lunedì, Settembre 27

Salah Abdeslam: storia di una fuga La cattura in una casa ormai considerata "pista fredda"

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Per quattro mesi, Salah Abdeslam, il decimo uomo del commando artefice delle stragi di Parigi, ha vissuto nascosto nel cuore di Bruxelles. La caccia all’uomo che ha investito tutta l’Europa, si è conclusa venerdì scorso in un appartamento della via dei Quatre-Vents a Molenbeek, dove il giovane francese di 26 anni è cresciuto e dove vive la sua famiglia.

Ora deve essere consegnato ai tribunali francesi entro tre mesi. Secondo Didier Reynders, il ministro degli esteri belga, Salah era «pronto a rifare qualcosa a Bruxelles. Abbiamo trovato un sacco di armi, armi pesanti durante l’inchiesta iniziale, e abbiamo trovato una nuova rete attorno a lui a Bruxelles»Una cosa è certa: le condizioni della fuga di Abdeslam fino alla sua cattura a Molenbeek suonano come monito a coloro che si occupano di sicurezza. Sono rimasti tutti indietro di ben 126 giorni in una folle corsa improbabile per un uomo che era in realtà a casa sua.

 

Non si fa esplodere come previsto

Scappato lo stesso giorno degli attacchi parigini dalla capitale francese, grazie agli amici Hamza Attou eMohamed Amri, fa ritorno in Belgio senza problemi. Tutti hanno superato i controllo senza ostacoli, per ben tre volte. Eppure avevano tutto per essere sospetti. Salah minaccia i suoi amici di farsi esplodere dentro l’auto se non lo riaccompagnavano illeso in Belgio, visibilmente scosso e in lacrime, vulnerabile come mai prima di allora. Arrivando a Bruxelles, viene coinvolto in un rimpiattino tra amici e parentado vario, nessuno vuole un pacchetto così scottante. Salah è su tutte le emittenti televisive e sui giornali, chiunque potrebbe venderlo ai servizi d’intelligence,  eppure tutti tacciono.

Braccato in tutta Europa, è stato assistito da una piccola rete locale

Abdeslam è stato abbandonato dall’ISIS? Gli esperti non escludono che, visto il suo mancato martirio, uno dei principali problemi di Salah sia proprio la fuga dai colleghi dello Stato Islamico.
Il terrorista ha preferito fare ‘marcia indietro’, come rivelato dal procuratore di Parigi Francois Molins, per cause ancora ignote. Prima degli attacchi, la logistica del terrorista è stata piena di articolati giri per l’Europa.

Questa fitta rete sembra essere il cuore di un’organizzazione che ha le sue radici direttamente in Occidente e che sfrutta il Belgio, l’Italia e la Grecia come hub di reclutamento per nuovi jihadisti, forse proprio tra i migranti. Dopo essere stato controllato il 3 ottobre a Ulm, in Germania, Salah con Mounir Ahmed al-Hajj alias Amin Choukri, ha fatto due incursioni in Francia per comprare quindici litri di perossido di idrogeno a Beauvais.

Dopo gli attacchi, alla maniera di un teppista senza fiato, trovò rifugio giocando su una rete familiare fragile, in cui la conoscenza si intreccia tra amici d’infanzia e membri della mafia locale, complici che ora potrebbero finalmente ricevere visite da parte della polizia. Molenbeek, è l’epicentro di quello che viene non troppo carinamente definito ‘Bruxellistan’.

 

Snidato in modo quasi fortuito, è stato poi denunciato

Mentre più di 800 investigatori erano impegnati per dargli la caccia, alcuni colleghi della polizia locale hanno voluto effettuare una ricerca di routine in un appartamento che ormai si riteneva una pista ‘fredda’. Tradito dal telefono, il fuggitivo è stato trovato grazie alla denuncia di un conoscente. Fonti belghe sostengono che gli agenti di polizia sarebbero stati portati alla sua ultima base di Molenbeek seguendo Aberkan Abid, un amico venuto il giorno prima al funerale di Brahim Abdeslam morto a Parigi come kamikaze. Le forze speciali hanno iniziato l’azione quando una donna che viveva lì ha insolitamente ordinato cinque pizze pur vivendo da sola. Se collabora con la polizia, come sembra il caso, Salah innescherà un’ondata di panico nella ‘jihadosfera’ europea.

Mentre Bernard Cazeneuve, dice che il livello di minaccia è ‘estremamente alto’ dopo la cattura strategica di Salah, ha annunciato il dispiegamento di altri 5.000 agenti di polizia alle frontiere francesi. L’Interpol ha consigliato ai suoi 190 Paesi membri una maggiore vigilanza. Salah Abdeslam ha «informazioni di grande valore» per gli investigatori ma «non ha mai detto di voler diventare un informatore». Lo ha riferito il legale del terrorista, Sven Mary, sottolineando che il suo cliente è «di importanza capitale per questa indagine, direi che vale oro, collabora, parla, non usa il diritto a restare in silenzio».

Una perquisizione condotta martedì da una squadra di polizia belga e francesi a Forest accelera il suo arresto. Gli occupanti dell’appartamento sono armati e aprono il fuoco. Belkaid Mohamed, un algerino di 35 anni, è stato colpito. Due uomini sono riusciti a fuggire. Nell’appartamento la polizia ha scoperto un kalashnikov, numerose munizioni e una bandiera dell’ISIS. Lì la scoperta delle impronte digitali di Salah e il suo arresto poche ore dopo.

 

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