mercoledì, Ottobre 20

Rwanda. Scomparsa Diane Rwigara leader dell’opposizione clanica tutsi L'imprenditrice e politica tutsi puntava il dito contro il Governo di Kagame

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Martedì 29 agosto la polizia ruandese ha fatto irruzione presso l’abitazione della imprenditrice Diane Rwigara, leader dell’opposizione tutsi in cerca di prove che confermassero una gigantesca frode fiscale ai danni dello Stato perpetuata sui libri contabili delle ditte di famiglia che gestiscono una serie di condomini di lusso a Kigali e una fabbrica di tabacco.

Secondo Aristide Rwigara, fratello di Diane, l’attivista politica e quattro suoi fratelli sono scomparsi dopo l’irruzione della polizia nella residenza ubicata a Kiyoyu, il quartiere VIP di Kigali situato in una collina dove sorgono hotel e ristoranti di lusso, l’Istituto di Scienza e Tecnologia e la Residenza Presidenziale di Paul Kagame. Il fratello Aristide ha inoltre dichiarato ai media nazionali che la polizia ha confiscato personal computer e telefoni durante la persecuzione che non sono stati fino ad ora restituiti.

Il portavoce della polizia, Theos Badege, venerdì 1° settembre ha smentito l’arresto di Diane Rwigara e di altri membri della famiglia. Ha inoltre affermato che i cellulari presi in custodia dalla polizia sono stati restituiti alla famiglia, senza però menzionare il personal computer che il fratello di Diane asserisce essere stato confiscato. La smentita e le precisazioni della polizia non sono state sufficienti per impedire che la notizia e le relative speculazioni venissero pubblicate su vari media africani tra i quali: ‘AllAfrica.com‘, ‘The East African, News Journal Search‘ (edizione sudafricana), Nairobi New e anche dalla Reuters.

Vari giornalisti si sono recati presso l’abitazione dell’imprenditrice attivista politica per contattare i famigliari ma sono stati tenuti fuori dai cancelli. Da venerdì scorso i famigliari rifiutano ogni intervista e hanno spento i loro cellulari per non essere contattati dalla stampa.

Diane Shima Rwigara, Laureata in finanza presso la California State Univerity a San Francisco, Shima, 35 anni,  è figlia di un alto membro del Fronte Patriottico Ruandese: Assinapol Rwigara, morto in circostanze assai sospette e misteriose nel febbraio 2015. Dopo la morte di Assinapol Rwigara, il Governo ha attuato una serie di misure legali per indebolire l’immenso patrimonio economico ed immobiliare della famiglia. Il Comune di Kigali ha demolito un albergo di proprietà dei Rwigara, asserendo che non era dotato di regolare permesso di costruzione. La famiglia Rwigara (Diane compresa) è sospettata di aver contatti con organizzazioni politiche dichiarate fuori legge come il Rwanda National Congress RNC un movimento politico in esilio in Sudafrica, sostenuto dal African National Congress ma giudicato dalle autorità ruandesi come organizzazione criminale. I sospetti si basano sull’affiliazione al RNC di Benjamin Rutabana, lo zio di Diane.

Madame Rwigara si era candidata alle elezioni presidenziali dello scorso agosto. La candidatura alla Presidenza di Diane Shima Rwigara è stata preparata accuratamente fin dallo scorso febbraio. Due le conferenze stampe per preannunciare la sua candidatura. La prima il 23 febbraio e la seconda il 3 maggio. Diane si pone come una figura nuova nell’establishment politico ruandese, dominato da Kagame e dal suo clan ‘ugandese’. Riconoscendo i meriti del FRP per aver ricostruito la Nazione dopo l’Olocausto Africano, Diane, durante le conferenze stampa, ha toccato punti dolenti dell’Amministrazione Kagame.

Madame Rwigara presenta ai media africani realtà nascoste del Paese, considerato il più efficiente a livello di Amministrazione pubblica, il meno corrotto e una delle migliori destinazioni africane per gli investimenti stranieri. La corruzione starebbe intaccando i vertici, anche se i danni sono ancora limitati e le possibilità di correggere il tiro altissime, a condizione di compiere scelte rapide e forse dolorose.  Una capacità sempre riconosciuta al FPR fin dai tempi della ‘bush war’ (la guerriglia) del 1991, noto per aver una rigida disciplina militare interna.

