giovedì, Gennaio 27

Salvini prova a rifondare il centrodestra field_506ff510725be

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Sulle Riforme costituzionali il leghista Roberto Calderoli minaccia Renzi che ieri aveva irriso le opposizioni sul tema dell’abolizione del Senato elettivo. Anche FI per bocca di Giovanni Toti apre al ddl Boschi, ma solo in cambio di «alcune modifiche». Il grillino Nicola Morra commenta: sulle Riforme il Pd «più che tigna ha la faccia tosta». Intanto, Matteo Salvini fiuta aria di urne anticipate causate proprio dallo stallo sulle suddette Riforme, e presenta un programma in 6 punti allo scopo di rimettere in piedi il centrodestra insieme a Silvio Berlusconi che, ufficiosamente, fa sapere di gradire l’iniziativa. Da segnalare anche la sgradevole polemica del leader leghista con Renzi sulle «vite umane da salvare con i soldi altrui»: inumano il primo e pretescamente ipocrita il secondo.

Riflettori accesi, anche sulla messa di suffragio di Vittorio Casamonica, officiata nella parrocchia romana di Casal Morena alla presenza di più ‘sbirri’ che ‘zingari’. Troppo tardi per cercare di scrollare di dosso da Roma l’appellativo di Mafia Capitale dopo la figura da Fracchia la belva umana rimediata dalle forze dell’ordine durante e dopo il funerale del ‘padrino’ della famiglia sinti, con in testa il prefetto Franco ‘Lino Banfi’ Gabrielli. Il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro dice Si alle Grandi Navi in Laguna e No al Gay Pride. Polemiche e consensi dopo l’intervento di Mattia Fantinati (M5S) a casa del ‘nemico’ ciellino: «Sono qui per denunciare come Comunione e Liberazione, la più potente lobby italiana, abbia trasformato l’esperienza spirituale morale, in un paravento di interessi personali, finalizzati sempre e comunque a denaro e potere».

 

 

L’intervento di Fantinati era stato preceduto da polemiche, già rimproverato nei giorni scorsi per la presenza nel «covo di Cl», come scritto da un attivista grillino. I malumori della base degli iscritti al Movimento 5 Stelle riguardano soprattutto il mancato avvertimento dell’appuntamento, ci si chiede se sia arrivato il via libera dai vertici. Ad ogni modo stupore diffuso nell’elettorato, che chiederà spiegazioni a Fantinati. «Noi siamo pronti a governare e quindi dobbiamo confrontarci con tutti», spiega Fantinati oggi ai cronisti, «hanno invitato il M5S a dire la propria, come lo facciamo in Parlamento e nel Paese lo facciamo anche qui». Nessuna frattura reale, quindi, «siamo un gruppo coeso e forte. Ho ricevuto un invito, ne abbiamo parlato e sono venuto. La nostra idea sul meeting non è cambiata».

E in vista della chiusura, la Presidente della Fondazione Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, Emilia Guarnieri, traccia un bilancio della manifestazione «assolutamente positivo. Dal punto di vista del centramento del tema, delle presenze e dell’incontro tra pubblico e ospiti abbiamo superato le nostre aspettative». Anche per quanto concerne la presenza di ieri del Premier Matteo Renzi. «Abbiamo sempre tenuto molto al rapporto con le istituzioni, quando ci incontriamo in una responsabilità come quella del Presidente Renzi ci pare una cosa assolutamente positiva».

L’Esecutivo renziano, alla continua e disperata ricerca di consensi (e di voti in Senato vista l’esiguità del soccorso verdiniano) decide di puntare tutto sull’arma propagandistica di un allettante taglio delle tasse. E quale pubblicità migliore della cancellazione di Imu e Tasi sulla casa promesso per l’ennesima volta da Matteo Renzi durante il Meeting di CL? L’italiano medio, si sa, sarebbe disposto a vivere anche ad Hiroshima dopo l’esplosione nucleare pur di sganciare un solo euro in meno agli odiati Palazzi romani. Per questo, oggi, le eminenze grigie del renzismo, Graziano Delrio e Pier Carlo Padoan, hanno rilanciato sul tema tasse. Peccato che, al contrario di quanto più volte affermato dal Premier, l’abolizione della gabella sulla prima abitazione non rappresenti affatto una riforma ‘di sinistra’. A spiegarcelo ci pensa niente di meno che Francesco Boccia, antirenziano centrista del Pd. «Con il taglio dell’imposta sulla prima casa», dice a ‘La Stampa’ Boccia che non può di certo essere considerato un ‘comunista’, «è bene anche sapere a cosa si va incontro: che se togliamo la tassa a tutti, chi ha una casa di maggior valore riceverà dallo Stato un vantaggio maggiore rispetto a chi è proprietario di una casa che vale meno, sarebbe stato meglio puntare su un taglio più redistributivo. Avrei iniziato da Ires, Irap e Irpef».

