giovedì, Ottobre 21

Russiagate, quel che non funziona tra Trump e l’intelligence

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Anche il nuovo direttore dell’FBI sembra avere avere contatti diretti con la Russia, quest’ipotesi di contatti continui col Cremlino, non danneggiano in qualche modo la credibilità dell’intelligence americana, anche sul piano di operatività, e di azione soprattutto?

Indubbio, danneggia in termini di credibilità, ma soprattutto a livello di spirito di appartenenza al corpo dei suoi funzionari. Andare a minare l’istituzione principale che si occupa di sicurezza interna, mettendo in dubbio l’autorità dell’FBI, che negli Stati Uniti ricopre un ruolo più importante rispetto alla più ‘mediatica’ CIA, che è più proiettata verso l’esterno del Paese, nelle sue operazioni, significa intaccare non solo il lavoro che essa può svolgere, ma anche lo spirito, la voglia, la proattività di tutto il corpo. Anche perché in un Paese, dove l’antagonismo nei confronti della Russia, almeno dal punto di vista dialettico, è ancora forte, non solo in ambito militare, in quanto l’Army americano è ancora contro il nemico russo perché hanno fatto quello per cinquanta anni ed è difficile far cambiare la mentalità velocemente; figuriamoci per quanto riguarda la sicurezza interna.  Andare ad innestare in questa dialettica sempre il dubbio che ci possono essere  contatti ed influenze col Cremlino,  col tempo può andare a ledere tutta la struttura.

Ieri Comey, ha dichiarato di essere stato diffamato, e con lui tutta l’FBI, con l’accusa di Trump di aver svolto male le indagini, è corretto parlare di diffamazione?

Ovviamente volano gli stracci, poi dal punto di vista legale, non le so dire se ci sono i termini per la diffamazione oppure no.  Certo è , che un dato importante sono sempre i tweet di Trump, fatti dal suo account personale e non dall’account istituzionale, e subito dopo la cacciata di Comey, lui scrive: «Attento Comey, se parli, io ti distruggo», il messaggio è stato mandato. E’ ovvio che è uno scontro istituzionale molto forte, anche perché mette in dubbio, da una parte, il lavoro dell’FBI, e dall’altra le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti. Poi con Trump, siamo abituati a dare tutto per scontato, ma in realtà rappresenta uno scontro istituzionale senza precedenti.

Come crede che andrà a finire la questione, e più in generale, come vede il futuro dell’FBI e delle altre forze di intelligence, nel breve e medio termine sotto la guida di Donald Trump?

A 360 gradi se i primi quattro mesi dell’amministrazione Trump sono stati questi, il prossimo anno e mezzo sarà un periodo di forte instabilità istituzionale.

Qualcuno sta già tirando fuori l’ipotesi di un impeachment, cosa ne pensa?

 Francamente, a meno che non esca fuori l’intercettazione che realmente Trump parli al telefono con qualcuno che conosce, dicendo che ho parlato con Putin, ho parlato col Cremlino, ammettendo questi fatti, vedo molto difficile l’impeachment prima delle elezioni di ‘mid term’. Poiché anche se questo è un provvedimento per lo più legale, esso deve essere votato dal Congresso.  In questo momento la maggioranza repubblicana al Congresso non vuole votare l’impeachment perché sanno che votandolo contro  Trump, perdono il Paese per i prossimi 20 anni, minimo. La parola Impeachment la incontriamo nella storia politica degli Stati Uniti con Richard Nixon, accusato di aver intaccato le elezioni nel 1972, dimessosi prima di arrivare al voto di sfiducia, e con Clinton, accusato di adulterio nello scandalo Monica Lewinsky. In questo momento, bisogna portare avanti le indagini, perché per votare l’impeachment, non bastano dati aleatori, inoltre bisogna che ci sia la volontà politica, che al momento non c’è.  Però poi ci sono le elezioni di ‘mid term’, che potrebbero cambiare la maggioranza all’interno del Parlamento, a quel punto, con una maggioranza democratica e con dei dati maggiori a questi contatti, e mala gestione, perché di questa stiamo parlando. Nulla vieta ad un presidente di portare avanti una propria politica estera, il problema è come: perché se si fa in coordinamento con le istituzioni, è un conto, se si fa per motivi personali, per contatti e per giunta di nascosto, è un altro.

Sicuramente sarà un primo mandato presidenziale molto instabile, che renderà instabile tutta la politica globale.

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