martedì, Agosto 3

Salvini prova a rifondare il centrodestra field_506ff510725be

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Dopo la solenne ubriacatura di renzismo al Meeting di Comunione e Liberazione, o, se preferite, la sbornia di ciellismo a cui il rientrante dalle ferie Matteo Renzi si è sottoposto volontariamente per amore del Potere, oggi la sonnolenta politica agostana riprende i suoi consueti ritmi ‘messicani’, scossa solo dai rumors su possibili elezioni anticipate in primavera. Il Premier, evidentemente nervoso perché privo dei numeri in Senato sulle Riforme e anche contestato a L’Aquila, scivola su una infelice battuta contro i contestatori definiti «tifosi del Teramo in serie D». Ma la polemica si sgonfia quasi subito.
La mattinata la apre il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio che, tanto per tenere alta l’attenzione mediatica, conferma spudoratamente, seguito a ruota dal Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, la ‘fattibilità’ dell’abolizione di Imu e Tasi promessa ieri dal Presidente del Consiglio in quel di Rimini durante il suo intervento quasi da campagna elettorale.

La questione tasse sembra essere un nodo fondamentale, specialmente dopo l’annuncio di Renzi della volontà di abolire Imu e Tasi il prossimo anno. «Abbattere le tasse è una cosa che va fatta, va nella riduzione giusta. Ma va di pari passo con la riduzione delle spese, solo così una riduzione è credibile e permanente», afferma Padoan. Gli effetti saranno positivi su «chi ne beneficia se non ne vengono aggiunte altre». Sennò, «se la finanza pubblica non è sostenibile il Paese non è credibile, si ha una risposta negativa dei mercati, che ci fanno pagare per lo stesso debito interessi più alti, e le istituzioni non si fidano». Non solo bilancio, a preoccupare c’è anche la crescita, «non siamo soddisfatti di una crescita di zero virgola, ma la crescita è la cosa più complicata da capire, soprattutto in Italia». A tenerla bassa sono «un insieme di fattori che risalgono al passato. Oggi la crescita richiede sia un intervento macro che micro». A fare da traino potranno essere gli «investimenti privati, cercheremo di rendere più facile la vita a chi decide di rischiare, questo è il compito della politica economica di un Governo».
«Le parole del Ministro Padoan costituiscono un sollievo per il futuro del Paese e certificano il lavoro svolto sinora dal Governo in termini di riforme strutturali, nel quadro di un approccio che, senza dubbio, ha contribuito ad iniettare nuovi margini di flessibilità utili a rilanciare la nostra economia», commenta il deputato del Partito Democratico Matteo Colaninno. Meno rosea la visione della Federconsumatori-Adusfeb, «i dati che certificano la crescita del Pil allo zero virgola, la disoccupazione generale al 12,7% e quella giovanile al 44,3%, l’inflazione al minimo, ci fanno dire che se si proseguirà su questa strada il Paese non uscirà dalla crisi. Questi dati impongono mettere da parte ogni ottimismo», si legge in una nota. «Il Governo deve aprire gli occhi e avviare immediati provvedimenti attraverso un piano straordinario per il lavoro in grado di sfruttare questi elementi favorevoli, vero e proprio trampolino per il rilancio: ricerca e innovazione, sviluppo tecnologico, comunicazioni a rete e banda larga, messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio, infrastrutture utili al rilancio e qualificazione dell’offerta turistica».

Il Ministro Padoan è intervenuto anche  suk ruolo dell’Europa nello scacchiere internazionale, e ha affermato: «bisogna contare sulla crescita di paesi emergenti come Cina, Russia e Brasile, ma soprattutto su noi stessi. Oggi in Europa ci sono milioni di disoccupati, soprattutto giovani». L’Unione dovrebbe quindi «crescere per creare lavoro, modificando il modello di welfare». Al centro della politica economica interna, conferma Padoan, «fin dall’esordio c’è stato il mondo del lavoro: lavoratori e imprese, per il 2016 e gli anni successivi continueremo così». Sulla prossima legge di stabilità i ragionamenti saranno su «come immaginare facilitazioni fiscali e agevolazioni per il sud, tenendo presente che ci sarà una questione relativa ad aiuti di Stato, monitorata con grande attenzione dalla Commissione Europea».

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