Rwanda Genocidio ’94: ammazzare i tutsi in nome di Dio

Gertrude Mukangango e Maria Kizito Mukabutera: ‘le suore della morte’

Mukangango e Mukabutera, soprannominate ‘le suore della morte’, erano di servizio presso il Convento di Sovu, nel distretto di Huye, sud del Rwanda. Maria Kizito, nata Julienne Mukabutera, era una suora benedettina, e Gertrude Mukangango, la Madre Superiore del Convento di Sovu. Attirarono 432 fedeli tutsi nel convento dietro promessa di protezione e chiamarono le milizie genocidarie. Tutti i tutsi furono arsi vivi con la benzina fornita dalle due suore benedettine. Come da copione, all’avanzata dell’Esercito di liberazione le suore della morte trovarono rifugio nello Zaire, ricevettero falsi documenti zairesi dal clero cattolico locale, e si rifugiarono in Belgio, dove furono arrestate e condannate, nel 2001, a 12 e 15 anni di reclusione.

Furono rilasciate nel 2007 dopo aver scontato la metà della pena inflitta. Fin dal momento dell’arresto il Vaticano  ha difeso a spada tratta le due suore delle morte, affermando che si trattava di ecclesiastiche rifugiate scappate dalla furia della guerra civile. Nessuna spiegazione fu data dalle Autorità ecclesiastiche belghe su come queste due suore ruandesi fossero giunte nel Paese con identità del vicino Zaire. Appena rilasciate, le Autorità ecclesiastiche fecero sparire Mukangango e Mukabutera. Il loro attuale domicilio rimane sconosciuto.