sabato, novembre 17

Salvini – Di Maio come Trump: destinati a durare Perchè troppi sono gli 'appetiti' arretrati e l’opposizione è, di fatto, il miglior cemento alla precaria maggioranza che governa (si fa per dire), il Paese.

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Non ci credeva nessuno, alla vittoria di Donald Trump, alla possibilità che potesse mettere il suo spazzolino da denti nel bagno della Casa Bianca. Sguaiato, volgare, ‘scandaloso‘, chiacchierato, ricco di una ricchezza ‘malata’, frutto di ciniche speculazioni e di fallimenti manovrati (gli altri ricchi, chissà, il loro denaro profumava di lavanda?). Intanto Trump vinceva ed eliminava, uno dietro l’altro, tutti i concorrenti repubblicani, e contro il partito stesso, conquistava la nomination. Intanto giornali e televisioni gli sparavano tiro alzo zero: nulla gli veniva risparmiato, tutto gli veniva contestato. Ad ogni bordata, per paradosso, cresceva il consenso. Ogni smargiassata erano voti… Ma l’establishment di Washington e i centri di potere reale a New York e in California, sicuri, con punte di arroganza: non ce la farà mai. Hillary Clinton è forte, capace, ha esperienza, amata…Lei vincerà, trionferà, passerà alla storia come la prima donna Presidente. Wall Street e Hollywood, la gente che piace e che conta: tutti con lei. E invece no:  quell’America di cui nessuno parla e di cui in pochi si occupano, Hillary Clinton non la potevano vedere. Sì: diTrump sapevano bene tutto; e nonostante questo, forse proprio per questo, lo preferivano alla Clinton, e lo votavano.

E’ andata come sappiamo. Trump ogni giorno combina qualche pasticcio; si gingilla con tweet; licenzia i suoi Ministri come se fosse ancora in TV a condurre ‘The Apprentice’; ‘You’re fired’ è la sua parola d’ordine…Fa di tutto e fa di più; e per quanto Wall Street e Hollywood, l’establishment americano e internazionale siano oltremodo stomacati, Trump rischia seriamente di vincere un secondo mandato. Ha un solo vero avversario, per ora: gli anni, ha 72 primavere. Ma nonostante si nutra di cheesburger e junkie food appare sano come un pesce e i democratici ancora appaiono sotto choc. Forse un candidato credibile da opporre aTrump prima o poi finiranno col trovarlo. Forse sarà Trump a darsi una letale zappata sul piede. Forse.

Perché questo lungo preambolo, caro lettore? Perché ora prova a sostituire gli Stati Uniti e mettici l’Italia, a questo raccontino. Al posto di Trump mettici il capo della Lega Matteo Salvini e i tre moschettieri del Movimento 5 StelleBeppe GrilloDavide Casaleggio, Luigi Di Maio. Anche loro dipinti come brutti-sporchi-cattivi; anche loro considerati sentina e ricettacolo di ogni italico difetto e magagna. Anche loro arruffoni, ignoranti, incapaci… I centri di potere reale li guardavano con diffidenza e sufficienza; la gente che piace li ha scomunicati; anatemi da parte di tutti… Al tempo stesso, e forse proprio per questo, il pieno di voti e di consensi; proprio per questo eccoli vice-presidenti del Consiglio, Di Maio e Salvini; uno per di più ministro del Lavoro, l’altro dell’Interno. E sono loro a comandare, a spartirsi le fette maggiori di circa 350 torte che tante sono le nomine  che i loro sherpa contrattano e spartiscono: potere vero perché poco visibile e quasi occulto; potere quasi occulto e poco visibile, perché vero.

E non è che gli elettori non sappiano chi sono, cosa hanno fatto e vogliono fare Di Maio e Salvini. Lo si sa benissimo, di loro non si ignora nulla. Proprio per questo li si vota e si ha fiducia in loro. Può spiacere, ma così è. Peraltro, il potere reale, l’establishment ha ormai compreso che al di là delle parole, Lega e M5S non sono un pericolo per gliaffaridi sempre. Certi equilibri, certi ‘patti’ non verranno meno, il ‘vecchio’ e il ‘nuovo’ possono benissimo convivere, come da tempo immemorabile hanno saputo ‘intendersi’. Il simbolo nazionale del Paese (ma poi: della sola Italia?), potrebbe benissimo essere il camaleonte.

Il Governo Salvimaio ogni giorno litiga per qualcosa; con gli avversari politici, e questo appartiene alla normale dialettica Governo-maggioranza- opposizione; ma dal momento che l’opposizione al Governo Lega-M5S è costituita da due partiti (Partito Democratico e Forza Italia), anemici, avvitati su se stessi, incapaci di elaborare anche una semplice tattica di sopravvivenza, ecco che leghisti e grillini spesso e volentieri se le suonano reciprocamente di santa ragione. Un tasso di litigiosità e una sostanziale incapacità di tradurre in concreta proposta politica le tante promesse fatte in campagna elettorale, dovrebbero essere il miglior viatico per l’opposizione. Ma come s’è detto, l’opposizione è qualcosa di evanescente e impalpabile. Si dice che ci sia; dove sia e cosa faccia nessuno lo sa bene. L’opposizione è, di fatto, il miglior cemento alla precaria maggioranza che governa (si fa per dire), il Paese.

Silvio Berlusconi vaticina vita breve per il Governo. E’ possibile, al contrario, che il Salvimaio duri assai più di quanto si creda. Perché troppi sono gliappetitiarretrati; e i commensali, una volta conquistato l’agognato posto a tavola, lo abbandoneranno solo quando saranno satolli. Una conferma viene dalla Romagna, un tempo cuore pulsante e orgoglioso feudo rosso-verde: da intendere, il ‘rosso’ come adesione al PCI, e il ‘verde’ per la radicata tradizione repubblicana, anzi: mazziniana.
Ora, pur restando in mani piddine moltissime delle leve di potere, molti cuori della rosso-verde Emilia Romagna battono per Di Maio e Salvini. La folla che ha raggiunto il ‘capitano’ alla festa della Lega a Cervia, non era costituita da rari sfaccendati curiosi.
«Lo scorso anno mi avevate chiesto di mandare a casa Renzi e il suo Governo e ho mantenuto la promessa: questi il Governo non lo vedono più per trent’anni», promette Salvini al suo popolo adorante. Poi, intervistato dal vicedirettore del tg1 Gennaro Sangiuliano, eccolo snocciolare i suoi cavalli di battaglia: legittima difesa, immigrazione («Non ci sono bianchi, neri, gialli, ma solo persone per bene e delinquenti. Sono per un’immigrazione limitata, controllata e qualificata»), legge Fornero («Da smontare pezzo per pezzo»), recupero del criterio del merito, riduzione delle tasse e spesa.
Salvini promette: «Vi chiedo di starmi vicino, se mi date mandato non mollo di un millimetro. Tiro dritto». Caro lettore, quale che sia la tua opinione, e quale che sia stato il tuo voto, e sarà la prossima volta, un errore non commettere: non prendere Di Maio e Salvini sottogamba: forse non sanno quello che dicono; ma quello che dicono, lo vogliono fare. E il loro Governo è destinato a durare.

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