lunedì, Luglio 26

Safari fra le notizie del giorno Leggete e stupite: la follia umana non ha confini!

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SAFARI

 

Affrontiamo la nostra Apocalisse quotidiana scegliendo fior da fiore fra le notizie più emblematiche (o ributtanti) che i media ci ammanniscono sulle follie dell’umanità.

A parte l’UFO avvistato, grigio sigaro nei cieli di Brema – sarà lo stesso segnalato dal pilota britannico nei cieli di Heathrow – i terrestri, manifestando segni di squilibrio, danno il loro fondamentale contributo a rendere invivibile il pianeta.

Lasciamo per il momento a parte le beghe politiche – ma offrono occasioni troppo ghiotte per ignorarle totalmente: ci torneremo – e gettiamo lo sguardo sulle follie individuali, ché a quelle collettive talvolta diamo anche noi il nostro bravo apporto.

Partiamo da sotto casa, alias Roma. Parliamo ad esempio di quello ‘schizato’ di Big Schizo (Alessandro Cesaretti), rapper de noartri che, per prodursi i cd, rapinava esercizi commerciali, preferibilmente sexy shop e negozi di lingerie, rivelando una monomania morbosa tale da giustificare il riconoscimento dell’incapacità d’intendere e di volere.

Aveva messo a segno ben 14 rapine fra i quartieri Appio, San Giovanni e Tuscolano e solo il giorno di Natale il Bambin Gesù lo ha donato ai poliziotti di San Giovanni che lo hanno arrestato, dopo aver condotto un’accurata indagine e verificato le testimonianze dei commercianti vittime del criminale.

Oltretutto lui è reo confesso in tutte le sue composizioni, giacché si autoproclama un gangster rap e, nelle nenie che biascica, vi è un florilegio di apologie di reato e di incitamento a delinquere.

Un fiorellino di bosco, insomma: pensate che il disco per il quale aveva escogitato questo criminoso fundraising aveva il titolo outing “628”. Per chi non è un leguleio come me, copio e incollo e così sia:

 ‘628. Rapina

Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, è punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065.

Insomma, una sorta di neo-melodico all’amatriciana, con la differenza che, invece di essere un semplice aedo dei boss, si era messo direttamente in azione.

Voltiamo pagina e andiamo in… cucina. Visto che, ormai, i cuochi sono i veri maitre à penser di questo Paese e persino la Lotteria di Capodanno è finita fra i fornelli (giusto, la Befana non scende forse dal camino? Ma che canna fumaria avremmo dovuto avere per farci passare la Clerici?), ora qualsiasi Monsù (termine usato dai nobili napoletani dell’800 per i loro chef) apra bocca e gli dia fiato diventa un opinion leader. Così uno della triade di Masterchef, tal Bruno Barbieri, si avventura in dichiarazioni scabrose, entrando appieno nel suo ruolo di apripista delle tendenze. Lo fa su Vanity Fair, negando di essere omosessuale, ma dando ai lettori un bocconcino ancora più ghiotto e scandaloso: ammette infatti di aver fatto sesso di gruppo, dove c’erano anche uomini (e mica era, Cecco Angiolieri che se le voleva tutte per lui?).

Così, senza dirlo, fa capire che, nel subbuglio, qualcosina, forse, poteva pure scapparci. Che sia stato cliente della coppia di tedeschi evasori fiscali che, secondo una mia precedente malizia, avevano seminato orge in nero (alias in barba alle tasse) su tutto il territorio di Madama Merkel?

Ma ora lanciamo uno sguardo fuori dai confini di casa. Andiamo nel Regno Unito, dove deve esserci una specie di strisciante follia collettiva fra i giovani che prima s‘imbottiscono di droga laqualunque e poi commettono le peggio cose.

