito ha comunque perso tempo e sangue in questo anno insulso di antigrillismo finto, ha una dirigenza sconfitta e renziana, con i bagagli pronti, e quindi ormai è al lumicino. E così Renzi ha spazio per fare il proprio gioco: nell’interesse del Paese. È quando ti dicono così che devi guardarti le spalle!

Come il suo (per vero notevole, quanto a cinismo) imitatore Giggino-il-.puro-a-spese-altrui, che per occuparsi del Paese, fa del padre l’agnello sacrificale (e forse anche del resto della famiglia, poi vedremo) e parla d’altro. Che sarebbe pure giusto, visto la posizione che ha (in Italia l’istituto delle dimissioni è sconosciuto, anzi le dimissioni sono considerate un reato) e visti i problemi di cui si dovrebbe occupare … se sapesse farlo.
Eh sì, perché, lo si voglia o no, ha inanellato (hanno inanellato, perché Salvini non è da meno, ma, molto più furbo perfino di Giggino, parla sempre di altro e quindi sembra vincente, vedi il colpo di teatro di cui sopra) una serie invidiabile di fallimenti e di chiacchiere. A parte la ‘dignità’ che pare stia miseramente fallendo, e le urla scomposte al balcone, ha fatto solo pasticci o cose ovvie come l’ILVA e il TAP (è vero che, poverino, c’ha pure Toninelli che una ne fa e dieci ne pensa!) e sorvolo sul ‘Navigator’, mentre boccia i soldi per le vittime collateralidel femminicidio, ma ora ha il problema di mascherare il fatto che di fronte alle Istituzioni europee (cioè a noi), che loro chiamano Europa (per darci l’impressione che sia cosa di altri), deve arretrare a rotta di collo e non vuole farlo. E sorvolo sulle ridicolaggini della legge di bilancio, dove i due mettono una super-tassa sulle auto, ma Salvini ci ripensa (o ‘la scopre’) e la blocca, prima ma poi d’accordo con Di Maio, che ce l’ha messa (o è stata la solita manina?) … ci ridono dietro da tutto il mondo!
E allora che ti fa? ma in realtà lo fanno entrambi: scarica sulle spalle del bel Conte la gestione del problema, e Conte (che non può essere da meno) dice sicuro di sé che farà sfracelli. Con un metodo che più ambiguo e sciocco non si può: da un lato si approva la legge finanziaria con il 2.4 di sforamento, -per dire ‘siamo machi noi!’-; dall’altro Conte va a Bruxelles a fare qualche baciamano (in materia è maestro, bisogna riconoscerlo!) e a negoziare di fatto uno smantellamento delle due cose folli che vogliono fare: reddito di cittadinanza e quota 100. Attraverso una posticipazione dei tempi tale da non superare quel famoso limite. Una cosa che nemmeno i democristiani di un tempo!

Ciò, però, che è tutto da vedere è se le Istituzioni europee accetteranno di fare finta di non capire. In realtà, potrebbe convenire a Bruxelles di farlo: eviterebbero l’ennesimo scontro con l’Italia e la ‘scocciatura’ di doverci sanzionare.
Ma, c’è un ‘ma’, un piccolo enorme ‘ma’, sul quale solo un accenno perché vedremo. Ma dunque: l’Italia non è solocontroBruxelles, ma è riuscita (per la genialità dei nostri due ducetti) a mettersi contro17 su 18 Paesi dell’Euro, anzi, ‘contro’ 26 dei 27 Paesi dell’Europa. Un capolavoro politico diplomatico, portato a compimento dalla citata ‘grida’ di Salvini. E quindi la domanda diventa: e se quei 26 decidessero che ne hanno abbastanza e quindi ci andassero giù duro, non accettando di essere presi per fessi neanche dal bel professore di diritto, noi che facciamo?
Attenti, perché qui torna il cinismo, ho parlato di cinismo dal primo rigo. Attenti, ripeto, perché il gioco potrebbe essere iltopdel cinismo: da qui a maggio (elezioni) ci sono sei mesi; in sei mesi si riesce a ‘tenere in mano’, rallentare, sopire, prendere tempo, e intanto sbraitare in Italia su quello che hanno fatto e faranno alla faccia dell’Europa … poi, ad elezioni fatte, e magari vinte (vedremo se gli italiani saranno così … disponibili), intanto si sarà preso tanto altro potere! e … si vedrà: andando magari a nuove elezioni in Italia, e poi chi vivrà vedrà. No?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.