giovedì, ottobre 18

Salvini e Di Maio: loro ‘tirano dritto’ e vanno in guerra, a noi chiedono di pagare Tecnici disinformati, Istituzioni ‘cattive’, tutti gli altri hanno torto, loro ragione e sfidano il mondo intero, a noi chiedono di investire sulla loro follia

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Salvini e Di Maio tribuni in guerra, a spese degli italiani chiamati ai Bot people (non per dire, ma noi lo avevamo detto). Ma andiamo per ordine.
Due frasi, più una, fra le tante pronunciate in questi giorni dai nostri governanti, confesso, mi lasciano senza parole e estremamente preoccupato.
Luigi Di Maio: «se la Banca d’Italia non è d’accordo, si presenti alle elezioni», frase seguita (davvero incredibile, nemmeno Berlusconi!) da una telefonata di Dibba a Giovanni Floris (avete mai provato a telefonare a Floris e, nel caso avete avuto risposta?) in cui propone (leggi: minaccia) con toni violenti e urlati, proprio fisicamente urlati, di modificare lo stato della Banca d’Italia, cosa legittimissima, ma detto così e con quel tono, la frase è una minaccia nello stile di quelle fin qui dirette aitecnicidei vai Ministeri e Istituzioni, ieri rese ancora più esplicite da un furibondo violentissimo editoriale di Marco Travaglio, che, solo incidentalmente, dice il contrario di ciò che ha detto la sera prima Antonio Padellaro.

Non solo, perché il Ministro Giovanni Tria, zittito il giorno prima da Claudio Borghi (è un caso: il teorico dell’uscita dall’euro?) dice al Parlamento come farà a coprire le molte spese previste: 8.1 miliardi di maggiori entrate non meglio specificate, 6.9 di tagli, neanche essi specificati: non avete mai sentito impegni simili? e sorvolo sul fatto che contemporaneamente il Governo promette un condono fino a 200.000 euri? Sorvolo su «tifano per 400»: chi, perchè?
Tria, testuale: «il Governo ritiene opportuno confermare le previsioni contenute nella NaDef anche perché le previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio sono state pubblicate in tempi diversi e sulla base di informazioni parziali e obsolete alla luce delle scelte di politica economica del Governo». Cioè: l’Ufficio di cui sopra, un ente indipendente che ha il compito di valutare l’attendibilità del bilancio presentato dal Governo, senza vincolatività -sia chiaro-, non sa fare il suo lavoro e ha notizie vecchie e sbagliate … ma non è e dovrebbe essere il Governo a fornire i dati all’Ufficio? A parte che, se si tratta di un ente indipendente, non spetta al Governo giudicarne l’attendibilità, anzi, è una violazione della sua indipendenza … ma queste sono cose troppo difficili per i raffinati giuristi del Governo.

Il sedicente Ministro Danilo Toninelli, sempre molto concentrato su se stesso, afferma in pratica che è ben contento del fatto che il tunnel sotto il Brennero assorba tanto traffico. Giusto, e corretto vantarsene, solo che il tunnel non c’è … Lunardi non ha finito, forse. Ma, per non farsi mancare nulla, il suo decreto, scritto col cuore e con super-giuristi, viene affossato con molta durezza di motivazioni (un eccesso di poteri per il Commissario) da Raffaele Cantone, alla Commissione parlamentare. Attaccare i funzionari perché facciano ciò che vuole il Governo è sbagliato, sbagliatissimo; ma permettere che si dica in TV da parte di una Autoritàindipendenteciò che deve dire a chi di dovere è almeno altrettanto sbagliato, sbagliatissimo. Anche se, mi permetto di aggiungere, la ‘pubblicità’ delle sue opinioni dipendesse dal fatto che la Commissione parlamentare cui lo dice lavora in pubblico; anche in questo caso avrebbe dovuto chiedere prima la riservatezza, per evitare difficoltà nella gestione di una situazione delicatissima.
Se ognuno (a cominciare da Di Maio, sia chiaro) rispettasse il proprio ruolo, sarebbe molto meglio. Ciò non toglie che i rilievi sono gravi perché frutto proprio di ‘disattenzione’, a dir poco; meno male che è stato scritto da super giuristi, sotto il controllo del concentrato, ma anche e principalmente (ricordate?) del sedicente premier, giurista di vaglia, dice!

