sabato, Maggio 15

Saint Hoax: tutto il contrario di come avete percepito sino ad ora la realtà field_506ffb1d3dbe2

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Londra – La realtà mostrata come non si era mai vista. Questo il punto focale dell’artista Saint Hoax. La sua visione del mondo stile ‘Alice nel paese delle non meraviglie’ svela quello che lui stesso definisce ‘bugie virtuali’ di storie mai raccontate.

Chi sia realmente Saint Hoax, che tradotto significa il Santo della Beffa, nessuno lo sa e non è dato saperlo. Dietro questo pseudonimo c’è un artista originario del Medio Oriente che si presenta sul web per mostrare immagini ispirate alla pop art che raccontano la politica, la cronaca e, più in generale, la vita con un tono al tempo stesso irriverente e geniale.

L’incipt del suo spazio web rivela l’intuizione di una mente che osserva il mondo e attiva l’immaginazione per beffare il potere portando alla luce creazioni iconografiche che stravolgono l’apparentemente noto e fanno emergere un’altra immaginaria versione della realtà.  «La storia è definita come lo studio di eventi passati. Ho sentito parlare di sconfitte vittoriose, di storie malvagie e lunghe guerre tutta la notte. Ho studiato i dittatori, fantasticato sui monarchi e vissuto all’epoca dei tiranni.  Ho aperto il mio libro di storia e mi sono reso conto che la pagina uno è una copia carbone della pagina dieci.  Mentre pagina dieci è un mero riflesso della pagina venti. L’unico modo per divertirsi ancora è riscrivere la storia attraverso menzogne visive. Una beffa dopo l’altra».

In esclusiva per l’Italia, il Santo della Beffa si lascia intervistare da ‘L’Indro’ e subito chiarisce il perché del mistero della sua identità.  “Se firmassi le mie creazioni avrei un filtro alle mie idee e questa cosa non mi piace. Sono un artista venuto dal Medio Oriente”.
Saint Hoax non dice niente altro di se’. Preferisce mostrarsi attraverso la sua arte.

 

Saint Hoax, nella sezione che ti descrive hai scritto che produci bugie virtuali. Pensi che queste bugie virtuali possano far riflettere chi visita il tuo sito sui temi della politica o della cronaca? e in che modo?
Io sono impotente come tutti gli altri quando si tratta di far sì che i grandi cambiamenti vedano la luce. Attraverso la mia arte vorrei solo far si che le persone osservassero una angolatura delle cose a cui probabilmente non hanno mai prestato tanta attenzione.

Cosa ti ha spinto a diventare un artista che descrive il sociale?
Sono sempre stato interessato alla social-art (l’arte che si indirizza a rappresentare temi sociali). Sapevo che, un giorno, avrei creato qualcosa che avrebbe comunicato la cultura e la politica.

 

Guardando il suo sito web la politica è abilmente mischiata alle tematiche sociali. Basta cliccare sulla sezione Politicofobia per vedere una versione completamente inedita dei vari personaggi politici di spicco come Vladimir Putin, Gerge W. Bush e re Abdullah (sovrano dell’Arabia Saudita). Nei manifesti creati da Saint Hoax questi uomini tanto potenti quanto criticati vengono raffigurati con i volti tumefatti da lividi e abrasioni. Lo slogan della campagna che li vede protagonisti recita: «Cosa accadrebbe se noi gestissimo la nostra fobia – contro di voi – nel modo in cui voi gestite la vostra – contro di noi?.» Il riferimento è palesemente rivolto ai personaggi che più di ogni altro si sono dimostrati ultra conservatori scatenando le proteste di coloro che sono stati presi di mira dalle loro campagne politiche.