Cominciamo dal 19enne londinese che, imbottito come un materasso di Meledrone (non chiedetemi cosa sia, io non ho mai fumato neanche una sigaretta, l’unica mia droga sono… le parole et l’amour…) è tornato a casa da una festa e prima ha tentato di accoltellare la madre, che è riuscita a divincolarsi; poi, si è evirato con un colpo secco, affacciandosi al balcone ed esibendo il suo ‘gioiello’ sanguinolento ai passanti. Core de mamma, anche albionica, la genitrice ha chiamato il pronto soccorso – invece di abbandonarlo al suo destino – ed ora sembra che i medici nutrano fondate speranze di riattaccarglielo.

Trasferiamoci a Glasgow. Qui un 25enne, Andrew Davidson, pure lui ciucco e fuori di testa per tutte le droghe ingurgitate, si è fatto prendere da fregole improvvise. Era seduto nel treno Aberdeen – Glasgow, quando gli è venuta la ‘scimmia’ ed è saltato addosso ad una giovane passeggera, tentando di baciarla e palpeggiarla. Fin qui, diciamo… quasi normale nella sua follia; il ‘bello’ viene dopo, allorché Andrew, respinto dalla sua preda, si è gettato sul carrello delle bevande ‘tentando di avere un rapporto sessuale col carrello’. Copio pedissequamente perché proprio non riesco ad immaginare quale tipo di concerto carnale (anzi carnale/metallico) si possa consumare con un carrello delle bevande.

Non so come son fatti i carrellini scozzesi (avranno il kilt?), ma, se penso a quelli italiani, lì vedo lì, squadrati e dotati di ruote, dunque poco stabili (ma anche Andrew stabile non era…) e neanche il più perverso autore di varianti del Kamasutra credo riuscirebbe a disegnare la figura ‘Coca Cola sospesa’, tentata dall’esibizionista su rotaia.

L’articolista ci tiene a farci sapere che il giovane Davidson (cognome patronimico: ora la Corte Europea glielo cambierà, che so, in Helenson…) è stato condannato a svolgere 100 ore di servizi sociali – meno male che è suddito di Sua Maestà; poteva toccargli di scontarli in compagnia di un vecchietto italiano che non sarebbe stato nella pelle di rivelargli tecniche ben più ardite del sesso-con-carrello…- ma non è stato inserito nella lista dei criminali sessuali, in quanto la sua ardita fattispecie non era prevista nella legge istitutiva di questo particolare registro.  

Ogni promessa è debito: due flashes sulla politica. Li ho anticipati su FB.

Innanzitutto, mi diverte assai che Mr B. voglia assegnare il compito di risollevare le sorti di Forza Italia al collega Giovanni Toti. Perché? mi chiederete.

Poiché non ho le voragini culturali dei concorrenti al quiz L’Eredità che, ad esempio, nelle loro risposte, hanno spostato l’avvento al potere di Hitler in Germania a metà anni ’70, il cognome Toti mi richiama immediatamente alla mente un tal Enrico. Lo ricordate? E’ l’eroe in bicicletta, privo della gamba sinistra, amputatagli a livello del bacino per un incidente sul lavoro, il quale partecipò alla Prima Guerra Mondiale (quest’anno ricorre il Centenario, ricordiamocelo), pur senza poter essere arruolato a causa della sua infermità.

Morì fulgidamente nel corso della sesta battaglia dell’Isonzo, il 6 agosto 1916, a Sablici, presso Monfalcone e la sua agiografia vuole che, prima di spirare, abbia scagliato la sua gruccia in direzione del nemico.

Che sia per questo eroismo estremo del suo omonimo che il Rifondatore di Forza Italia abbia scelto il nuovo portatore del quid? Altrimenti, gli suggeriamo di fare un recruitment anche fra i Micca, i Balilla ed i Tommaso Aniello.

Infine, Saccomanni. Dal partito del premier arriva la richiesta della sua testa, come se lui, come l’avaro Scroogie, se ne stia in un sottoscala di via XX Settembre a fare i conti con una vecchia calcolatrice Lagomarsino, che ogni tanto fa le bizze. Ci vuole un politico, dicono.

Ma se il livello culturale dei politici è quello di sempre, ci sapete spiegare che saprà fare più di Saccomanni un politico? Già mi viene in mente la scena di Totò (Renzi) e Peppino (Letta) falsari… per riempire le esangui casse dello Stato.

 

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