martedì, Aprile 20

Rwanda: cosa si nasconde dietro la campagna di fake news contro il Presidente Paul Kagame? Diffondendo le fake news, si spera di far scattare una rivolta sociale con la speranza che si transformi in una rivolta etnica. Secondo alcune indagini, l’autore sarebbe il regime burundese del CNDD-FDD

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Lo scorso 24 agosto internauti congolesi di Bukavu e Goma (province del Kivu, est del Congo) hanno diffuso su Whatsapp la notizia che il Presidente Paul Kagame era stato gravemente colpito dal virus Covid-19 e fosse in fin di vita. La notizia è stata accompagnata da una foto dove si vede il capo di stato ruandese ricoverato in un reparto di cure intensive e assistito da personale sanitario in tute protettive. In un giro di poche ore la notizia diventa virale fino a creare seri dubbi tra una parte della popolazione ruandese.

Ad un attento esame la notizia è risultata una fake news fatta già circolare lo scorso aprile su altri social network: Twitter, Facebook. Anche allora la notizia era diventata virale fino a spingere ‘France24’ a pubblicare una smentita ufficiale. Una ricerca di immagini tramite il motore di ricerca specializzato ‘TinEye’ permise di trovare la foto originale affiancata alla notizia delle gravi condizioni di salute di Paul Kagame. La foto (scattata il 6 marzo 2020, ritraeva un paziente australiano (Tim McLean) ricoverato nel reparto di cure intensive di un ospedale di Wuhan in Cina. Il ricovero in condizioni critiche del Signor McLean era stato riportato dal quotidiano ‘DailyMail’.

Il 30 agosto un’altra fake news sulla salute del Presidente ruandese diventa virale. Questa volta Paul Kagame è ricoverato in un reparto di terapia intensiva presso ospedale del Regno Unito, sempre in fin di vita a seguito di un secondo intervento chirurgico fallito al cervello a causa di un cancro. Questa fake news è composta da articolo che si inoltra in dettagli ‘segreti’ per la sua successione. Spunta il nome di Louise Mushikiwabo, ex Ministro degli Esteri ed attuale Segretario Generale della Organizzazione Internazionale della Francofonia. Il presunto giornalista afferma che Mushikiwabo sarebbe la preferita degli Paesi occidentali per sostituire Kagame in previsione dell’imminente morte.

L’articolo continua descrivendo una presunta lotta di potere all’interno dell’apparato della forze armate ruandesi. «Una grande percentuale delle RDF (Rwandan Defence Forces) non è disposta ad accettare che l’occidente imponga loro qualcuno. I generali dell’esercito si considerano come un collegio elettorale legittimo per produrre il prossimo leader leader del Paese. I generali Kabarebe e Kazura che sono in prima linea nella competizione». Il sito di informazione autore di questa fake news è il ‘Great Lake Post’

Il ricovero in fin di vita di Paul Kagame è un tema ricorrente. Lo scorso marzo circolava la Fakenews che il Presidente ruandese era stato evacuato nel Regno Unito per cure mediche a causa del contagio da Covid-19 e che il suo Primo Ministro sta agendo nel frattempo come Presidente Ad Interim senza dichiaralo ufficialmente. Per renderla credibile gli autori di questa falsa notizia aveva riprodotto la pagina web di TV5 Monde.

Lo scorso giugno una serie di articoli  condivisi migliaia di volte su Facebook e Twitter affermavano che il Presidente Paul Kagame aveva censurato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per aver rifiutato di approvare un tonico a base di erbe propagandato dal governo del Madagascar come cura per Covid-19. Ad aprile, il presidente malgascio Andry Rajoelina aveva lanciato una miscela di erbe che reclamizza come rimedio per Covid-19. La bevanda è stata sviluppata dal Malagasy Institute of Applied Research (IMRA) da erbe autoctone contenenti artemisia, una pianta di provata efficacia nel trattamento della malaria.

Tuttavia, l’OMS ha messo in guardia contro ‘l’adozione di un prodotto che non è stato sottoposto a test per verificarne l’efficacia’, mentre i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno affermato che l’infusione dovrebbe essere ‘testata rigorosamente’.

Il Presidente ruandese non si è mai schierato contro l’OMS. Al contrario. Quando il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump criticò la gestione della pandemia da parte del direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ad aprile, Kagame affermò che l’OMS «ha la piena fiducia e il sostegno dell’Africa».

