martedì, ottobre 23

Saakashvili, una giornata di ordinaria follia Prima la perquisizione nella sua abitazione, poi la minaccia di buttarsi nel vuoto e l'arresto. infine la liberazione da parte dei suoi sostenitori

0

Giornata complicata quella di ieri per l’ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili. Ieri in mattinata la perquisizione del suo appartamento da parte dei servizi segreti ucraini (Sbu) nell’ambito di un’indagine condotta dalla procura generale, di cui non sono stati forniti ulteriori dettagli. Le autorità di Kiev lo accusano di essere in combutta con un oligarca amico dei russi, che lo avrebbe finanziato per rovesciare il capo dello stato Petro Poroshenko. Saakashvili, che in Georgia deve rispondere di abuso di potere e violenze, rischierebbe fino a cinque anni di carcere per tentato golpe.

A questo ha fatto seguito la minaccia di Saakashvili di lanciarsi dal tetto dell’abitazione, poi l’arresto e il trasporto in caserma. Era già nella macchina della squadra dei servizi speciali che lo stava portando via per un interrogatorio quando però i suoi sostenitori non hanno esitato a liberarlo, bloccando l’auto. Poi ha arringato la folla: «Mi rivolgo ai cittadini di Kiev: non lasciate che s’istalli il caos dell’illegalità. Fermate Poroshenko e la sua banda, sono degli usurpatori! L’Ucraina è sotto una grave minaccia».

Lo scorso luglio Poroshenko aveva privato Saakashvili della cittadinanza ucraina mentre era all’estero. Saakashvili è rientrato poi in Ucraina dalla Polonia a settembre scortato da centinaia di sostenitori che si sono aperti con la forza un varco tra le guardie di frontiera. Nei scorsi giorni ha portato avanti forti proteste a Kiev, durante le quali è stato chiesto l’impeachment per il presidente. Ora si temono nuove e violente manifestazioni.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.