Nel frattempo, i due super Ministri (Di Maio e Salvini) dicono chenon arretrerannosulle loro proposte di bilancio neanche con i carri armati, come se si fosse in un conflitto, e non ci si trovasse semplicemente alle prese con proposte molto discutibili e contestate da tutti, … Paolo Savona incluso, nel merito, non negli obiettivi. Ho detto più volte che il professor Savona diceva e dice cose da leggere con attenzione e senza pregiudizi, e che non hanno nulla a che vedere con una proposta di uscita dall’euro e meno che mai dall’UE. Potevo sembrare, a dirlo già molti giorni fa (unico, credo, in questo Paese) un visionario o peggio, evidentemente così non era. Perché il duo perfetto si scaglia violentemente anche contro Savona, anzi in maniera beffarda, perché Savona è definito un tecnico che esprime opinioni personali! Ma non era un Ministro? Come ciò possa accadere è un mistero: la tecnica è oggettiva, almeno in parte, non soggettiva. Insomma, anche lui viene messo a tacere, come Tria, a cui tolgono addirittura il microfono. E come all’Ufficio parlamentare del Bilancio, che è definito sprezzantemente come solo una ‘accolita’ di ragionieri … si aspetta una reazione indignata dell’ordine dei ragionieri.

Come ho detto più volte in materia economica non capisco nulla, ma ribadisco solo un paio di cose che ho già detto, solo perché sono cose che inficiano la credibilità politica e sociale del bilancio, economia a parte.
Il reddito di cittadinanza, del quale assai poco e molto confusamente si sa, prevede versamenti solo perspese morali’. Inutile dire che la cosa è da ‘Stato etico’, il contrario dello Stato della nostra Costituzione. Ma la domanda è: come si concilia la moralità richiesta ai poveri (perché è a loro che si richiede, solo a loro, anzi la si impone!) con il condono, qualunque ne sia la cifra, ai, quanto meno, non poveri?

Come perfino l’isolatissimo Roberto Fico (non che si tratti di Metternich, per carità) ha cercato di spiegare, dire e fare, contemporaneamente (forse è solo un caso, ma non credo, o meglio, mi auguro che non sia stato un caso) alle perplessità di uno che a parlare male della UE ‘ci ha fatto una carriera’ (mi si permetta l’ironia) l’unica strada logica sarebbe quella non tanto di trattare con l’UE, quanto di mettere a posto i numeri. Trattare che significa? Non si tratta di avere il permesso di prendere un vasetto di marmellata in più, si tratta di discutere sul contenuto del bilancio per capire se e fino a che punto è sostenibile: questo è tutto, altro che trattare! Poi, se ci sono regole, che rendono difficile gestire il bilancio, si può discutere per cambiarle, ma sono due cose diverse e in tempi diversi.

Mi spiego, perché qui c’è un altro ‘trucco’, un trucco gravissimo, una -mi si consenta- una deliberata presa in giro, anzi, un inganno agli italiani, cui si sta facendo credere, con una campagna martellante e urlata di tweet, facbook ecc., che bisogna ribellarsi alla UE cattiva, alla Banca di Italia di pazzi, al FMI di imbecilli pagati da Soros, ecc., per affermare il proprio ‘diritto’.
Non solo, perché non mancano politici, o meglio politicanti, che insistono a ripetere la sciocchezza per cui la Commissione non essendo eletta dal popolo, non ha titolo a decidere. Ciò è falso, assolutamente falso e deliberatamente falso, Di Maio direbbe che è una fake news: la Commissione è approvata dal Parlamento su proposta dei Governi e i governi sono eletti, mi pare. Ma specialmente quelle decisioni, non sono adottate dalla Commissione, ma dal Consiglio, cioè dai capi di Governo e dai Ministri, tutti! E i Governi, mi pare, sono eletti, e il nostro Governo ha votato a favore di quelle decisioni a Giugno e a Luglio scorsi.

