mercoledì, Settembre 29

Rwanda: a rischio operazioni delle FDLR?

0
1 2 3 4


Le Nazioni Unite sono l’ultima entità internazionale moralmente in grado di denunciare arruolamenti e addestramenti di rifugiati, essendo prassi comune ovunque nei campi profughi gestiti dalle sue agenzie umanitarie quali UNHCR e UNICEF. Per quanto riguarda la Regione dei Grandi Laghi, sui 92 milioni annui di aiuti umanitari affluiti ai profughi ruandesi nell’allora Zaire tra il 1994 e il 1996, il 90% veniva dirottato per finanziare le attività dell’esercito genocidario e delle milizie Interahamwe che, dopo aver ucciso un milioni di propri cittadini, sono state sconfitte dal Fronte Patriottico Ruandese nonostante il supporto militare diretto della Francia. La gestione dei campi profughi era in mano di questi terroristi. Arruolamenti e addestramenti avvenivano all’interno dei campi profughi come rivela lo speciale pubblicato in due parti sul blog Frammenti Africani (ReteLuna): ‘ONU: i campi rifugiati ruandesi in Zaire: una vergogna internazionale Uno speciale che si basa sui dati raccolti da Fiona Terry ex direttrice delle ricerche di Medici Senza Frontiere nel libro denuncia: ‘Condemned to Repeat? The Paradox of Humanitarian Action (‘Condannati a ripetere? Il Paradosso dell’azione umanitaria’) edizioni Cornell Univerisity Press.

Tra le ONG internazionali (contentissime dei milioni affluiti per aiutare i profughi ruandesi) solo MSF sezione Francia denunciò lo scandalo ritirando la sua assistenza umanitaria per non divenire complice del terrorismo regionale. Le ragioni di questa coraggiosa e moralmente dovuta scelta sono state spiegate non solo dal libro denuncia della ricercatrice Terry ma da Medici Senza Frontiere in un suo dossier speciale pubblicato nel aprile 2014: ‘Rwanda. 20 anni dopo. Entrambi i saggi espongono prove inconfutabili del supporto ONU al regime genocidario ruandese e della complicità finanziaria di Agenzie Umanitari ONU e ONG internazionali. Grazie ai milioni degli aiuti umanitari e alla complicità delle Nazioni Unite, le forze genocidarie ruandesi poterono a più riprese intraprendere invasioni del Rwanda (tutte fallite) e divenire il pericolo mortale per la giovane democrazia sorta dal genocidio, provocando la logica risposta militare di Kigali che nel 1996 invase lo Zaire assieme a Angola, Burundi e Uganda, ponendo fine alla dittatura trentennale di Mobutu Sese Seko. Tutti concordano a livello internazionale che le FDLR sono il principale ostacolo della pace all’est del Congo, eppure questo gruppo terroristico prospera nelle provincie del Nord e Sud Kivu e ora è padrone di un Paese, piccolo ma strategico.

L’accusa di ‘attività eversive’ rivolta al Rwanda dalle Nazioni Unite è giuridicamente inappropriata. Le ingerenze ruandesi hanno lo stesso spessore morale di quelle russe o occidentali per porre fine alla minaccia terroristica islamica nel Medio Oriente. L’ONU, come di sua consuetudine, usa due pesi e due misure. Le interferenze turche in Siria non sono nemmeno accennate seppur esiste piena consapevolezza che siano rivolte a sostenere il ISIL-DAESH e altri gruppi terroristici per abbattere un regime che è il solo garante di stabilità regionale e nemico giurato del estremismo islamico e del governo israeliano che, paradossalmente, si intrecciano in obiettivi e azioni.

La denuncia degli Stati Uniti ha un contenuto di ipocrisia insopportabile. La Casa Bianca, dinnanzi ad un rapporto che si basa su delle realtà ma pieno di distorsioni e strumentalizzazioni politiche, si è sentita in dovere di prendere le distanze dal Governo di Kigali. “L’assistente del segretario di Stato Usa per gli Affari africani, Linda Thomas-Greenfield, ha accusato apertamente le autorità del Rwanda di tentare di destabilizzare il vicino Burundi attraverso il reclutamento di rifugiati burundesi, al fine di rovesciare il presidente Pierre Nkurunziza”, informa Agenzia Nova. Le accuse sono state confermate dall’inviato speciale americano per la Regione dei Grandi Laghi Thomas Perriello, come riportato dal quotidiano britannico ‘The Telegraph‘. È la prima volta che gli Stati Uniti accusano pubblicamente il Governo di Kigali.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->