sabato, Aprile 17

Russiagate, Mueller emette i primi mandati e Trump s’infuria

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Il Russiagate è pronto ad esplodere. Ed ecco le prime richieste. Il Grand Jury convocato dal procuratore speciale Robert Mueller che guida l’inchiesta ha emesso mandati relativi all’incontro di Donald Trump Jr con una avvocatessa russa nel giugno 2016. Si tratta di richieste per la consegna di documenti e che richiedono la testimonianza di persone coinvolte in quell’incontro. Al momento però i media americani fanno sapere che non si ha alcun elemento per capire se saranno persone messe in stato di accusa o rinvii a giudizio in merito al Russiagate. «Questa storia sulla Russia è una totale invenzione. Una scusa per la più grande sconfitta nella storia della politica americana», ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un comizio in West Virginia.

L’Isis, sull’ultimo numero della sua ‘rivista’ al Naba, ha lanciato un appello ai lupi solitari perché colpiscano con attentati suicidi le ambasciate e i diplomatici occidentali. E l’allerta in Europa è altissima. In Gran Bretagna la polizia ha arrestato otto persone ad una fermata della metropolitana londinese ed ha sequestrato, tra l’altro, una pistola finta ed un coltello da cucina lungo 30 centimetri. L’operazione è avvenuta nella metropolitana di Stratford e l’obiettivo degli attentatori era un vicino centro commerciale, quello di Westfield.

In Australia invece un sospetto terrorista ha cercato di introdurre una bomba su un aereo della Etihad Airways a Sydney nascondendola in una valigia che il fratello, apparentemente ignaro dell’ordigno nel bagaglio, avrebbe dovuto portare a bordo del velivolo. L’episodio risale al 15 luglio scorso ed entrambi i fratelli sono stati arrestati sabato scorso. Secondo la polizia l’ordigno era stato costruito con componenti arrivate dalla Turchia.

«Va bene che l’Italia e altri contribuiscano ad accrescere la capacità della Guardia costiera libica, ma deve essere fatto secondo gli standard dei diritti umani e nella piena coscienza di quanto avviene nelle carceri libiche», il parere di Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per la rotta del Mediterraneo Centrale, in un’intervista all’ANSA. «E’ importante anche educare la Guardia costiera libica agli standard dei diritti umani ed assicurare che nessuno tra loro colluda con i trafficanti, e chi lo fa sia processato».

Intanto il vice presidente del Consiglio presidenziale libico, Fathi Al-Mejbari, prende le distanze dall’autorizzazione data da Sarraj alla missione navale italiana, che rappresenta «un’infrazione esplicita dell’accordo politico» e delle sue clausole, in particolare quelle relative alla sovranità della Libia, e «non esprime la volontà del Consiglio presidenziale del governo di intesa».

Si sono chiusi in Rwanda i seggi per le elezioni presidenziali. Favorito il presidente Paul Kagame, secondo il quale l’appuntamento odierno sarà solo una formalità per la sua rielezione. Gli avversari sono Frank Habineza del Partito dei Verdi Democratici e il candidato indipendente Philippe Mpayimana.

In Congo invece la situazione è estremamente grave. Negli ultimi tre mesi nel Kasai è in atto una vera e propria pulizia etnica ad opera sia dei soldati governativi che dei miliziani ribelli. A dirlo l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani (Unhcr). Documentati più di 250 civili assassinati, e tra loro 62 bambini in gran parte di meno di 8 anni. Ritrovate almeno 80 fosse comuni e tra i sopravvissuti fuggiti nella vicina Angola vi sono persone mutilate.

In Etiopia è stata annunciata la rimozione dello stato d’emergenza imposto dal governo lo scorso ottobre in risposta alle proteste anti-governative in cui rimasero uccise oltre 600 persone e più di 21 mila furono arrestate.Il ministro della Difesa Siraj Fegessa ha dichiarato che il governo è stato in grado di trattare con terroristi armati e con i protestanti più facinorosi, aggiungendo che in carcere restano ancora 8.000 persone.

Passiamo al Venezuela, dove Antonio Ledezma è uscito dal carcere ed è stato portato nuovamente a casa, dove si trova agli arresti domiciliari. Ledezma e Leopoldo Lopez, uno dei leader dell’opposizione, erano stati portati via dalle loro abitazioni dagli uomini del Sebin lo scorso martedì. Intanto il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto sapere che Parigi «deplora l’evoluzione della situazione in Venezuela e condanna le violenze che si sono aggravate negli ultimi giorni e hanno nuovamente causato numerose vittime» e ha ribadito che il dialogo «è l’unica via possibile per consentire al Paese di uscire dalla crisi che lo attraversa e di cui il popolo venezuelano è la prima vittima».

In Israele l’ex capo del gabinetto di Netanyahu, Ari Harow, ha sottoscritto un accordo di cooperazione con la polizia in due indagini che secondo la stampa vedono il premier sospettato di corruzione e frode. Nel 2015 è stato sospettato di frode.

Chiudiamo con Arnold Schwarzenegger, ex governatore repubblicano della California che ha deciso di lanciare una nuova iniziativa, attraverso l’USC Schwarzenegger Institute for State and Global Policy, che mira a promuovere le legislazioni per combattere i cambiamenti climatici. E lo fa in aperta polemica con il presidente Trump.

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