mercoledì, Settembre 29

Rwanda: a rischio operazioni delle FDLR?

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Eppure gli Stati Uniti sono tra i principali finanziatori della guerriglia burundese e non è escluso che all’addestramento partecipino forze speciali dell’esercito americano presenti in Uganda e operative in Sud Sudan. Le armi donate dall’America raggiungono la ribellione burundese passando per il Rwanda. Stesso dicasi del Belgio. Entrambi le potenze occidentali hanno pubblicamente dichiarato che il Rwanda è il loro alleato strategico e privilegiato nella regione. Le denunce della Greenfield e di Perriello hanno come obiettivo allontanare sospetti delle attività militari americane nella crisi burundese. Operazione ipocrita alla stessa tregua delle condanne ufficiali sugli eccessi del regime di Bujumbura urlate dalla Francia, suo principale alleato politico, militare e finanziario.

Il rapporto ONU è stato considerato come un ennesimo supporto al regine genocidario FDLR – CNDD. Le Nazioni Unite non hanno dichiarato illegale un regime governato da terroristi regionali e non hanno fermato il genocidio in corso nel Paese, ma denunciano le attività destabilizzatrici del vicino Rwanda. Siamo allo stadio di follia pura dove i valori universali promossi dall’Occidente vengono travisati e strumentalizzati dai loro stessi creatori e promotori secondo i propri fini politici ed interessi economici.

Lo Stato Terrorista del Burundi ha approfittato di questo regalo per aumentare la sua propaganda di odio etnico contro i tutsi e il Rwanda. Il Ministro burundese degli Interni e della Formazione Patriottica Pascal Barandagiye ha lanciato un appello ai cittadini a partecipare massivamente a delle manifestazioni anti ruandesi per la pace e la sicurezza. L’obiettivo era quello di rafforzare l’immagine di vittima del regime CNDD, aumentare l’autorevolezza dei terroristi FDLR e convincere la maggioranza hutu a partecipare al genocidio in corso e alla futura invasione del Rwanda. Barandagiye è un noto ‘uomo di paglia‘ controllato dalla leadership militare delle FDLR risiedente a Goma, est del Congo. Una leadership terroristica ormai intoccabile a livello giuridico nonostante i vari mandati di arresto internazionale grazie alla complicità della missione ONU di pace, MONUSCO.

Nonostante le condizioni favorevoli create dalle Nazioni Unite, l’obiettivo non è stato raggiunto. Per l’ennesima volta il popolo burundese ha dimostrato una tenacia nel desiderio di acquisire libertà e democrazia superiore agli intrighi internazionali. I cittadini non hanno partecipato alle manifestazioni anti tutsi e anti Rwanda svoltesi sabato. A Bujumbura, la capitale, vi hanno partecipato 4.000 persone. Le manifestazioni che si dovevano tenere su tutto il territorio nazionale si sono svolte solo in altre due città: Gitega (800 manifestanti) e nel paese natio di Pierre Nkurunziza, Ngozi (2000 manifestanti).

Secondo quanto riportato dalla società civile i manifestanti erano esclusivamente miliziani Imbonerakure e terroristi FDLR. La popolazione ha boicottato in massa l’appello dei genocidari, masse hutu contadine comprese. Quello che il regime e i suoi complici internazionali non comprendono è che la popolazione burundese non accetta di trasformarsi in carne da cannone per favorire il sogno delle FDLR di riconquistare il perduto Rwanda. Al contrario la popolazione burundese desidera la sconfitta delle FDLR e l’instaurazione della democrazia inter etnica capace di far uscire dal medio evo il Paese per portarlo al Ventunesimo secolo. L’obiettivo non è stato ancora raggiunto per fattori interni (debolezza e frammentazione dell’opposizione, armata compresa) ed esterni: intrighi internazionali e giochi di interessi economici.

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