Le prese di posizione di Diane Shima Rwigara e la sua candidatura alle presidenziali avevano riscontrato l’attenzione  a livello nazionale in quanto la candidata proviene dall’establishment al potere ed è parte integrante dell’alta borghesia tutsi che si è costruita una fortuna economica all’interno del FPR durante la ricostruzione del Paese. Una fortuna economica assai singolare nella regione. Il Fronte Patriottico Ruandese controlla la maggioranza dell’economia grazie a condizioni di semi monopolio e garanzie offerte dal Governo. Importanti famiglie hanno fatto fortuna durante il processo di ricostruzione del Rwanda, ma ogni loro attività non è puramente orientata verso speculazione e sfruttamento dei poveri. Al contrario, le attività economiche gestite dal FPR creano anche ricchezza ed occupazione tra la popolazione. Una sorta di distribuzione parziale delle ricchezze e di una imprenditoria aggressivama con evidenti ricadute sociali positive.

Forse proprie queste denunce diretta a Paul Kagame e al “Clan Ugandese” hanno attirato le attenzioni del Governo. Diane è stata vittima di un misterioso quanto sgradevole blackmail che ha messo in dubbio la sua moralità e violato la sua privacy. Lo scorso maggio i media ruandesi hanno ricevuto documentazione inviata da un giornalista, Emmy Twahirwa.

Le email inviate ai media avevano come oggetto: «I vergognosi atti di Diane Shima Rwigara che vuole diventare Presidente», «Guardate il vostro candidato alla Presidenza». La documentazione è composta da una serie di fotografie porno attribuite a Diane. Fotografie che ritraggono la candidata in pose lascive   classiche delle prostitute dei social network di incontri amorosi come Badoo che inviano ai ‘wasungu’ (bianchi) per accendere la loro libido e attirare la loro attenzione. Diane si difesa affermando che si trattava di volgari fotomontaggi.

All’inizio di luglio la candidatura di Madame Rwigara fu bloccata in quanto non raggiunse il quorum necessario di 600 firme tra la popolazione. La leader dell’opposizione denunciò che il governo avrebbe fatto serie pressioni tra i rappresentanti dei distretti e la popolazione al fine di non apporre le loro firme in sostegno della sua candidatura. Accusa negata dal governo di Kigali.

Impossibilitata a partecipare alle elezioni, vinte da Paul Kagame con il 99% dei voti, Diane Rwigara, lo scorso 14 luglio lancia un movimento politico traversale: “Movimento di Salvezza Popolare” con l’intento di promuovere la democrazia e i diritti umani che il Fronte Patriottico Rwandese (partito al governo) non rispetterebbe. Secondo Madame Rwigara il partito che liberò il Rwanda dal feroce regime HutuPower di Juvenal Habyirimana e pose fine al Genocidio nel 1994 sarebbe ostaggio di una minoranza clanica tutsi controllata dal Presidente detta: il “Clan Ugandese”.

Questa minoranza sarebbe composta dai tutsi della diaspora che si rifugiarono negli anni Sessanta in Uganda per sfuggire ai massacri etnici condotti dagli hutu, aiutarono il Presidente Yoweri Kaguta Museveni a prendere il potere e nel 1991 lanciarono dall’Uganda una guerra di liberazione contro il regime di Habyrimana per libera il Paese. Da anni circolano voci che all’interno dei clan che compongono la minoranza tutsi vi sia un forte malcontento per il carattere autoritario del Presidente Kagame. I clan sono principalmente quattro: i “Soppravissuti” (i tutsi ruandesi soppravissuti al genocidio) e tre diaspore di rifugiati che scapparono ai primi pogrom razziali degli anni Sessanta e Settanta: “Dubai” (diapora dal Congo) “Clan Ugandese” (diaspora dall’Uganda) e “JP” (diaspora dal Burundi).

La sparizione di Diane Rwigara e di quattro suoi fratelli, inasprisce il clima politico ruandese gettando pesanti ombre e dubbi sul Presidente Paul Kagame e il parito al governo: il Fronte Patriottico Rwandese. L’avvenimento rischia di aggravare la latente conflittualità della minoranza tutsi all’interno del Rwanda. Pur dichiarandosi estranea alla scomparsa, la polizia ha dichiarato che si attiverà con tutte le energie a sua disposizione per ritrovare Diane e i membri della sua famiglia scomparsi.

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