giovedì, 9 Febbraio
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Sale alta la protesta

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Bangkok – Prima di riprendere a parlare, il Premier (ma Generale dell’Esercito nella sua più intima essenza) Prayuth Chan-o-cha , apparentemente serafico ha chiesto guardandosi in giro: «C’è qualcun altro che vuole protestare». Pochi attimi prima, cinque studenti della Khon Kaen University avevano inscenato una coraggiosa protesta basata su gesti anti-colpo di stato prima di essere scortati di peso fuori dagli occhi dei presenti nella giornata di ieri.
Prayuth stava facendo visita nella Provincia di Khon Kaen per verificare di persona lo stato delle cose riguardanti la siccità, stava parlando al pubblico convenuto quando cinque ragazzi hanno mostrato una t-shirt nera con la scritta bianca ‘No colpo di stato’ e facendo gesti con una mimica che veicolava lo stesso messaggio delle magliette indossate. Il Premier è apparso alquanto imperturbato dalla cosa mentre diceva «Va tutto bene, non hanno capito» e ha suggerito loro di rivolgersi al Centro Damrongtham che è stato istituito proprio per raccogliere proteste e lagnanze provenienti dall’utenza pubblica. Infatti, i cinque ragazzi sono stati poi condotti in un campo militare per la registrazione ufficiale delle loro proteste.
Si tratta di membri del Gruppo Dao Din, una organizzazione non governativa operativa nella regione Nord Est del Paese.
Prayuth è poi ripartito nel pomeriggio, sempre allo scopo di verificare lo stato della siccità ma in una zona differente, cioé nella Provincia Kalasin.
La cosa apparentemente leggera e frivola, in realtà cerca di paludare un malessere crescente in Thailandia nei confronti della Giunta militare che sembra aver fatto –in modo non vistoso- una scelta di campo tra gli schieramenti dei “Rossi” e dei “Gialli” a favore dei secondi, affermano gli osservatori  della Thailandia: non a caso la protesta di ieri si è svolta nel Nord Est, una zona notoriamente vicina allo schieramento più “popolare” dei Rossi ed alla Famiglia Shinawatra che già dai tempi di Thaksin (e successivamente attraverso la sorella Yingluck) ha conquistato le urne nel corso di elezioni democratiche correttamente condotte e sotto gli occhi degli osservatori internazionali.
Nel mondo thailandese quelli che più subiscono censure e restrizioni sono le Università, non a caso è in atto una vera e propria fuga strisciante nelle file della classe docente accademica.
Gli Stati Uniti sono diventati di fatto il Paradiso dei rifugiati politici che si oppongono al colpo di stato militare della Giunta guidata dal Generale Prayuth Chan-o-cha, in special modo per gli accademici che con Yukti Mukdawijitra, un antropologo della Thammasat University tra gli ultimi in ordine di partenza, hanno denunciato la pressione attuata su di loro dai militari in Thailandia, una pressione che ha motivato la loro fuga negli Stati Uniti. Agli inizi di questa settimana, Yukti è apparso in pubblico con Pitch Pongsawat, uno scienziato politico presso la Chulalongkorn University  ed un altro accademico anti-colpo di stato, che pare sia stato visto alla Harvard University Harvard-Yenching Institute in un anno sabbatico, a causa delle sue forti critiche nei confronti della giunta militare veicolate nel corso di una video intervista.

 

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