mercoledì, Settembre 29

Rwanda: a rischio operazioni delle FDLR?

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Presso la capitale i manifestanti si sono radunati davanti all’Ambasciata ruandese intonando canti ostili e genocidari. “Noi siamo sul campo di battaglia e uccideremo Kagame e tutti i tutsi”. I manifestanti erano protetti da un imponente servizio d’ordine assicurato dai terroristi FDLR per il timore che potessero venire attaccati dalla popolazione o dall’opposizione armata. La manifestazione aveva anche l’obiettivo di minacciare chiunque voglia negoziare con l’opposizione e la società civile.

Quali sono i motivi che spingono il Rwanda a negare il suo aiuto militare e finanziario contro il terrorismo regionale? I motivi sono identici a quelli apportati da altre potenze internazionali coinvolte in altre crisi e rientrano nella logica diplomatica. Il Rwanda ha tutte le capacità militari per invadere il Burundi, ponendo fine al regime FDLR – CNDD, fermando il genocidio. La mancata invasione è sorretta dall’obiettivo di non scatenare una guerra regionale. Per difendere la sua popolazione, la pace e lo sviluppo acquisiti dopo l’orrendo Olocausto, Kigali agisce indirettamente supportando l’opposizione politica e armata burundese. Una gran parte dei leader politici e della società civile ha scelto come Paese di esilio il Rwanda, dove attivamente opera per abbattere il regime illegale a Bujumbura.

Il rapporto ONU rivela l’incapacità delle Nazioni Unite di comportarsi secondo il loro mandato: istituzione sovranazionale indipendente regolatrice delle conflittualità tra Nazioni. Dopo aver leggitimato il regime burundese e indirettamente i terroristi FDLR, l’ONU ora rafforza questo scelte politiche apparentemente irrazionali invertendo i ruoli. Le vittime non sono la popolazione burundese (stretta nella morsa del genocidio con il contagocce) e la popolazione ruandese che vive sotto la continua minaccia di una invasione delle forze terroristiche e di un secondo Olocausto. Il Rwanda diventa l’aggressore che sta attuando piani di ‘destabilizzazione contro uno Stato ‘sovrano. Inutile dire che il ruolo super partes delle Nazioni Unite (semmai è esistito) è stato abbandonato da decenni rendendo questa istituzione inutile se non deleteria per il ruolo eversivo da essa giocata nelle varie crisi mondiali. In Africa l’ONU è divenuta un centro logistico per la consegna di armi alle varie fazioni coinvolte nelle guerre civili e il primo fattore negativo per il prolungamento dei conflitti, quali quelli in Congo, Centrafrica, Mali.

Dopo le accuse il Rwanda continuerà il suo supporto alla resistenza democratica burundese? Secondo il Ministro degli Affari Esteri Louise Mushikiwabo questo supporto non è mai esistito affermando che si troverà al più presto una soluzione per i rifugiati burundesi nel pieno rispetto dei loro diritti. Secondo il Ministro Mushikiwaboper il Rwanda l’impasse burundese rappresenta un crescente rischio per la sicurezza nazionale e i fraintendimenti nelle relazioni internazionali diventano inaccettabili.” Eppure la realtà contrasta con tali dichiarazioni. Come già spiegato, le ‘interferenze ruandesi in Burundi sono un affare di sicurezza nazionale gestito con la massima priorità e segretezza.

Il Governo di Kigali è consapevole che dopo aver domato il Burundi, il gruppo terrorista FDLR attaccherà in forze il Rwanda. Paul Kagame è ossessionato nel agire per impedire una invasione del suo Paese, aiutando a instaurare la democrazia in Burundi negando allo stesso tempo tali azioni. Secondo le informazioni in possesso il Rwanda non solo supporta l’opposizione politica e militare burundese ma controlla almeno uno dei gruppi ribelli, il FOREBU. Tutto si svolgerebbe nel più grande segreto tra le gerarchie militari ruandesi e i comandanti del FOREBU, ex Generali dell’esercito burundese ora praticamente non esistente. Il Rwanda non può interrompere il sostegno alla opposizione burundese in quanto sarebbe un suicidio politico far crescere militarmente i terroristi FDLR mettendoli nella posizione di poter invadere il Rwanda con oltre 45.000 uomini armati e addestrati grazie alla fusione con i miliziani Imbonerakure.

Il comportamento delle Nazioni Unite, Rwanda e Stati Uniti rafforzano l’idea che attorno alla crisi burundese vi siano troppi piani contraddittori, troppa ipocrisia e poca chiarezza. Intanto i cittadini in Burundi continuano a morire in malo modo. Vittime non solo di un tiranno e di terroristi genocidari, ma anche di complicati intrighi internazionali?

 

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