mercoledì, Maggio 12

Rwanda, il genocidio del ’94: ecco come noi lo avevamo raccontato

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Oggi parleremo di Rwanda, ovvero delle responsabilità della Chiesa cattolica nel genocidio del 1994, per le quale, ieri, Papa Francesco ha chiesto perdono, ammettendo, per la prima volta, il coinvolgimento attivo di alcuni religiosi del tempo.

Il fatto, che  -insieme ad altri- esprime quella che sembra la radicale svolta della politica della Santa Sede nella regione dei Grandi Laghi, è molto importante per la Chiesa e per gli uomini e le donne di molti Paesi dell’area, primi tra tutti Burundi e Congo.
La nostra testata, a differenza della gran parte dei media mainstream occidentali, nel corso degli anni, ha pubblicato una serie numerosissima di servizi sul tema, e più in generale sulla politica vaticana e di organizzazioni cattoliche operative in Africa, grazie al lavoro del nostro Corrispondente Fulvio Beltrami.
Beltrami è lo pseudonimo di un Collega giornalista e analista che da decenni vive e lavora in Africa, costretto, per motivi di sicurezza, alla copertura. Proprio in questi ultimi mesi la sua attività   -in particolare i serviz sul Burundi, e il lavoro di ricerca che nel tempo ha continuato a svolgere sull’uccisione, il 7 settembre 2014, di tre suore: Lucia Pulici, Olga Raschietti, Bernadetta Boggian–  lo ha esposto a una nuova ondata di attenzionamento particolare e accanimento ritorsivo (calunnie comprese) da parte di aree deviate di organizzazioni africane e italiane intenzionate a mettere la sordina su questi dossier. La testata stessa è stata consigliata più volte di non occuparsi di questi e altri temi e ‘far attenzione a quel Beltrami al soldo di servizi africani’.
L’intervento di ieri di Papa Francesco ci fa guardare al lavoro fatto e alla forza di dire no alle pressioni con il piacere di chi può dire di aver fatto il proprio dovere, e ci fa ringraziare una volta di più il Collega Fulvio Beltrami.

Alcuni di questi servizi sono al momento non disponibili causa la perdita dati patita dal sito della nostra testata in occasione dell’‘incidente’ del 27 febbraio scorso. Altri sono disponibili, e tra i molti ci permettiamo di segnalare questi che seguono.

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