sabato, Maggio 15

Salvini: le promesse, la realtà Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 56

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Tre giorni prima del voto politico nazionale del 4 marzo (2018): è giovedì 1, e Matteo Salvini diffonde un proprio video su ‘YouTube’. Assicura che dal giorno dopo le elezioni (ma proprio uno uno: il 5) toglierà le più antiche accise sulla benzina come quella per la guerra di Etiopia, la crisi di Suez, il disastro del Vajont… Piccolo particolare: in realtà non è vero che le paghiamo ancora per quegli eventi lontani; e poi fin dal 1995 quella sui carburanti e’ definita in modo unitario. In buona sostanza è una voce sola nel costo del carburante, il gettito che ne deriva finanzia il Bilancio statale nel suo complesso.

In ogni caso appena dopo il voto Salvini torna sull’argomento. E’ l’11 marzo e ribadisce: «Al primo Consiglio dei ministri, se ne avremo l’occasione, cancelleremo le sette accise sulla benzina che partono dal 1935: mi sembra un’operazione di verità. Perché pare che la guerra in Etiopia sia conclusa». E va bene, quella guerra (almeno quella) è effettivamente conclusa, ma anche quelle sette accise non esistono ormai più. Certo, la cancellazione è avvenuta nell’ultimo decennio dello scorso millennio, ma trattandosi di Italia un ritardo di ‘soli’ cinquanta-sessanta anni potremmo pure considerarlo un risultato positivo. In ogni caso una ventina d’anni fa (abbondanti) sono state eliminate dalla procedura di prelievo dalle tasche degli italiani e dai Bilanci dello Stato. Da tutti e tutto tranne che dalla testa di Salvini che ne fa gran lucro, ‘investendovi’ politicamente. Quella del 1935 (guerra d’Etiopia), poi, era stata cancellata addirittura dallo stesso Regime Fascista, nel 1936. Ma, indomito, Salvini è tornato, e torna ancora, più e più volte, sull’argomento, continuando a spacciare le proprie balle (in inglese: ‘Fake news’) che però tanto ‘autorevolmente’ propalate dal Vicepresidente del Consiglio divengono ‘conoscenza’ comune ed ennesimo motivo di rinfocolamento del discredito nei confronti dei precedenti Governi. (Tra cui, naturalmente, anche quelli di cui la sua compagine politica ha fatto autorevolmente parte, anche se ora Salvini ne sta facendo tutt’altra cosa). Le accise sulla benzina in realtà, come nota anche l’’Agenzia Italia nel suo prezioso lavoro di fact-checking, sono state accorpate oltre venti anni fa in un’unica cifra, all’interno della quale non si può risalire alla singola posta. E quindi di balla comunque si tratta, ma una balla più e più volte ripetuta, da ogni schermofoglioaltoparlante acquista un peso rilevante, e di quasi oggettività. In attesa di sbarcare su qualche trashshow pomeridiano o domenicale (o entrambi) in via di imminente ripresa. Divenendo a quel punto verità inconfutabile e superiore ai testi di Vecchio e Nuovo testamento, Corano e dintorni.

Benetto Croce agli Studenti universitari che andarono in delegazione a chiedergli come opporsi al fascismo rispose «Studiate, studiate, studiate». La stessa cosa che scriveva Ernesto Che Guevara alle proprie figlie alla vigilia dell’ultimo, ferale tentativo insurrezionalista in Sudamerica. Ecco, magari proprio studiare «è sconsigliato per chi non è abituato», però magari leggersi qualcosina anche occasionale a proposito di quello di cui si pontifica potrebbe non essere una pessima idea.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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