lunedì, Settembre 20

Saldi in tempo di crisi field_506ffb1d3dbe2

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SALDI NEGOZI MILANO

Il prossimo 4 gennaio inizieranno i saldi invernali. I primi saldi stagionali 2014. In tutto il Paese – con la sola eccezione di Campania e Sardegna -, tutti gli esercizi commerciali insieme, tutti secondo regole ferree, una burocrazia decisamente farraginosa, e quando tutti i consumatori avranno già il conto corrente alleggerito dalle spese per le festività oramai terminate. Da anni, infatti, il problema ritorna ad ogni vigilia di saldi stagionali: perché non liberalizzare i saldi? E magari farli coincidere con i periodi che precedono le feste che spingono il consumatore a maggiori acquisti?

Qualcosa in questa direzione si sta sperimentando.

File chilometriche, shopping sfrenato, risse e fiumi di persone riversate nelle strade – sarà così, nei limiti del consentito dalla crisi – dal prossimo 4 gennaio. Non è stato questo, invece, lo scenario che si è presentato a Roma e a Milano lo scorso 30 novembre in occasione del Black Saturday, che prende spunto dal tradizionale Balck Friday che ogni anno, nelle metropoli statunitensi, dà il via alla stagione dei saldi con vendite promozionali e sconti che arrivano anche al 50 e al 70%. La giornata di follia che ogni anno si ripete negli Usa, è stata emulata anche in Italia, in due centri di eccellenza, capitali italiane dello shopping e sedi di grandissimi centri appartenenti a catene nazionali e internazionali. L’esperimento, provato negli anni scorsi a Padova, è stato promosso dal comitato Casper Assoutenti, dal Codacons, dal Movimento per la difesa dei cittadini e dalla Confconsumatori di Roma e di Milano per permettere a migliaia di persone di effettuare i regali natalizi usufruendo di sconti d’eccezione prima dell’inizio ufficiale dei saldi di fine stagione, la cui data sembra essere fissata al 4 gennaio.

L’iniziativa, voluta dai commercianti di Roma e Milano, ha rappresentato un’anticipazione del periodo dei saldi, con sconti sulle merci esposte che potevano arrivare fino al 50%, per dare modo ai consumatori, almeno per un giorno, di poter acquistare regali e prodotti non essenziali in un periodo di crisi economica che sta mettendo a dura prova il commercio italiano e le tasche dei cittadini. “Non si tratta di un’iniziativa originale” spiega Antonio Longo, presidente del Movimento per la difesa dei cittadini “piuttosto di un’emulazione di una tradizione americana. Abbiamo lanciato l’iniziativa, di concerto con altre associazioni, partendo dal presupposto che il livello di consumo è andato abbattendosi nel nostro Paese, in particolare nel Centro Sud e nelle grandi città. Visto che in altri Paesi europei iniziative del genere avevano avuto successo, abbiamo chiesto alle grandi reti commerciali e ai negozi che sotto Natale hanno maggiori vendite, di applicare sconti straordinari per un solo giorno per andare incontro alle famiglie che in questo momento faticano ad arrivare a fine mese”.

L’iniziativa ha riscosso, effettivamente, un grande successo, nonostante sia stata poco promossa nei giorni precedenti, in cui non c’era neanche la sicurezza che venisse realizzata. Se, infatti, da una parte c’è stata la risposta entusiasta di alcuni commercianti, dall’altra gli organizzatori non si ritengono del tutto soddisfatti del coinvolgimento delle catene. “La risposta da parte dei commercianti” racconta Longo “non è stata entusiasmante e all’altezza delle attese. È mancata, soprattutto, la risposta da parte delle grandi reti commerciali come Ikea e grandi supermercati. È vero anche, che in questo periodo già si stanno anticipando quelli che poi saranno i veri e propri saldi e in molti stanno già facendo vendite straordinarie sotto Natale. Pensiamo comunque di aver ottenuto un buon risultato e crediamo che da Roma e Milano siano arrivati segnali importanti”. 

