sabato, Luglio 31

Sabah sotto attacco La città della Malaysia sferzata da pirati ora è sotto coprifuoco e controllo della Polizia Marittima

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A member of Royal Malaysian Navy's Naval Special Warfare Forces guards the beach near an area where armed men are holding off, in Felda Sahabat plantation farm

Bangkok – Non appena fuoriuscita da un caso di pirateria domenica scorsa, Sabah è stata scossa dal sequestro di un altro cinese in un’isola vicina. Il sequestro di un pescatore di 34 anni, manager di un allevamento ittico, Yang Zai Lin, proveniente dal Guangzhou ha visto cinque uomini armati filippini impegnati in una sparatoria ingaggiata con le Forze di Sicurezza della Malaysia prima che essi fuggissero in direzione delle Isole Sibutu nelle Filippine Meridionali. Il sequestro giunge 28 ore dopo che quattro pirati armati di M16 hanno attaccato quattro pescatori e li hanno derubati dei loro fuoribordo nella tarda mattinata di domenica a Tanjung Labian, vicino Kampung Tanduo, che era stata sede di un’intrusione di uomini armati Sulu nel mese di febbraio dello scorso anno.

Il Capo del Ministero di Sabah Datuk Musa Aman ha assicurato che sarà presto disposto un coprifuoco e varie restrizioni di legge nelle aree ad alto rischio nei dintorni di Sabah, a seguito dell’ultimo caso di sequestro. Si attendevano queste misure e che fossero imposte nel tratto marino nei pressi di Lahad Datu e Sandakan. Si tratterebbe di un’estensione delle restrizioni ai movimenti nelle vie marittime fuori da Semporna effettive già da metà aprile dove le forze di sicurezza sono state potenziate sotto il comando dell’ESSCOM Commando di Sicurezza Sabah Orientale e dove non è possibile muoversi all’esterno delle abitazioni o dei luoghi chiusi dal tramonto all’alba e sono vietate le attività di immersione e pesca. Il Ministro Datuk Musa Aman ha chiarito che le decisioni sono state prese nel segno del voler incrementare quanto più possibile le Aree di Controllo dove i viaggi dovrebbero essere sia vietati sia ristretti nel tempo, nello spazio e per circostanze o motivazioni. Gli unici permessi in quell’area saranno rilasciati solo dalle Forze di Polizia. La stessa Polizia provvederà a rilasciare ulteriori informazioni utili nel momento in cui vi saranno le condizioni per poterlo fare. Parimenti accadrà anche per le navi e le imbarcazioni che operano in zona, saranno consentite solo quelle che hanno ricevuto previa autorizzazione delle Forze di Polizia. Ma, molto probabilmente, vi saranno altre misure restrittive, ha preavvertito il Ministro a seguito di un ulteriore meeting di implementazione del controllo sull’area che include le acque di Sabah. Le imbarcazioni con finalità logistiche saranno a loro volta utilizzate come nave-madre o piattaforme marine in movimento per rifornire le imbarcazioni della zona, abbattendo così costi e tempi.

La stessa struttura dell’ESSCOM sarà ulteriormente implementata e già si è disposto l’utilizzo aggiuntivo di un altro radar per monitorare al meglio l’area, così come già è stato disposto l’ulteriore dispiego di altre imbarcazioni che miglioreranno il livello della logistica ma soprattutto la velocità dei mezzi a disposizione delle Forze di Polizia Marittima. Saranno disposte anche iniziative di supporto psioclogico per la popolazione locale in modo da inalzare non solo il livello delle informazioni sulla situazione ma anche quello della consapevolezza dei termini della questione in merito al rischio cui si è sottoposti in quella zona. Si parte da presupposto che gli abitanti di quella parte del territorio nazionale sono –di fatto- la prima linea nella lotta contro la pirateria ed i sequestri di persona. Per il primo dei due aspetti (coscienza del rischio) si intende dare una risposta proprio con il poteziamento delle forze di sicurezza in loco, l’implementazione del livello delle comunicazioni ESSCOM e delle Procedure Standard di operatività.

Il Ministero ha confermato che la questione delicata dei sequestri di persona è ora considerata una priorità e che la si vuol chiudere al più presto possibile. Come Ministro Capo e Presidente del Consiglio di Stato sulla Sicurezza, Datuk Musa Aman, ha chiarito che è sua la responsabilità per assicurare protezione e sicurezza a tutti i residenti di Sabah ed ai loro visitatori. E per questo si chiede a tutta la popolazione della costa Est di Sabah di cooperare quanto più possibile con le Forze di Polizia.

 

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