Come si spiega questa incredibile serie di fake news ai danni del Capo di Stato ruandese in meno di sette mesi? Chi sono gli autori? Quali i loro obiettivi? Per rispondere a queste domande occorre una grande prudenza in quanto ogni indagine corre il rischio di addentrarsi nell’oscuro e nebuloso mondo del complottismo.

La maggioranza delle persone pensa che il fenomeno delle fake news sia originato da persone mentalmente disturbate o in cerca di notorietà. Al contrario le fake news sono una moderna arma di disinformazione che governi, partiti, lobby, gruppi terroristici e anche diverse aziende usano per screditare concorrenti, avversari o per creare dubbi e caos in un determinato settore della società o in una Nazione.

Nel caso del Rwanda è evidente che tutte queste fake news hanno il preciso obiettivo di disorientare e spaventare l’opinione pubblica ruandese già provata dalla pandemia da Covid-19.  Gli ultimi dati dello sviluppo pandemico in Rwanda registrano 4.043 casi di contagio e 16 decessi. La bassa percentuale di diffusione del Covid-19 è dovuta dall’ottima e tempestiva gestione di contenimento attuata dalle autorità ruandesi.

Purtroppo questa vittoria sulla pandemia è stata ottenuta pagando un alto prezzo tra la popolazione. Le fasce più precarie, i dipendenti, i contadini e i piccoli medi commercianti vedono seriamente compromesso il loro tenore di vita. La maggioranza di questi settori sociali è dominata dagli Hutu.

Nel Paese si nota un nervosismo sociale molto esteso che potrebbe portare a delle rivolte aperte contro le misure di contenimento che rischiano di gettare nella povertà centinaia di migliaia di persone. Questo nervosismo è riscontrabile anche nella media borghesia urbana. È questo nervosismo l’obiettivo degli autori della incredibile serie di fake news.

Diffondendole, si spera di far scattare una rivolta sociale con la speranza che si transformi in una rivolta etnica. Parallelamente sui social si sta diffondendo la falsa notizia che la minoranza tutsi ruandese non sia toccata dagli effetti economici negativi del contenimento. Al fine di esasperare gli animi si sta anche diffondendo il falso rumor che le draconiane misure di lockdown imposte dal governo siano un piano per ridurre fisicamente la popolazione hutu.

Chi sono gli autori? Le indagini in corso non sono ancora riuscite a individuarli. Vi sono alcune ipotesi.  Tra di esse: il regime razziale nazista burundese del CNDD-FDD. Ipotesi che devono essere prese con le pinze in quanto al momento non vi sono elementi certi per incolpare il regime di Gitegaanche se di moventi ne avrebbe a non finire.

Si conoscono solo le fonti geografiche di diffusione delle fake news: le città congolesi di Bukavu (Sud Kivu) e di Goma (Nord Kivu).  Nel caso dell’ultima fake news che vede Kagame in fin di vita in Gran Bretagna, il sito ‘Great Lake Post’ sarebbe un organo di propaganda del gruppo terroristico ruandese FDLR responsabile del genocidio del 1994.

A peggiorare il clima sociale teso giungono una serie di provvedimenti decisi dal governo di Kigali senza fornire la minima spiegazione. È stata chiusa al transito delle persone la frontiera di Giseni che porta alla città di Goma (Congo) senza motivo apparente. Il coprifuoco notturno come misura di contenimento Covid-19 è stato esteso e sono ora vietati gli spostamenti da e verso la regione occidentale di Rusizi che confina con il Burundi e il Congo. Misure giustificate da un improvviso aumento di casi nella zona secondo le informazioni fornite dal Ministero della Sanità. Impossibile non notare che i nuovi focolai di contagio sono al confine con due Paesi problematici per il Rwanda e non nei maggiori centri urbani, Kigali, Butare, etc.

Fonti locali segnalano anche un grande nervosismo da parte di polizia ed esercito addette a far rispettare le misure di contenimento pandemico. Nervosismo apparentemente ingiustificato visto che fino ad ora la popolazione ruandese ha dimostrato una grande responsabilità nel seguire alla lettera tutte le misure sanitarie di prevenzione. È possibile individuare ignote ragioni politiche o di sicurezza nazionale dietro a queste decisioni?  Al momento no a meno che non si accetti il rischio di percorrere un sdruccevole cammino che potrebbe portare a derive complottistiche.