Il Black Saturday è un’iniziativa che non fa solo bene alle tasche dei consumatori in tempi di crisi, ma ha dei vantaggi anche per i commercianti, che hanno l’occasione di alleggerire le scorte in magazzino, farsi conoscere e fidelizzare la propria clientela. “Per il commercio” spiega Longo “in un periodo di calo dei consumi tenere la merce in magazzino non ha senso e, talvolta, rappresenta un costo. Riattivare il circuito degli acquisti significa anche alleggerire i magazzini e in queste occasioni vengono rimessi in commercio prodotti che normalmente si vendono meno o che non vengono venduti più”. Iniziative di questo tipo, quindi, hanno un vantaggio diretto per i commercianti nel breve periodo, perché consentono loro di liberare i magazzini dalle scorte invendute, ma hanno dei vantaggi anche nel medio-lungo periodo. “La rete commerciale” aggiunge Longo “ha il vantaggio di creare nuovo interesse per la propria proposta commerciale. Pensiamo a un piccolo centro di provincia che applica per un giorno, fuori dai saldi, sconti d’eccezione. Se i cittadini delle zone limitrofe sanno che ci saranno degli sconti consistenti si sposteranno per quel giorno in quel centro e i commercianti potranno farsi conoscere e acquisire clienti che prima non avevano. Un po’ come accade per gli outlet, che richiamano l’attenzione dei consumatori delle zone limitrofe. Se una rete commerciale o anche un singolo esercizio lancia iniziative del genere una volta all’anno diventa un punto di riferimento per la clientela. Ovviamente si tratta di iniziative che devono essere promosse, magari su stampa gratuita di grande diffusione”.

Organizzare il Black Saturday in città come Roma e Milano non è sicuramente semplice, soprattutto quando si tratta di coinvolgere i commercianti, che sono moltissimi, diversi e dislocati su superfici enormi. Cosa succederebbe se un’iniziativa del genere fosse replicata in un piccolo centro di 40 o 70 mila abitanti? Sarebbe un flop, oppure, potrebbe portare vantaggi a consumatori e commercianti? Secondo il presidente del Movimento per la difesa del cittadino “c’è un forte impatto di emulazione. Chi ha sentito parlare di questo progetto può provare ad emularlo in centri più piccoli. Sarebbe importante realizzare progetti di questo tipo nei piccoli centri, perché in occasione del Natale c’è sempre più la tendenza a spostarsi nelle grandi città per fare i propri acquisti. Se ci fossero iniziative come il Black Saturday anche nelle piccole città, si potrebbe sostenere il rilancio dell’economia reale di questi centri, garantendo l’acquisto di prodotti di buona qualità a prezzi scontati”.

Il Black Saturday, tuttavia, non deve rappresentare un’eccellenza circoscritta e fine a se stessa, ma deve essere considerata nell’ambito delle iniziative per sostenere i commercianti e i consumatori e per contribuire al rilancio dell’economia reale del Paese, basata sullo scambio di beni e servizi. Oltre a questa iniziativa, come spiega Antonio Longo, ce ne sono altre, “come il tradizionale 3X2 o le vendite sottocosto, che ogni anno si ripetono. Esistono anche le vendite rateizzate, ma su queste bisogna stare attenti, perché i tassi di interesse solitamente sono alti”. Ciò che, più di ogni altra cosa è fondamentale per rilanciare l’economia e il commercio nel nostro Paese è “un recupero della fiducia da parte dei cittadini verso la situazione economica generale. Le ultime rilevazioni dell’Istat segnano un leggero recupero, dopo tre anni di calo, della fiducia dei consumatori nella ripresa economica”.

Il Presidente del Movimento per la difesa dei cittadini si dice ottimista anche in vista del periodo di shopping natalizio.Crediamo”, spiega Longo “che questo Natale possa portare un leggero miglioramento nel commercio. Da una parte la ripresa della fiducia generale e dall’altra il dato non più eccessivamente negativo della fatturazione, insieme a provvedimenti che negli ultimi mesi hanno portato a un leggero incremento del potere di acquisto di alcune fasce sociali, ci fanno sperare che si possa tirare una riga ai dati negativi degli ultimi anni e vedere una ripresa delle vendite stimabile tra il 5 e il 10%”.

