venerdì, Ottobre 22

Rwanda: un Paese proiettato nel XXII Secolo field_506ffbaa4a8d4

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Nel luglio 1994 il leader guerrigliero Paul Kagame, dopo la conquista di Kigali, promise ai superstiti del Genocidio di costruire unNuovo Rwanda‘ per offrire un futuro alla popolazione. Promessa all’epoca considerata frutto della propaganda rivoluzionaria. A distanza di ventidue anni il Rwanda si appresta a lanciare la Quarta Rivoluzione Industriale.

Questo Paese, sorto dalle ceneri del Genocidio e ancora oggi minacciato dal Olocausto, si sta orientando verso nuove sfide per rendere irreversibile il processo di sviluppo umano ed economico promesso all’epoca della liberazione. Primo tra i Paesi a maggior rappresentanza femminile nella politica e nell’economia, primo Paese africano ad applicare ferree politiche di protezione ambientale, meta preferita degli investitori internazionali per l’ottimo clima per gli investimenti, senza sacrificare la tutela dei lavoratori autoctoni e le entrate fiscali necessarie per assicurare i servizi sociali alla popolazione, ora il Rwanda si appresta ad avviare la Quarta Rivoluzione Industriale.

Il piano, assai ambizioso, é stato accuratamente preparato. Privo di risorse energetiche tradizionali il Rwanda sta puntando sulle energie pulite per sostenere il processo industriale. É stato appena realizzata la prima piantagione di pannelli solari (21 ettari) per coprire un terzo del fabbisogno energetico nazionale. Altre tre piantagioni solari sono in fase di studio. Il Governo ruandese ha stretto accordi commerciali con la compagnia tedesca Mobisol per distribuire sistemi di elettricità individuali presso le abitazioni rurali: solar sistem per le abitazioni, frigoriferi e TV solari.

Con una credibilità costruita negli anni nel settore di garanzie degli investimenti, il Rwanda ha convinto gli investitori stranieri ad attuare nel Paese progetti pilota per la Quarta Rivoluzione Industriale. Una scelta chiarita giovedì 12 maggio, giornata di apertura del ventiseiesimo Forum Economico Mondiale in Africa a Kigali, incentrato sulla Quarta Rivoluzione Industriale, conosciuta anche come Rivoluzione Digitale: super computer, internet di terza generazione, produzione industriale 3D printerrobot interattivi, intelligenza artificiale, veicoli con guida autonoma satellitare, tecnologie futuristiche quali la nanotecnologia, la tecnologia bionica e quella genetica, destinate a cambiare il futuro dell’umanità. Il professore Klaus Schwab, fondatore e direttore esecutivo del Forum Economico Mondiale, considera il Rwanda come uno tra i Paesi più idonei in Africa per avviare la rivoluzione del Ventiduesimo secolo.

I campi di applicazione pratica della Quarta Rivoluzione Industriale appropriati per il Rwanda sono vari. Nel settore agricolo (importante per l’economia del Paese) verrà introdotta l’assistenza tecnica via internet per i contadini, sensori per misurare e analizzare la qualità del terreno, informazioni su nuove tecnologie agricole diffuse via internet e cellulari. Il sostegno tecnologico (assicurato dalla Gro Intelligence) verrà affiancato a sovvenzioni statali e finanziamenti a tassi agevolati per agricoltori e allevatori decretati dal Governo.

Nel settore sanitario sono di imminente introduzione i droni della Zipline che trasporteranno medicine, vaccini e sangue in tutte le infrastrutture sanitarie del Paese anche quelle nelle zone più remote. Un progetto realizzato grazie alla collaborazione tra ditte americane della Silicon Valley e il Governo ruandese. Il piano di ristrutturazione delle infrastrutture sanitarie, recentemente completato sarà seguito da una riorganizzazione dell’approvvigionamento degli ospedali e da corsi di formazione del personale con l’utilizzo anche della Telemedicina. Il sistema Clinic Communicator permetterà il collegamento tra medico e pazienti che abitano in zone remote. Oltre a prime consultazioni il medico potrà dare istruzioni a distanza al personale dei centri sanitari, riuscendo a comprendere se il paziente necessita un trasferimento a strutture sanitarie superiori. La tecnologia 3D printing sarà introdotta nei dipartimenti chirurgici dei principali ospedali.

Nel settore industriale il Governo punta a rafforzare il settore logistico per offrire servizi a livello regionale e trasformare il Rwanda in un Logistic Hub per i Grandi Laghi.
La tecnologia 3D sarà introdotta per aumentare la produttività industriale e sarà rafforzata l’industria agro alimentare. Allo studio il progetto di attivare un centro IT che possa concorrere con Silicon Valley e Bangalore per la ricerca e produzione di nuovi e sofisticatati software. Il centro sorgerà a venti minuti di macchina da Kigali. Il lavori sono stati affidati alla CCECC China Civil Engineering Construction Coorportation che costruirà la ‘Innovation City’, un centro di studi e realizzazione IT che sarà operativo nel 2017 ospitando anche una succursale della prestigiosa università americana Carnegie Mellon University.

La Quarta Rivoluzione Industriale in Rwanda é stata pianificata dal 2007. Nella tipica mentalità ruandese (che considera imperativo calare un velo di segreto durante la realizzazione dei progetti) il Governo ha proceduto a compiere azioni apparentemente scollegate tra esse, ma legate all’obiettivo comune di rendere possibile la rivoluzione digitale. Senso di patriottismo (cementato dal genocidio) per i cittadini ruandesi e la diaspora, fonte di risorse umane e finanziamenti. Richiamo in patria delle migliori menti: economisti, politici, esperti ambientali, sociologi, che lavoravano all’estero in prestigiose ditte e organismi internazionali. Lotta alla corruzione, cancro che rende impossibile la realizzazione di grandi progetti di sviluppo. Cultura civica e ambientale tesa a inculcare nella popolazione il concetto di bene comune da difendere e sviluppare. Promozione della imprenditoria femminile. Finanziamento della ricerca universitaria in partenariato con le migliori università mondiali. Accordi con Google e Microsoft per potenziare la rete internet su tutto il territorio nazionale e la diffusione nazionale di computer portatili grazie al progetto Microsoft4Africa.

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