mercoledì, Dicembre 1

Rwanda – Santa Sede, inizia la nuova era dei Grandi Laghi

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Le dichiarazioni del Santo Padre pronunciate lunedì 20 marzo sono un chiaro segnale di contro-tendenza e della volontà del nuovo corso della Chiesa Cattolica di rivedere i suoi indirizzi politici e appoggi nella regione dei Grandi Laghi. Un nuovo cammino spirituale e politico teso a rafforzare la pace e l’integrazione regionale contrastando dittature e fazioni reazionarie interne ed esterne alla Chiesa Cattolica. La riabilitazione del Presidente Paul Kagame e del Rwanda sono il punto più alto di questa strategia politica ideata da Papa Francesco. Fino a poco tempo fa la stampa cattolica dipingeva Kagame come uno spietato dittatore e il Rwanda come un Paese sotto i gioco della tirannia tutsi.

Le implicazioni regionali di questa scelta politica sono immense e tendono verso un radicale cambiamento di regimi già in fase di studio da parte delle potenze occidentali per contrastare la sempre meno gradita influenza di Russia e Cina in Burundi e Congo. Influenza dettata da interessi minerari e petroliferi. L’incontro del 20 marzo 2017 segna una nuova era per la Regione dei Grandi Laghi, dove la Chiesa Cattolica ha deciso di giocare un ruolo progressista a favore della democrazia, della pace e dello sviluppo socio economico regionale. Una scelta coraggiosa di Papa Francesco che ora dovrà controllare le forze reazionarie all’interno della Chiesa ancora ancorate al HutuPower.

Secondo esperti regionali l’incontro del 20 marzo rappresenta una green light del Vaticano a soluzioni radicali per abbattere i regimi di Kinshasa e Bujumbura ed instaurare finalmente democrazia e pace. Azioni che verranno compiute da potenze regionali e occidentali a breve termine, sostengono gli esperti. Due i grandi problemi da risolvere: evitare il genocidio in Burundi e la disintegrazione del Congo. Alla soluzione di questi due problemi, che coinvolgono il distino e la vita di 32 milioni di persone, ora la Santa Chiesa può offrire tutto il suo bagaglio di esperienza diplomatica e la sua autorità spirituale.

Il 20 marzo presso il Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Francesco non si è limitato a riconciliarsi con il Rwanda ma ha salvato la Chiesa Cattolica dimostrando che i valori del Cristianesimo non sono stati distrutti da insana e secolare sete di potere temporale. “Questi valori stanno risorgendo per testimoniare al mondo intero l’attualità e la validità degli insegnamenti del primo ribelle sovversivo della storia del cristianesimo: quel predicatore di Nazareth tanto avviso dal potere ecclesiastico giudeo e dall’impero romano. Ora la Chiesa Cattolica è divenuta nella Regione dei Grandi Laghi una forza politica credibile e positiva“, conclude Adrien Niyonkuru.

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