venerdì, Maggio 7

Russiagate? ‘Per noi dell’FBI solo spettacolarizzazione’

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Chi è Christopher Way, nominato lo scorso 7 giugno nuovo direttore dell’FBI?

Non conosco il Signor Wray di persona, è un avvocato, esattamente come Comey, che ha collaborato per anni al Dipartimento di Giustizia. Wray avrà il compito di riorganizzare l’FBI e farla tornare vincente, come agenzia investigativa indipendente. Negli ultimi dieci anni, l’FBI ha subito molti cambiamenti, e anche con l’Amministrazione Obama aveva perso parte della sua indipendenza. Sicuramente il compito del nuovo Direttore sarà quello di far tornare l’agenzia di investigazione ad essere indipendente, autonoma e completamente separata dalla politica della Casa Bianca, facendole ritrovare il suo onore.

 

Qual è il clima che si respira all’interno della community dell’FBI? Come stanno reagendo i dipendenti a questo polverone mediatico che ha coinvolto il loro ex direttore?

Questa è una bellissima domanda. Ci sono molti molti agenti che sono vicini al direttore Comey, e che hanno creduto alla sua testimonianza. Molti di loro vogliono l’indipendenza dell’ente, e hanno provato a rendere l’FBI più indipendente, ma come in ogni organizzazione, come ogni agenzia simile all’FBI, che conta oltre 45.000 dipendenti, le opinioni possono essere diverse. Alcuni sostengono il Presidente Trump, poiché Comey ha sbagliato i modi, andando a parlare in televisione e con i media, sollevando un circolo mediatico senza fine. In primis, perché sostengono che il Presidente abbia solo indirizzato le indagini, secondariamente, Comy prima ha detto di parlare per una ragione, mentre poi ha parlato di tutt’altre motivazioni, criticando il Presidente e il suo modo di lavorare.

 

Non crede sia stata danneggiata l’immagine dell’FBI? la sua credibilità.

Si, assolutamente, al 110%. Si è detto che Donald Trump stava considerando di licenziare Robert Mueller, che sta investigando sull’influenza della Russia nelle elezioni del 2016. A sentire le notizie dalla Casa Bianca, sembrerebbe che il Presidente usi sostituire le persone affinchè le indagini vadano in una certa direzione, andando a mettere in dubbio il lavoro di 150 anni di investigazioni indipendenti, quindi sono d’accordo quando dice che il clima che si è creato può avere un impatto in termini di credibilità. Fortunatamente noi abbiamo un sistema costituito da persone diverse in grado di bilanciare i poteri. È per questo che il Congresso deve fare molto per focalizzare l’attenzione sul bene del Paese, tenendo bilanciati il braccio esecutivo, quello giudiziario e quello legislativo.

 

E in tutto questo cosa pensano gli americani? Qual’è la posizione dell’opinione pubblica americana?

Io penso che la popolazione degli Stati Uniti sia schierata tra due poli riflettendo la netta divisione politica degli ultimi dieci anni. Da un lato i repubblicani, che hanno visto aggiungersi tra le loro file, a volte negativamente,  soggetti di una  destra più conservativa di quella che era l’ideologia repubblicana; allo stesso modo i democratici hanno assorbito, anche qui spesso negativamente, l’influenza di movimenti fin troppo progressisti, che hanno profondamente trasformato il partito democratico. La conseguenza è che l’opinione pubblica si è bipolarizzata. Tornando alla sua domanda, io non so se gli americani siano ancora in grado di distinguere la politica dalla legge. Ci sono molti cittadini americani che sono dalla parte di Trump, a prescindere da ciò che dice o da cosa fa. Ad esempio, il Presidente ha dato informazioni riguardanti ‘fonti umane’ in Israele alla Russia. Le informazioni raccolte dall’FBI dovrebbero rimanere riservate, soprattutto se queste informazioni riguardano un Paese alleato come Israele. La sua domanda dovrebbe essere separata, da un lato qual è l’opinione americana dal punto di vista politico, e quale dal punto di vista legale, e questo vale sia per il Presidente degli Stati Uniti, sia per l’ex Direttore dell’FBI. È necessario sempre dividere la politica dalla legge, soprattutto quando si parla di intelligence.

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