Ma lo humor del Santo della Beffa sbeffeggia ancora i leader mondiali associandoli ai personaggi dei film. Nella sezione Polliwood (Politica e Hollywood) si vedono decine di poster in cui le abili mani dell’artista trasformano ‘Il lago dei cigni’ ne ‘Il Lago di Barrack’. In primo piano il Presidente americano si presenta con un trucco identico a quello di Natalie Portman. Sempre con la mira puntata sugli Stati Uniti l’ex first lady Hillary Clinton prende il posto di Uma turman e fasciata da una tutina rigorosamente gialla diviene la nuova protagonista immaginaria di ‘Kill Bill’.  Sposandosi dagli Stati Uniti l’artista ha creato versioni fantasiose di Kim Jong Un, dittatore della Corea del Nord, che prende le sembianze del cappellaio matto di Alice nel paese della meraviglie e il Presidente russo Putin protagonista di “Colazione in Ucraina”.

La sezione più controversa è quella intitolata ‘War Drag you out’. Un abile gioco di parole che letteralmente tradotto significa ‘la guerra ti trascina fuori’. Saint Hoax usa però la parola drag riferendosi alle drag queens e utilizzando le sue straordinarie competenze nel ritocco trasforma Hitler nella drag queen Hitleria Hysteria, George Bush Junior in Georgia Buchette e Vladimr Putin in Vladdy Pushin. Persino Ratzinger, dopo l’irriverente make up creato dell’artista, si trasforma nella sexy Popette Benny.

 

Come ti è venuta l’idea di associare questi personaggi alle drag queens?
Dopo aver visto per la prima volta uno show delle drag queens sono stato conquistato dalla grandezza del loro glamour. Ci è voluto poco per guardarle e destrutturare le loro componenti principali. Un nome che attira l’attenzione, un personalità prorompente, abiti e pettinatura ben definiti al personaggio che interpretano, un qualcosa che le faccia uscire ‘fuori dal gruppo’ e le definisca con ‘marchio di fabbrica’ riconoscibile. Ed infine, un branco di addetti alle pubbliche relazioni al loro seguito.  Guardandole mi sono reso conto delle affinità con i leader. Mi sono venuti in mente i baffi di Hitler, il copricapo di Osama Bin Laden, le campagne di Obama ed il narcisismo di Saddam. Tutto ciò mi ha fatto pensare che dietro un grande uomo c’è una grande queen – regina.

Una grande regina che Saint Hoax ha ‘drag out’ tirato fuori.

 

Nelle sue creazioni l’artista prende molta ispirazione dai personaggi di Walt Disney. Nota in Inghilterra è la campagna di Saint Hoax contro la violenza sulle donne intitolata ‘e non vissero felici e contente’, in cui l’artista ha ritoccato Cenerentola, Ariel, la sirenetta, e Yasmin in giovani donne che portano sul viso i segni della violenza. Lo slogan sotto ogni immagine recita: «Quando hai smesso di trattarmi come una principessa?» In perfetta par condicio, lo stesso concept è stato utilizzato anche per sensibilizzare la violenza domestica contro gli uomini. In questo caso Aladino, Ercole e John Smith, il marinaio inglese che si innamora di Pocahontas, appaiono con volti pieni di lividi. Il messaggio stavolta è: «Quando ha smesso di trattarmi come un eroe?».

 

Nelle tue creazioni ti ispiri molto ai cartoni di Walt Disney. Perché questa scelta?
Disney parla a tutti, adulti e bambini. Credo che sia un mezzo efficace per lanciare messaggi ed effetivamente ha funzionato per me.

 

Si potrebbe pensare che il messaggio fin troppo ottimistico lanciato ogni volta della Disney abbia scatenato nell’artista una qualsivoglia forma di rigetto per le morali troppo a lieto fine. Ma è con l’ultima domanda che il Santo della Beffa beffa me.

 

Credi che le favole della Disney diano un messaggio troppo ottimistico ? Pensi che riscriverle con un finale diverso possa farle sembrare piu’ realistiche?
Adoro il finale ‘e vissero felici e contenti’ e non vorrei che Walt Disney lo cambiasse, anche se io lo faccio. Non vorrei vedere per un ora e mezzo i cartoni animati della Disney fatti con la mia versione.

 

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