Ma chi sono realmente i veri beneficiari dei saldi? Ne abbiamo parlato con un esperto, l’avvocato Silvio Boccalatte, membro dell’Executive Team nell’istituto Bruno Leoni.

Cosa pensa dell’iniziativa del black saturday?
E’ un’iniziativa che può servire a far comprendere ancora meglio come la normativa sui saldi sia sciocca e controproducente: tutti devono poter essere liberi di praticare i prezzi che vogliono quando vogliono

Quali sono i vincoli che gli esercenti devono affrontare per applicare i saldi?
Moltissimi: devono ottemperare alle normative regionali, che stabiliscono tempistiche e modalità, e poi devono seguire rigorosamente le regole dettate dai comuni, che, di solito, possono integrare la disciplina e devono svolgere tutti gli inerenti compiti  amministrativi e autorizzativi

La liberalizzazione dei saldi a chi giova?
Letteralmente a tutti: i consumatori possono avere una gamma più vasta di scelta entro la quale muoversi e i commercianti sono liberi di praticare la politica dei prezzi che preferiscono. Ma, in particolare, è la collettività che guadagnerebbe dalla completa liberalizzazione dei saldi, anzi, dalla vera e propria abrogazione di tutta la disciplina inerente le vendite stagionali: le norme che vincolano i prezzi e limitano gli sconti manipolano il mercato, impedendo che la concorrenza faccia emergere i negozi che riescono a vendere la merce migliore al prezzo più conveniente. Insomma: eliminare i saldi significa aiutare la ripresa del commercio di qualità in Italia.

Che vantaggi hanno i saldi per gli esercenti?
Apparentemente permettono di liberare i magazzini dalla rimanenze, di fatto i saldi sono solo un sistema per evitare che i commercianti pratichino ribassi quando vogliono magari innescando un qualche ribasso dei prezzi dei beni di consumo e, quindi, sono una tecnica che aiuta a mantenere alti i prezzi degli articoli venduti al dettaglio.

Perché vengono limitati al fine stagione?
In realtà le vendite promozionali non sono limitate al fine stagione. I saldi, che sono solo un tipo di vendita promozionale, sono limitati al fine stagione per permettere ai commercianti di liberarsi dalle rimanenze di magazzino, però la legge vincola pesantemente ogni tipo di vendita promozionale, con l’evidente fine di limitare la concorrenza.

Un’iniziativa come il black saturday può essere considerata ‘fuori legge’?
Dipende: la normativa in materia di vendite promozionali è regionale e, in base al vigente riparto di competenze tra stato e regioni, può essere completamente regolamentata dalle regioni. Di norma, le leggi regionali conferiscono ai comuni il potere di rendere elastica – almeno parzialmente – la tempistica in cui si possono svolgere i saldi. Conseguentemente, prima di affermare se una simile iniziativa sia legale o meno, è necessario verificare la normativa regionale applicabile e le decisioni concrete adottate dai comuni. Di certo, se l’iniziativa fosse svolta lasciando i Comuni completamente fuori da ogni decisione il rischio che si riveli illegale è elevato.

Cosa si può fare da questo punto di vista per aiutare i commercianti a far ripartire l’economia reale?
Liberalizzare, liberalizzare e ancora liberalizzare. Viviamo in un sistema protezionista, in cui gli stessi commercianti fanno pressioni sulle amministrazioni comunali affinché queste adottino de Piani del Commercio finalizzati ad escludere l’ingresso di nuovi soggetti nel mercato. La filosofia corretta, invece, dovrebbe essere esattamente quella contraria: l’autorità pubblica dovrebbe porre in essere ogni sforzo affinché il mercato si sviluppi da solo, facendo emergere naturalmente le offerte più vantaggiose. Ne trarrebbero guadagno i commercianti capaci ma anche i consumatori, che potrebbero avere più scelta, potrebbero godere di beni di qualità anche superiore e registrerebbero che i prezzi si distribuirebbero in una gamma talmente ampia da soddisfare ogni tasca.

 

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