Tornando al ‘diritto’, non è così, assolutamente. Quale diritto, diritto a che? A sforare il bilancio, a indebitarsi ulteriormente, ma poi a che scopo? Questa manovra non produrrà vantaggi economici per gli italiani perché non è sostenibile, dato che, come tutti dicono, il rischio che le coperture trovate siano irrealizzabili è altissimo. Dico così deliberatamente: rischio. Rischio perché in certe cose non c’è, non può esserci, certezza. Parlare di riduzione delle spese che vuol dire? quali spese, quanto? L’esperienza insegna che, a consuntivo, le riduzioni spesso non ci sono o non in termini significativi, ma magari si finisce per sospendere, che so, il pagamento dell’accompagnamento … ai poveri (perché, signori miei, i ricchi fanno da sé). Meglio direprimacosa si riduce e come epoiquanto altro si spende, o sbaglio? Parlare di aumento delle entrate che vuol dire: maggiori tasse o ci vendiamo il Colosseo? Perché le maggiori entrate queste sono. Non a caso si parla di eliminazione di alcune detrazioni fiscali (come le medicine ad esempio) e simili, cioè aumento delle imposte. E tutto ciò si rivolta contro i poveri … i ricchi se le pagano le medicine da sé e vanno a farsi curare all’estero, i poveri no! E, poi, si aumentano le entrate, facendo un condono fiscale? Badate bene: il condono non è negativo solo per le minori entrate del condono, ma perché stimola molti altri a evaderle le tasse, e alla fine potrebbe accadere che il saldo sia … negativo. Ripeto, rischio: discutiamo con la UE se il rischio c’è o no; discutiamo, nontrattiamo’ né ‘combattiamo’!

Ma di ciò, io credo, il Governo è cosciente e perciò cerca di svicolare, parlando di trattative, che non fa, e di entità ostili, per ottenere che gli italiani sottoscrivano, patriotticamente, il debito pubblico italiano, magari attraverso i cosiddetti conti individuali di risparmio, dove uno compra titoli (molto poco sicuri) in cambio di non meglio identificati risparmi fiscali … fin tanto che quegli acquisti non vengano semplicemente imposti, e non sarebbe la prima volta. Ma poi, se la cosa non funziona, chi ha acquistato si trova carta straccia in manoi poveri, sempre i poveri, state tranquilli!

Tutto ciò perché, e lo ripeto chiaro assumendomene tutta la responsabilità, . Fanno propaganda e lanciano misure propagandistiche (demagogiche, per dirla chiara) per raccogliere la maggior quantità di voti possibile, al solo scopo di ‘regolare’ i conti tra di loro dopo le elezioni europee. Dove Salvini va con un pesante scacco, da recuperare, del quale furbamente nessuno gli chiede conto: la Marine Le Pen ha rifiutato di immaginare candidati comuni, è sovranista lei, e pensa agli interessi del proprio Paese, altro che accordarsi con Salvini. Sia come si vuole, ciò ha mostrato che Salvini è assai più isolato di quanto non dica e assai meno abile: si allea (lui) con Le Pen, Orban, Kurz, Seehofer, ecc. e questi lo ringraziano e gli sbattono la porta in faccia.

Non da meglio è Di Maio, che ha bisogno disperato di raccogliere molti voti con azioni demagogiche, ma non ha un progetto, non ha alleati, non ha obiettivi. Vuole solo il potere, quanto più possibile, per poi cercare di eliminare l’avversario e prendere tutto per sé. A mio parere si illude, il progetto è infantile e non credo che funzionerà, ma è molto pericoloso, perfino più di quello di Salvini, perché è un progetto illiberale, autoritario, da Stato etico, dove l’etica sia dettata da lui … o da Dibba, che, non a caso, rientra in campo sgomitando. Per fortuna, intanto, il sedicente premier convoca le aziende pubbliche, per chiedergli (ordinargli, alla Di Maio?) di assumere gente, così a caso?

Sì, lo riconosco, il finale che io intravedo è truculento come pochi; chi sa se non sia venuto il momento di cominciare a reagire … già chi? Il nuovo aspirante segretario del PD Boccia? Auguri.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.