mercoledì, Ottobre 27

Rwanda: la Francia e le responsabilità nel genocidio ruandese Secondo Macron, la Francia ha il “dovere” di “guardare la storia in faccia” e di “riconoscere la parte di sofferenza che ha inflitto al popolo ruandese facendo prevalere per troppo tempo il silenzio rispetto alla ricerca della verità”

0

Il presidente francese Emmanuel Macronha dichiarato di essersi recato in Rwanda per riconoscere le “responsabilità” della Francia nel genocidio del 1994. Macron ha definito la sua visita come la “tappa finale della normalizzazione delle relazioni” tra Francia e Ruanda. “Riconoscere questo passato significa anche proseguire l’opera di giustizia, nessuna persona sospettata di crimini del genocidio possa sfuggire al lavoro dei giudici”.

Anche se enza scuse ufficiali nei confronti del governo e del popolo ruandese, la tappa più attesa della visita era quella al Memoriale del genocidio, dove Macron si è recato insieme all’omologo ruandese Paul Kagame e ha pronunciato l’atteso discorso, il primo in assoluto di un presidente francese. La Francia “non è stata complice” del genocidio avvenuto in Ruwanda ma “ha un ruolo, una storia e una responsabilità politica. Gli assassini che hanno infestato le paludi, le colline, le chiese non avevano il volto della Francia, Il sangue colato non ha disonorato le sue armi, né le mani dei suoi soldati“, ha aggiunto Macron.

Macron ha quindi voluto sottolineare  l’importanza del rapporto commissionato da Parigi allo storico Vincent Duclerc, definendolo un lavoro “trasparente” e “notevole”. Un lavoro simile è stato fatto anche da Kigali e questo ci permette oggi di avanzare oggi su una storia condivisa”, ha detto Macron, che ha quindi confermato che presto verrà nominato un nuovo ambasciatore francese a Kigali, ruolo vacante ormai dal 2015.

La Francia ha il “dovere” di “guardare la storia in faccia” e di “riconoscere la parte di sofferenza che ha inflitto al popolo ruandese facendo prevalere per troppo tempo il silenzio rispetto alla ricerca della verità” ha detto ancora. La Francia non ha ascoltato “la voce di coloro che l’avevano messa in guardia“ e “non ha capito che volendo ostacolare un conflitto regionale o una guerra civile rimaneva al fianco di un regime che stava attuando un genocidio”, ha ricordato il presidente francese richiamando ad una “responsabilità opprimente” di Parigi “in un ingranaggio” che ha portato “al peggio”.

“La Francia ha un ruolo, una storia e una responsabilità politica in Ruanda”, ha ammesso Macron nel suo discorso, nel quale ha riconosciuto che all’epoca Parigi è rimasta “di fatto al fianco di un regime genocidario” pur precisando che “non è stata complice”. Per il Presidente francese, “gli assassini che hanno infestato le paludi, le colline, le chiese non avevano il volto della Francia” ed “il sangue colato non ha disonorato le sue armi, né le mani dei suoi soldati”.

La Francia ha il “dovere” di “guardare la storia in faccia” e di “riconoscere la parte di sofferenza che ha inflitto al popolo ruandese facendo prevalere per troppo tempo il silenzio rispetto alla ricerca della verità”, ha ammesso Macron, per il quale nel dossier riguardante il genocidio in Ruanda è importante ricercare la “verità” invece di provare a sbarazzarsi “di un passato che non passa”. “Un genocidio non si scusa e un perdono non si si esige”, ha proseguito Macron, ammettendo che Parigi si è impegnata all’epoca in un “conflitto nel quale non aveva alcuna” necessità interna e che non ha ascoltato “la voce di coloro che l’avevano messa in guardia”.

Anche il Presidente ruandese Kagame ha chiarito  la volontà di Francia e Ruanda di lavorare insieme per costruire “un rapporto forte e solido” fra i loro Paesi, guardando al futuro ed investendo insieme a beneficio dei rispettivi popoli. “Questa visita (di Macron) è per il futuro, non per il passato: abbiamo scelto di lavorare per il meglio e lo faremo per il beneficio di entrambi i popoli dal punto di vista economico, politico, culturale”, ha detto Kagame dopo aver incontrato Macron.

In questa visita franco-ruandese “nessun granello di verità è stato sacrificato, ma il peso della verità è stato ricollocato al suo posto. Ci sono atteggiamenti nei confronti dell’Africa che sono ereditati dal passato e dovrebbero cambiare”, ha aggiunto Kagame che afferma che  “Il Presidente Macron è tra coloro che hanno capito che le cose devono cambiare”, ha aggiunto Kagame, per il quale il Ruanda “è obiettivamente un Paese che è cambiato in meglio” e “in questo senso lavoreremo”.

A testimonianza della volontà comune di ricostruire un rapporto forte fra i due Paesi, nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023 la Francia finanzierà il governo di Kigali con 150 milioni di euro di aiuti allo sviluppo destinati a promuovere le “grandi priorità” del dialogo tra i due Paesi, in particolare nei settori della sanità, della francofonia e del digitale. “Questi sforzi si estendono così naturalmente alla relazione economica tra Francia e Ruanda,” ha dichiarato Macron, ricordando che la presenza economica francese in Rwanda è “in costante aumento”.

La visita di Macron ha avuto anche una rilevante componente economica e di sviluppo, dal momento che della delegazione fanno parte anche i rappresentanti di una decina di aziende francesi, oltre al direttore generale dell’Agenzia francese per lo sviluppo (Adf), Remy Rioux. In tale quadro, l’annuncio di nuovi progetti in Ruanda è una riconferma del ritorno dell’Afd nel Paese dopo la chiusura di tutti i suoi uffici ruandesi nel 1996 e la progressiva ripresa delle sue attività a partire dal 2019.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->