Fake news e decisioni prese dalle autorità ruandesi senza preavviso si inseriscono in un quadro regionale sempre più caotico. Continua la guerra fredda tra Rwanda e Uganda. Quest’ultima in periodo elettorale assai contrastato. Per la prima volta Museveni potrebbe perdere le elezioni. Nel vicino Congo il Presidente Felix Tshisekedi si sta difendendo da tentativi di destabilizzazione portati avanti dall’ex dittatore Joseph Kabila (suo alleato politico). In Burundi, dopo la morte del dittatore Pierre Nkurunziza, il nuovo regime CNDD-FDD dimostra una totale incapacità di gestire il Paese in totale bancarotta. Sempre in Burundi sono triplicati i massacri sui civili e per la prima volta dal 2015 si assiste ad una azione dei gruppi armati dell’opposizione coordinata e su tutto il territorio nazionale. In Tanzania si avvicina il periodo elettorale e il Presidente Magufuli sta adottando una serie di misure anti democratiche che rischiano di portare il paese verso un regime autoritario.

Il latente caos regionale è affiancato da una imminente crisi economica post pandemica che per la prima volta dagli ulti 15 anni rischia di ridurre i tassi di crescita annuali e rallentare l’economia regionale. Infine a questo si aggiungono rumori di nuovi preparativi di invasione del Rwanda da parte delle forze terroristiche FDLR, altri gruppi anti ruandesi supportati dal regime burundese e dal governo ugandese.

Rumori parzialmente confermati da due blitz polizieschi e militari che in un giro di tre giorni hanno inflitto un duro colpo  alle dirigenze di tre gruppi terroristici ruandesi: FLDLR, MRCD (Mouvement Rwandais pour le Changement Democratique) e PDR-Ihumure (Parti Démocratique auRwanda).

Il terrorista Paul Rusesabagina (eroe del film ‘Hotel Rwanda’) a capo del MRCD e PDR è stato arrestato da potenze straniere e consegnato alle autorità ruandesi. Sarà processato per vari crimini compresi: terrorismo, incendio doloso, rapimento e omicidio, perpetrati contro civili ruandesi disarmati e innocenti sul territorio ruandese, incluso nel distretto di NyabimataNyaruguru nel giugno 2018 e nel distretto di NyungweNyamagabe nel dicembre 2018.

Leo Cyprien alias Generale Kagoma, uno dei migliori strateghi del gruppo terroristico ruandese FDLR, è stato ucciso durante violenti scontri tra i terroristi e reparti dell’esercito congolese presso le località di Bokombo e Nyabanira nel territorio di Rutshuru, Nord Kivu, Congo.  All’operazione militare potrebbero aver partecipato truppe d’élite dell’esercito ruandese.

L’arresto di Rusesabagina e l’esecuzione extragiudiziaria del Generale Kagoma, non sono causali colpi di fortuna, bensì due vittorie ben studiate da parte delle forze armate alleate congolesi e ruandesi al fine di indebolire la coalizione di gruppi armati che si sta  apprestando ad invadere il Rwanda con appoggio di potenze regionali. La situazione nei Grandi Laghi è molto tesa e qualcosa di irreparabile potrebbe giungere con grande sorpresa della comunità internazionale” afferma un esperto militare regionale sotto anonimato.

Una affermazione che trova parziale conferma dalla decisione di Presidente congolese Felix Tshisekedi di indire il 1 settembre un meeting straordinario presso il palazzo presidenziale Kinshasa dove sono stati chiamati con preavviso di 24 ore i governatori delle province est: Ituri Nord e Sud Kivu. Il Presidente ha loro dato istruzioni per un piano speciale di sicurezza militare al fine di stabilizzare l’est del paese. Al meeting era presente anche il Primo Ministro IlungaIlunkamba.  Al momento non si conoscono i dettagli di questo piano solo la promessa di Tshisekedi di iniettare ingenti fonti al fine di prevenire ogni problematica e risolvere una volta per tutte il ciclo di violenze causata da bande armate nella regione.

Il Presidente Paul Kagame, fedele al suo stile politico, ha scelto di ignorare (ufficialmente) questa serie di fake news, analizzate con attenzione dai suoi esperti. Martedì 1 settembre il Capo di Stato ruandese ha tenuto un discorso in video conferenza sulla pandemia Covid-19. Il suo stato di salute è ottimo come testimonia il video del suo intervento pubblicato su YouTube

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