domenica, Maggio 9

Salva banche: trema la poltrona della Boschi

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I capigruppo del M5S Davide Crippa e Mario Giarrusso, insieme ai deputati Alessandro Di Battista e Alessio Villarosa, hanno presentato nella sala stampa della Camera la mozione di sfiducia preparata contro il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi per il ‘coinvolgimento personale e familiare’, si legge sulle Agenzie, ‘nelle vicende della Banca popolare Etruria e Lazio nonché in relazione ai recenti provvedimenti che hanno interessato l’istituto di credito’. Orientati a votare insieme ai grillini, ma col beneficio del dubbio, sembrano Lega, FI e Sel. Nella polemica sul decreto Salva banche interviene Renata Polverini di FI che spara a zero sull’intero sistema del credito perché, a suo dire, «nel contratto dei bancari una parte rilevante delle remunerazioni è legata alle performance dei singoli operatori e questo ovviamente spinge a vendere più prodotti possibili, compresi quelli ‘spazzatura’». Secondo la ex presidente della Regione Lazio esiste, dunque, «una sorta di incentivo ad ingannare». Il leader di SI Stefano Fassina chiede invece al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan di riferire su quello che bolla come «oggettivo conflitto di interessi del governo sulle banche».

Il patto del Nazareno declinato in francese, ovvero il ticket elettorale tra il centrodestra di Nicolas Sarkozy e i socialisti di Francois Hollande, è riuscito nell’impresa di respingere l’assalto alle urne del Front National di Marine Le Pen. Come accadde in Italia nel 2013 con il governo Letta-Berlusconi (poi divenuto Renzi-Alfano) formato appositamente per disinnescare il M5S. Le reazioni del mondo politico italiano si polarizzano tra l’esultanza del ‘Sistema’ e lo sconforto della destra e della Lega di Matteo Salvini. Sugli scudi anche il centrodestra cosiddetto ‘moderato’ (vedi Maurizio Sacconi di Ncd e alcune frange di Forza Italia) che non vuole morire salviniano.

Dopo dieci giorni di ferie supplementari per i deputati, oggi pomeriggio il Parlamento è tornato a riunirsi in seduta comune per la 30esima volta con l’obiettivo di eleggere i tre giudici vacanti della Corte Costituzionale. Niente da fare anche questa volta però. L’accordo tra le forze politiche è ancora in alto mare e così, già dal mattino, si viene a sapere che il Pd (seguito a ruota da Area Popolare) ha dato indicazione ai suoi parlamentari di votare scheda bianca. Stesso spartito suonato anche dagli ‘onorevoli’ di Forza Italia. Adesso i signori della casta dovranno votare a oltranza ogni sera al termine dei lavori di Montecitorio con il rischio, solo teorico, di rovinarsi le feste natalizie. Uno «stallo indegno che logora il parlamento», commenta la presidente della Camera Laura Boldrini.

Alla bella, brava, intelligente e, soprattutto, ‘perbene’ come il padre, Maria Elena Boschi non è bastato il caloroso applauso con cui sabato scorso è stata accolta dal ‘popolo della Leopolda’. L’ansia e la rabbia per il caso Salva banche traspariva chiaramente anche dalla voce insolitamente nervosa del premier Matteo Renzi, intervenuto ieri alla chiusura della festa fiorentina del renzismo, giunta, forse, alla sua ultima edizione per mancanza di idee e pubblico. Oggi è arrivata, infatti, la conferma della presentazione della già annunciata mozione di sfiducia del M5S contro il ministro aretino per un lapalissiano conflitto di interessi (far parte del governo che ha salvato la banca del paparino per decreto lasciando in mutande migliaia di risparmiatori). All’appello pentastellato risponde Stefano Fassina, leader di Sinistra Italiana: «Valuteremo e mi pare che siamo orientati verso l’accoglimento di quelle che sono le istanze indicate dalla mozione».

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