 

 

«Rida pure Renzi, che mamma Calderoli gli ha preparato non solo gli gnocchi, ma anche il secondo e il contorno. Ride bene chi ride ultimo. Spiace che il premier, al posto che considerare le volontà del Parlamento, la butti su una risata. Vedremo chi ride, in Parlamento». Così il Senatore del Carroccio Roberto Calderoli ha risposto oggi dai microfoni del ‘Gr1‘ alla battuta ciellina sganciata ieri dall’intrattenitore di Rignano allo scopo di dare una spinta decisiva alle impantanate riforme costituzionali, quella del Senato in primis. In questo modo, parlando in cagnesco, il padre della porcata battezzata da lui stesso Porcellum, cerca di far dimenticare ai mass media la sua infelice proposta di gettare al macero (insieme alle centinaia di alberi abbattuti per rimediare la carta necessaria) i 500mila emendamenti presentati dalla Lega contro il ddl Boschi in cambio della grazia per tale Antonio Monella (imprenditore dal grilletto facile condannato per aver fatto secco a fucilate un giovane ladro albanese in fuga dalla sua villa). Ma a sbattere la porta in faccia ai sogni di gloria calderoliani ci pensa a stretto giro di posta il renzianissimo, fu dalemiano, Nicola Latorre che, dalle disponibili colonne del ‘Corriere della Sera’ ribadisce «in punta di piedi» di avere «molti dubbi sul fatto che si possa riaprire la discussione sull’articolo 2 della riforma costituzionale (elezione diretta dei senatori ndr)».

Uno che, invece, sembra convinto che il Governo Renzi non mangerà il panettone è il capo dei lumbard Matteo Salvini. «Se non si inventano il quarto Esecutivo non eletto, l’anno prossimo si vota», afferma sicuro del fatto suo l’Altro Matteo intervistato da ‘Panorama’, «il Pd, dopo la caduta del Governo, sarà in macerie. E noi non possiamo fare più errori: serve l’unità del centrodestra». Si spiega così la proposta di un programma di coalizione lanciata oggi a Silvio Berlusconi con il quale, giura Salvini, «abbiamo già discusso più volte». A detta del ‘Ruspa’ non si tratta di «promesse mirabolanti, ma 6 punti concreti: flat-tax, abolizione degli studi di settore, via la legge Fornero, lotta all’immigrazione, famiglia tradizionale con apertura alle unioni civili. Solo sull’Europa dobbiamo accordarci». Certo, l’Europa, un piccolo particolare ma, fa niente, perché tanto in politica estera Berlusconi «batte Matteo Renzi dieci a zero. Sono il giorno e la notte».

Oggi è stato il giorno della sorvegliatissima messa di suffragio in memoria di Vittorio Casamonica. A guardare bene, anche le corone di fiori nascondevano lo sguardo vigile e acuto di un poliziotto, di un CC, di un agente Digos o di un Gdf, senza dimenticare Forestali e ‘pizzardoni’. Se messo a confronto con il vuoto istituzionale rappresentato dal sindaco da ‘Vacanze in America’ Ignazio Marino e dal prefetto Franco Gabrielli, precipitato nel ridicolo dopo le spettacolari esequie celebrate nella chiesa di Don Bosco, il capostipite del clan sinti romano fa la figura del vero ‘Re di Roma’. A spargere altro sale su questa commedia dell’assurdo romanesca ci pensa il neo assessore ai Trasporti Stefano Esposito, fermamente convinto che «a Roma non c’è nessun vuoto di potere, c’è sempre un vicesindaco, ci sono dei turni. Altro che sede vacante». Peccato che, mentre ‘Christian De Sica’ Marino se la spassava negli States, nella Capitale d’Italia sia andata in scena una manifestazione di potere mafioso (così dicono gli inquirenti) degno della Chicago anni ’20. Ma per Esposito tout est pardonne alla distratta amministrazione capitolina che non deve assolutamente essere sciolta per infiltrazioni mafiose (domani l’attesa relazione di Angelino Alfano) e che, anzi, necessita di più «risorse, specie per il Giubileo». Soldi regalati agli amici degli amici, come nel caso della Tav Torino-Lione, spreco miliardario di denari guarda caso auspicato dallo spendaccione Esposito.

 

 

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